Decreto correttivo fiscale, nuove tasse sulle auto aziendali: +50% e modifiche a Iva e trust

Il decreto correttivo della delega fiscale aumenta del 50% le tasse sui veicoli diesel e benzina nei parchi auto aziendali da oltre 5 anni

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Il decreto correttivo della delega fiscale, atteso in Consiglio dei ministri, introduce una stretta sulle auto aziendali più vecchie e una serie di modifiche che toccano fringe benefit, trust, crediti d’imposta, Iva e fondi pensione.

Si tratta di fatto di un decreto Omnibus, dal momento che contiene misure molto diverse tra loro. Tra quelle di maggiore impatto spicca l’aumento del 50% della tassazione sui modelli diesel e benzina detenuti nei parchi auto aziendali da oltre cinque anni.

Auto aziendali, tasse più alte sui modelli vecchi

La novità più rilevante riguarda i veicoli aziendali più datati. Il correttivo prevede un incremento del 50% delle tasse sui modelli diesel e benzina presenti nelle flotte da oltre cinque anni.

L’intervento sulle auto aziendali mira a scoraggiare l’utilizzo di auto considerate più inquinanti e a favorire un ricambio più frequente dei veicoli aziendali.

Fringe benefit, nuova regola sugli optional

Il decreto interviene anche sul trattamento fiscale degli optional non inclusi nelle tabelle Aci. Finora, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, gli accessori aggiuntivi potevano aumentare il valore imponibile del veicolo assegnato al dipendente. Con la modifica in arrivo, il fringe benefit sarà incrementato in modo forfettario del 5%.

Regime transitorio e riassegnazione delle auto

Viene rivisto il regime fiscale transitorio per le auto prenotate nel 2024 e assegnate nel corso del 2025. La modifica elimina il rischio di una tassazione al valore normale per i veicoli assegnati ai dipendenti dopo il 30 giugno 2025. Si tratta di un intervento fortemente voluto dalle imprese.

Il testo punta poi a evitare penalizzazioni per le società che riassegnano a un nuovo dipendente un veicolo già concesso in precedenza a un altro lavoratore.

Trust e successioni

Il correttivo modifica anche le regole sulle imposte di successione e donazione. In presenza di trust e vincoli di destinazione sarà possibile effettuare il pagamento anticipato dell’imposta, cambiando il momento in cui il prelievo può essere assolto.

Crediti d’imposta

Come anticipato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo a Telefisco 2026, le eventuali plusvalenze derivanti dalla cessione di crediti d’imposta acquistati dai professionisti dopo l’entrata in vigore del decreto saranno considerate redditi diversi e tassate al 26%, anziché con l’Irpef ordinaria.

Altri interventi fra Iva, fattura elettronica e fondi pensione

Il pacchetto include anche altre misure fiscali. Una riguarda la ritenuta sui dividendi corrisposti ai fondi pensione europei che sale dall’11% al 20%.

C’è poi il diritto alla detrazione Iva che potrà essere esercitato entro il secondo anno offrendo più tempo in caso di fatture ricevute in ritardo.

Per quanto riguarda i dati della fattura elettronica si punta a renderli utilizzabili anche per l’analisi di rischio doganale.

Viene eliminata la riduzione di un anno dei termini di accertamento per i contribuenti forfettari dal momento che l’e-fattura è ormai obbligatoria anche per loro.

Per le imprese c’è poi la possibilità, in caso di adesione al regime di tutoraggio, di regolarizzare il passato per quanto riguarda possibili disallineamenti interpretativi legati soprattutto all’applicazione dei principi contabili internazionali.

E, infine, nel decreto correttivo c’è poi spazio per una revisione della tassazione del reddito in agricoltura.