IVA su asporto, scontro Fisco-Tesoro: in arrivo aliquota più bassa?

L'Agenzia dell'Entrate ha ribadito il 22% di Iva sul cibo da asporto, mentre il ministero dell'Economia aveva deciso per l'aliquota unica al 10%

C’è confusione sull’applicazione dell’Iva al cibo da asporto. Dodici punti di differenza tra l’aliquota 10% del consumo al tavolo e il 22% del cibo ordinato via app. Scarto che il ministero dell’Economia aveva annullato ponendo l’eccezione dell’applicazione dell’aliquota più bassa visto il periodo di crisi causato dall’emergenza coronavirus. Ma che l’Agenzia dell’Entrate ha invece ribadito.

Iva su cibo da asporto e a domicilio: la proposta del ministero dell’Economia

In tempi normali l’Iva al 10% è prevista solo al cibo in somministrazione. Cioè consumato al tavolo del ristorante o al bancone del bar. Il 22% invece è applicato per il cibo da asporto e la consegna al domicilio.

Il ministero di Economia e Finanza aveva previsto un’equiparazione delle percentuali, riducendo l’imposta al valore più basso, così da incentivare i consumi e dare anche la possibilità ai ristoratori di variare i prezzi per chi ritira il cibo o lo ordina tramite le app di “delivery” come Just Eat, Glovo o Deliveroo.

La proposta, presa in carico dal sottosegretario al MEF del M5s Alessio Mattia Villarosa, aveva ricevuto il via libera durante le interrogazioni a risposta immediata nella seduta del 18 novembre 2020 della Commissione Finanze della Camera.

Allo stato attuale, tenuto conto della riduzione dei coperti per il rispetto degli ingenti vincoli igienico sanitari per la somministrazione in loco degli alimenti, la vendita da asporto e la consegna a domicilio rappresentano modalità integrative mediante le quali i titolari dei suddetti esercizi possono svolgere la loro attività anche se dotati di locali, strutture, personale e competenze astrattamente caratterizzanti lo svolgimento dell’attività di somministrazione abitualmente svolta dagli stessi. Alla luce di quanto suesposto entrambe le ipotesi possono rientrare nell’applicazione delle aliquote ridotte” è stata la risposta all’interrogazione.

Iva su asporto, il Fisco smentisce il Tesoro: no ad aliquota più bassa

Una decisione che va in contrasto però con la successiva risposta all’interpello numero 581 del 14 dicembre 2020 da parte dell’Agenzia dell’Entrate, in cui si ribadisce che l’aliquota del 10% vale soltanto quando si effettua la somministrazione e si conferma quindi il 22% per l’asporto.

L’aspetto diventa fondamentale per le attività di ristorazione in vista di un regime da zona rossa durante le festività natalizie che verrà stabilito nelle prossime ore dal governo in tutta Italia. Per bar e ristoranti costretti a rimanere chiusi in uno dei periodi più redditizi dell’anno, asporto e consegna a domicilio rimarrebbero infatti le uniche possibilità di entrata, nelle quali dodici punti di percentuale sull’Iva fanno la differenza.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

IVA su asporto, scontro Fisco-Tesoro: in arrivo aliquota più bassa?