Condono edilizio e sanatoria: cosa c’è da sapere

Scopri qual è il significato di condono edilizio, come funziona e quali sono le sue conseguenze.

Scopri con noi cosa c’è da sapere sul condono edilizio e sulla sanatoria, due argomenti più che mai di attualità. La bozza del decreto legge sulle semplificazioni in attesa dell’esame del Consiglio dei Ministri, infatti, ha suscitato polemiche, in particolare per quanto riguarda il condono edilizio, per il quale è stato richiesto lo stralcio.

In tema di sanatoria edilizia, invece, il decreto semplificazioni vuole “rendere sanabili immobili interamente conformi alla pianificazione odierna e dunque passibili, ove demoliti, di essere ricostruiti identicamente”. La sanatoria però non sarà retroattiva, ma “si limiterà a riscontrare l’attuale conformità dell’opera”. Prima di addentrarci in quello che potrebbe essere il prossimo condono, vediamo cosa sono il condono edilizio e la sanatoria edilizia.

Cos’è il condono edilizio

Innanzitutto, parliamo di cos’è il condono edilizio. Si tratta di una legge dello Stato che permette ai cittadini, che non sono in regola con la legislazione urbanistica, di segnalare alle autorità competenti la propria situazione in modo da ottenere un’agevolazione per potersi mettere in regola. Per poter usufruire di tale condono, occorre attendere il provvedimento di legge che lo prevede e che stabilisce chi ne ha diritto.

Il condono edilizio, ad esempio, può essere previsto per le costruzioni realizzate in aree non edificabili oppure per costruzioni che superano per volumi o distanze quelle stabilite dalle norme vigenti. Una volta che il condono è legge, chi ne vuole usufruire, deve rivolgersi alle autorità competenti e pagare una sanzione amministrativa per l’abuso commesso. Il condono edilizio è una legge di carattere straordinario e ha sempre una durata limitata.

Cos’è la sanatoria edilizia

Ora vediamo, invece, cos’è la sanatoria edilizia. Si tratta di un provvedimento amministrativo che permette di sanare tutte quelle situazioni in cui non si sono richiesti i permessi per costruire, come la Cila, ovvero la Comunicazione di inizio lavori asseverata, o la Scia, cioè la Segnalazione certificata di inizio attività. Chi esegue dei lavori senza le autorizzazioni previste per legge deve pagare una sanzione al proprio Comune che è pari al doppio del contributo di costruzione.

Oltre a pagare la sanzione prevista, per ottenere la sanatoria, occorre dimostrare che le opere edili realizzate abbiano acquisito la doppia conformità. In pratica, devono rispettano la normativa urbanistica e edilizia vigente nel momento in cui sono stati eseguiti gli interventi abusivi e devono risultare conformi alle norme in vigore al momento della richiesta della sanatoria. Per sintetizzare possiamo dire che si tratta di una concessione che viene data a posteriori.

Ultimo condono edilizio

Il condono edilizio è una misura eccezionale che, in Italia, è stata concessa dalla legge solamente tre volte. Il primo è del 1985 con la legge n. 47, secondo nel 1994 con la legge n. 724 e l’ultimo condono edilizio risale al 2003 con la legge 326. Quest’ultimo permetteva di sanare gli abusi edilizi commessi entro il 31 marzo 2003 e, per poterne beneficiare, la domanda andava presentata entro il 31 marzo 2004.

Per richiedere il condono bisognava allegare alla domanda le ricevute di pagamento dell’oblazione e del contributo di concessione, i documenti che provano la consistenza e la data di esecuzione delle opere abusive e i requisiti del richiedente. Il condono si poteva ottenere tramite un esame da parte del Comune competente che verificava l’ammissibilità della domanda, la completezza della documentazione e i pagamenti richiesti, oppure per silenzio assenso, cioè la domanda si riteneva accolta, se entro 24 mesi dalla presentazione della stessa, il Comune non notificava al richiedente alcuna risposta.

Prossimo condono edilizio

Come sarà il prossimo condono edilizio? Stando alla bozza del decreto legge sulle semplificazioni le novità riguardano manutenzioni, demolizioni, durata dei titoli edilizi, il silenzio assenso e le sanzioni. Le manutenzioni saranno derubricate a manutenzioni straordinarie e non più ristrutturazioni le modifiche dei prospetti, se indispensabili a garantire l’agibilità o l’accessibilità delle unità immobiliari. Per le demolizioni, invece, sarà sufficiente rispettare le distanze dai vicini e non ci sarà l’obbligo di rispettare sagoma e area di sedime preesistente.

Riguardo alla durata dei titoli edilizi sarà prevista una corsia preferenziale per la proroga della validità dei titoli edilizi. Nello specifico, un privato potrà prorogare i titoli edilizi con una semplice comunicazione allo sportello unico comunale. Per il silenzio assenso è previsto il rilascio d’ufficio dell’attestazione dell’avvenuta formazione del silenzio assenso da parte dello sportello unico edilizia. Infine, in merito alle sanzioni edilizie, si procederà a una completa revisione, dando ampio spazio alla monetizzazione. Solo in caso di abusi edilizi con incremento del carico urbanistico si dovrà procedere alla demolizione e rimessa in pristino. Ora non resta che attendere l’entrata in vigore o meno del nuovo condono edilizio.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Condono edilizio e sanatoria: cosa c’è da sapere