Dl Accise, dalla rottamazione quinquies più tempo per Comuni ed enti locali: le scadenze

Il Decreto Accise concede agli enti locali tempo fino al 31 luglio per la rottamazione quinquies e ai contribuenti fino al 15 dicembre per fare domanda

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Il Dl Accise cambia il calendario della rottamazione quinquies per Comuni ed enti locali: la Commissione Finanze del Senato ha approvato una serie di modifiche che intervengono sui termini di adesione. La novità principale riguarda lo slittamento delle scadenze per le delibere degli enti locali, che passano dal 30 giugno al 31 luglio.

Il mese in più consente a Comuni e amministrazioni locali di completare con maggiore precisione le valutazioni e le decisioni sull’adesione alla misura che riguarda multe, tributi ed entrate patrimoniali. Le modifiche si inseriscono nell’ambito del Decreto Accise ter, nel quale è confluito anche il Decreto Accise quater. Il provvedimento è ora atteso all’esame dell’Aula del Senato a Palazzo Madama.

Dl Accise e rottamazione quinquies

Secondo quanto approvato in Commissione, cambia anche il calendario per i contribuenti: la finestra per la presentazione della dichiarazione viene fissata tra il 16 ottobre e il 15 dicembre, con la possibilità di integrazione fino alla stessa data.

Un’ulteriore modifica riguarda il piano dei pagamenti che ricadono nella rottamazione quinquies: il termine per il versamento dell’unica rata o della prima rata, nell’ambito di un piano che può arrivare fino a 54 rate bimestrali, viene spostato dal 31 gennaio al 31 marzo 2027.

La normativa prevede inoltre che la rottamazione quinquies perda efficacia in caso di omesso o insufficiente pagamento della prima rata oppure di due rate, anche non consecutive. In quel caso riprenderanno le attività di recupero da parte dell’agente della riscossione e le somme già versate saranno considerate soltanto acconti sul debito complessivo.

Cosa prevede la rottamazione quinquies per gli enti locali

L’estensione della rottamazione quinquies ai Comuni e agli enti locali riguarda i debiti tributari e non tributari affidati all’agente della riscossione dalle Regioni e dagli enti locali tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Sono esclusi tutti quei debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti.

E sono esclusi i tributi riscossi direttamente dagli enti o affidati a concessionari privati: in questi casi la rottamazione quinquies nazionale non si applica in automatico. Restano esclusi dalla rottamazione quinquies, poi, i debiti già inseriti nella rottamazione quater o nella riammissione alla quater per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultano regolarmente pagate tutte le rate scadute.

Rientrano invece nella nuova sanatoria i contribuenti decaduti dalle precedenti definizioni agevolate per pagamento mancato o tardivo.

La definizione agevolata delle cartelle esattoriali è stata introdotta dal decreto fiscale n. 38 del 2026, successivamente convertito nella legge n. 88 del 2026. La boccata d’ossigeno arriva dopo numerosi appelli: in molti evidenziavano come, sulla rottamazione quinquies, molti Comuni italiani stessero procedendo in ordine sparso. Ma le correzioni al calendario della rottamazione quinquies sono state introdotte anche per agevolare quei Comuni appena usciti dai rinnovi amministrativi.

I debiti che rientrano nella rottamazione quinquies degli enti locali

Sono questi i debiti destinati a rientrare nella rottamazione quinquies dei Comuni:

  • Imu non versata;
  • Tari arretrata;
  • altri tributi comunali affidati ad Agenzia Entrate-Riscossione;
  • sanzioni amministrative;
  • multe stradali (solo per interessi e aggi).

Per le violazioni del Codice della strada resta infatti dovuto l’importo principale della sanzione. La cancellazione riguarda esclusivamente gli interessi e le somme aggiuntive maturate nel tempo.

Ma i margini relativi all’applicazione concreta della sanatoria dipenderanno dai regolamenti dei singoli enti territoriali.

Entro la fine dell’anno, l’Agenzia invierà poi ai contribuenti la comunicazione con l’importo complessivo dovuto e il piano di pagamento scelto.

Altri provvedimenti

Nel Dl Accise hanno trovato alloggio anche altri provvedimenti, come una stretta più incisiva sul telemarketing.

Restano fuori, invece, gli emendamenti su sanatoria del ravvedimento speciale e stop ai pignoramenti dei conti correnti.