Partite Iva forfettarie, dal 2026 un anno in più di controlli fiscali: cosa cambia

Si allunga di un anno il tempo dell'Agenzia delle Entrate per rilevare irregolarità alle partite Iva a regime forfettario

Foto di Emanuela Colatosti

Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

A partire da quest’anno per le partite Iva in regime forfettario potrebbe cambiare un aspetto tutt’altro che secondario. I tempi entro cui l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli e accertamenti fiscali si allungano.

La novità arriva insieme al Decreto correttivo Omnibus, collegato alla riforma fiscale, che punta a eliminare una precedente agevolazione concessa ai contribuenti forfettari.

Addio allo sconto sui tempi di accertamento

Fino a oggi, uno dei piccoli vantaggi indiretti per chi operava in regime forfettario e utilizzava esclusivamente la fatturazione elettronica era la riduzione di un anno dei termini di accertamento fiscale.

L’Agenzia delle Entrate ha fino a cinque anni di tempo per effettuare controlli e notificare contestazioni; per i forfettari che rispettavano determinate condizioni il termine si riduceva a quattro.

Una differenza nata con il proposito di incentivare la fatturazione elettronica quando non era ancora obbligatoria per tutti. Un meccanismo premiale che ha perso la sua ragion d’essere, perché dal 1° gennaio 2024 è diventata obbligatoria anche per la quasi totalità delle partite Iva in regime forfettario.

Una norma collegata alla riforma fiscale

Con la modifica prevista dal Decreto correttivo, i contribuenti forfettari torneranno alla disciplina ordinaria, per cui il termine per gli accertamenti fiscali è pari a cinque anni.

Questo cambiamento si inserisce nel più ampio processo di revisione del sistema tributario avviato con la legge delega. Il Decreto Omnibus interviene anche su altri aspetti tecnici della normativa, con l’obiettivo di eliminare regole considerate non più coerenti con l’attuale assetto fiscale, perché risulta un’agevolazione iniqua.

Cosa cambia per i contribuenti forfettari

Per chi opera con partita Iva in regime forfettario, la novità non comporta cambiamenti immediati nella gestione quotidiana dell’attività. Non cambiano le soglie di fatturato, né le regole sulla tassazione sostitutiva. L’effetto è silenzioso ma rilevante sul piano dei controlli:

  • il fisco avrà più tempo per accertare eventuali errori o omissioni;
  • aumenterà la finestra temporale di esposizione ai controlli fiscali;
  • si allineano i forfettari al regime ordinario per quanto riguarda i termini di accertamento.

Attenzione ai controlli di fine anno

Anche se la novità riguarda il 2026, il tema dei controlli è centrale a partire da subito. Il regime forfettario, infatti, continua a richiedere attenzione nella gestione dei requisiti annuali.

Ogni fine anno diventa infatti un momento decisivo per verificare:

  • il rispetto del limite di 85.000 euro di ricavi o compensi;
  • l’eventuale superamento della soglia che comporta l’uscita dal regime;
  • la presenza di redditi da lavoro dipendente o pensione oltre i limiti previsti;
  • le spese per collaboratori e dipendenti;
  • l’assenza di cause ostative previste dalla normativa.

Il mancato rispetto anche di uno solo di questi requisiti può comportare la perdita del regime agevolato.

Un regime sempre più stabile ma sotto osservazione

Negli ultimi anni il regime forfettario ha subito modifiche di aggiustamento, senza stravolgimenti strutturali. L’orientamento del legislatore sembra quello di mantenere questa tassazione agevolata come strumento semplificato per piccole attività, ma al tempo stesso di rafforzare i controlli e uniformare progressivamente le regole rispetto al regime ordinario.

In questo quadro, l’aumento dei tempi di accertamento rappresenta un segnale chiaro: la semplificazione fiscale resta, ma senza ridurre gli strumenti di verifica a disposizione dell’Amministrazione finanziaria.