Il Parlamento è andato in ferie ad agosto e tornerà a settembre, dopo circa 34 giorni di fermo, con diverse scadenze. Infatti i lavori non si sono tutti conclusi, alcuni sono stati messi semplicemente da parte per il rientro. Le sedute in aula riprenderanno il 9 settembre, ma intanto le commissioni potrebbero già aver ricominciato i lavori.
Ci sono dei giorni di lavoro già occupati per l’importante riforma della legge elettorale. Entro il 1° settembre saranno presentati gli emendamenti, poi il testo deve andare all’esame dell’aula e infine al voto entro il 15 settembre. Non è l’unico appuntamento: si tornerà a parlare di Ddl caccia e di Ddl sicurezza, ma anche della governance della Rai, dell’ex Ilva e delle norme sui carburanti. Vediamo cosa c’è in programma per settembre.
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Il calendario dei lavori di settembre
Dopo le ferie di agosto, i politici italiani dovranno tornare al lavoro a settembre. Il rientro è previsto per il 9 settembre, tranne per le commissioni che anticipano al 5. Ad attenderli riforme e decreti.
Tra gli appuntamenti più attesi:
- la riforma della legge elettorale;
- la riforma della governance Rai;
- il recepimento del Media Freedom Act;
- il procedimento sul crollo dell’immobile degli uffici
- giudiziari di Bolzano;
- le norme sui carburanti;
- l’ex Ilva;
- il decreto Campi Flegrei;
- Ddl caccia;
- Ddl sicurezza;
- Dl sull’obbligo di compostabilità degli imballaggi;
- i disegni di legge sul cinema;
- Coltiva Italia.
La riforma della legge elettorale
La tabella più serrata è quella della riforma della legge elettorale. Entro il 1° settembre gli emendamenti saranno presentati in commissione e poi il testo passerà all’esame dell’aula il 9 settembre, con voto finale entro il 15 settembre. Non si esclude il ricorso alla fiducia.
Ancora da risolvere alcuni nodi, come quello delle preferenze. La maggioranza ha raggiunto un’intesa, ma deve essere tradotta in un emendamento unitario.
Anche se il voto a Palazzo Madama dovrebbe essere senza ostacoli, potrebbero invece presentarsene alla Camera, dove si potrà richiedere lo scrutinio segreto. Lo stesso sistema che aveva mandato sotto la maggioranza nella prima lettura a Montecitorio.
I decreti in scadenza
Dopo la legge elettorale, nell’autunno 2026 ci si prepara al voto sulla riforma della governance Rai e sul recepimento del Media Freedom Act. Ma i decreti che dovranno essere convertiti in tempi rapidi sono quello sullo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano, le norme sui carburanti e l’ex Ilva, con l’ultima proroga del taglio delle accise, e il decreto Campi Flegrei.
Quelli che si presentano con maggiori ostacoli sono il Ddl caccia e il Ddl sicurezza, nel quale potrebbero tornare le norme sulle intercettazioni. Per quanto riguarda il Ddl caccia, moltissimi politici e associazioni come il WWF si sono espressi contro quella che rischia di essere una “liberalizzazione dell’attività venatoria con aumento del rischio per tutti di essere colpiti dai cacciatori durante una passeggiata o un’escursione in natura”.