Entrate fiscali in aumento in Europa, Italia quarta: quali Paesi incassano di più dalle tasse

Entrate fiscali in aumento nel primo semestre 2026: Italia quarta con +2,1%. Spagna prima, mentre l’Iva cresce in sette Paesi

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Nel primo semestre del 2026 le entrate tributarie sono aumentate in tutti i sette Paesi europei analizzati dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Il confronto riguarda Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna e prende in esame la variazione del gettito rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati mostrano differenze significative tra i diversi Paesi. La crescita più forte si registra in Spagna, mentre la Germania chiude la graduatoria con l’aumento più contenuto. L’Italia si colloca al quarto posto, con un incremento complessivo delle entrate del 2,1%. Il confronto riguarda le variazioni percentuali e non i valori assoluti del gettito, che non sono stati riclassificati in modo uniforme e quindi non possono essere confrontati direttamente.

Spagna prima per crescita delle entrate fiscali

La Spagna guida la classifica con un aumento del gettito tributario del 10,4% rispetto al primo semestre del 2025. A sostenere il risultato sono soprattutto le imposte dirette, cresciute del 14,8%, mentre quelle indirette aumentano del 5,8%.

Particolarmente rilevante è l’andamento dell’imposta sulle società, che registra un incremento dell’80,2%. In senso opposto si muove invece l’imposta sull’energia elettrica, in calo del 30%. Al secondo posto si trova il Regno Unito, dove le entrate crescono dell’8,4%. Le imposte dirette aumentano del 12,8%, mentre quelle indirette segnano un +2,9%.

Quanto aumentano le tasse incassate in Italia

L’Italia registra una crescita complessiva del gettito del 2,1%, posizionandosi dietro Spagna, Regno Unito e Francia. Le imposte dirette aumentano dell’1,4%, mentre quelle indirette mostrano una crescita più sostenuta, pari al 3%.

Tra le singole voci emergono però alcuni cali. Il gettito delle accise sull’energia elettrica diminuisce del 14,9%, mentre quello relativo agli oli minerali arretra del 9,5%. Secondo il rapporto del Mef, queste riduzioni sono legate anche agli interventi normativi adottati per limitare gli effetti dell’aumento dei costi dell’energia.

La Francia registra un incremento delle entrate del 3,2%. Le imposte sui redditi da lavoro aumentano del 2,6%, mentre il gettito dell’imposta sulle società cresce dello 0,2%. Il Mef collega parte dell’aumento agli interventi fiscali introdotti con le leggi di Bilancio del 2025 e del 2026, che hanno previsto anche un maggiore prelievo su grandi imprese e patrimoni.

Più contenuta la crescita del Portogallo, pari all’1,9%, mentre l’Irlanda si ferma all’1,2%. La Germania chiude la classifica con un aumento dello 0,8%. A sostenere le entrate è soprattutto l’imposta sui salari, in crescita del 4,6%, mentre l’imposta sulle società diminuisce dell’8%.

Tasse in Italie e Europa, la classifica

Nel primo semestre 2026 l’andamento delle entrate tributarie rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è il seguente:

  1. Spagna: +10,4%
  2. Regno Unito: +8,4%
  3. Francia: +3,2%
  4. Italia: +2,1%
  5. Portogallo: +1,9%
  6. Irlanda: +1,2%
  7. Germania: +0,8%

Uno degli elementi comuni del rapporto riguarda l’Iva, il cui gettito aumenta in tutti e sette i Paesi. Anche in questo caso la Spagna registra la crescita maggiore, con un +8,4%. Seguono Portogallo (+7,9%), Irlanda (+7,5%), Regno Unito (+3,9%), Italia (+3,7%), Francia (+3%) e Germania (+2,7%). Per l’Italia, quindi, la crescita del gettito Iva risulta superiore a quella delle entrate tributarie complessive.