Le casse dello Stato continuano a registrare un andamento positivo nei primi mesi del 2026, anche se con ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti. Complessivamente, però, emergono differenze molto marcate tra le varie categorie di imposte: le imposte dirette rallentano leggermente, mentre quelle indirette tornano a crescere con maggiore decisione. Per alcuni contribuenti, quindi, la pressione fiscale è stata maggiore che per altri.
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Oltre 131 miliardi di euro in tasse: quanto ha incassato lo Stato in tre mesi
Secondo i dati pubblicati il 5 maggio 2026 dal dipartimento delle Finanze nel bollettino delle entrate tributarie, tra gennaio e marzo le entrate fiscali erariali hanno raggiunto quota 131,4 miliardi di euro, con un aumento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. In termini assoluti, il gettito è cresciuto di 891 milioni di euro.
Nel dettaglio, il gettito complessivo dei primi tre mesi dell’anno si divide tra:
- 76,3 miliardi di euro di imposte dirette;
- 55,1 miliardi di euro di imposte indirette.
Le imposte dirette, cioè quelle collegate direttamente ai redditi di cittadini e imprese (come Irpef e Ires), hanno registrato una lieve flessione dello 0,6%, con 426 milioni in meno rispetto allo stesso trimestre del 2025. Le imposte indirette, invece, hanno mostrato un andamento opposto, crescendo del 2,4% e portando nelle casse dello Stato oltre 1,3 miliardi di euro aggiuntivi rispetto all’anno precedente.
L’Erario continua a beneficiare soprattutto dei consumi, dell’Iva e delle accise energetiche, mentre risultano più deboli alcune componenti legate alla tassazione finanziaria e ai versamenti in autoliquidazione.
L’Irpef resta la voce principale del gettito
La principale fonte di entrata per lo Stato continua a essere l’Irpef. Nei primi tre mesi del 2026 il gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche ha raggiunto 63,2 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 2025.
In questo caso, mentre le ritenute sui dipendenti del settore privato sono diminuite dell’1,2% – fermandosi a 28,3 miliardi di euro – una forte crescita invece hanno registrato le ritenute sui dipendenti pubblici, salite del 4,2% a 28,7 miliardi di euro. Qui pesa soprattutto l’effetto dei rinnovi contrattuali nella pubblica amministrazione e degli aumenti stipendiali riconosciuti negli ultimi mesi (maggior stipendio, maggiori le ritenute).
Positivo anche il dato relativo ai lavoratori autonomi, con ritenute pari a 4,2 miliardi e un incremento dell’1,8%.
Crollano alcuni versamenti legati ai bonus edilizi
Uno degli elementi più evidenti del report riguarda il forte calo delle ritenute applicate ai bonifici utilizzati per ottenere detrazioni fiscali, come quelle collegate ai lavori edilizi e alle ristrutturazioni. Questa voce si è fermata a 1,018 miliardi di euro, con una diminuzione di quasi il 33% rispetto al 2025, spinta soprattutto dal progressivo ridimensionamento dei bonus edilizi e del Superbonus, che negli ultimi anni avevano generato flussi fiscali molto elevati.
Anche i versamenti in autoliquidazione registrano una forte contrazione: 904 milioni di euro, in calo del 28,8%.
L’Ires rallenta: meno tasse dalle imprese
Segnali meno brillanti arrivano anche dall’Ires, l’imposta sul reddito delle società. Nei primi tre mesi del 2026 il gettito si è attestato a 2,185 miliardi di euro, con una riduzione del 10,7%.
Più articolato è invece il quadro relativo alle imposte sostitutive e alla tassazione dei redditi finanziari. Da un lato, cala pesantemente il gettito derivante dalle ritenute su interessi bancari e redditi di capitale, sceso del 23,4%. Le ritenute su interessi e premi corrisposti dagli istituti di credito sono addirittura crollate dell’88,5%. Dall’altro lato, crescono invece le entrate collegate alle plusvalenze e ai redditi finanziari: l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze sale dell’11,7%, raggiungendo 1,819 miliardi di euro.
Molto forte anche l’aumento dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione, che arriva a 2,315 miliardi di euro con una crescita del 54%. Un incremento probabilmente influenzato dall’andamento positivo dei mercati finanziari e dalla rivalutazione degli investimenti previdenziali.
L’Iva traina le imposte indirette
Sul fronte delle imposte indirette, il gettito Iva nei primi tre mesi del 2026 ha raggiunto 38 miliardi di euro, con un aumento del 2,2% rispetto al 2025. A sostenere il risultato sono stati soprattutto:
- gli scambi interni;
- i versamenti delle pubbliche amministrazioni tramite split payment;
- le importazioni.
Tra le altre imposte indirette, l’imposta di registro cresce del 2,5%, mentre l’imposta di bollo subisce un calo rilevante del 14%.
In lieve diminuzione anche le imposte ipotecarie e i diritti catastali.
Particolarmente significativo invece l’aumento dell’imposta sulle successioni e donazioni, che sale del 54,2%, raggiungendo 313 milioni di euro. Meno marcata ma sempre a due cifre la crescita del gettito derivante dall’imposta sulle assicurazioni, cresciuto dell’11,1%.
Energia e carburanti: aumentano le accise
Un contributo importante alle entrate arriva poi dal comparto energetico. Infatti:
- l’accisa sugli oli minerali e sui prodotti energetici ha generato 5,218 miliardi di euro, in aumento del 2,8%;
- la crescita dell’accisa sul gas naturale per combustione è salita del 96,2%, con entrate pari a 1,195 miliardi di euro.
In forte calo invece l’accisa sull’energia elettrica, scesa del 32,5%.
Cresce il recupero dall’evasione fiscale
Buoni risultati arrivano infine dall’attività di accertamento e controllo. Nei primi tre mesi del 2026 il recupero derivante dalla lotta all’evasione fiscale ha raggiunto 3,766 miliardi di euro, con una crescita del 4,5%. Di questi:
- 1,812 miliardi arrivano dalle imposte dirette;
- 1,954 miliardi dalle imposte indirette.
Marzo chiude in accelerazione
Guardando al solo mese di marzo, il quadro appare ancora più positivo:
- le entrate tributarie del mese sono state pari a 39,6 miliardi di euro, con una crescita del 3,1% rispetto a marzo 2025:
- le imposte dirette sono aumentate del 3%, mentre quelle indirette del 3,2%.
Nel complesso, i dati del primo trimestre 2026 mostrano uno Stato che continua a incassare cifre molto elevate dal sistema fiscale italiano, mantenendo una crescita moderata ma costante.