Come usufruire della detrazione 50% per il box auto

Il box auto e le detrazioni fiscali ad esso collegate

Fisco 7A quanti di noi è capitato di lasciare fuori l’auto durante la notte e di doverci alzare prima la mattina seguente per liberarla dal leggero strato di ghiaccio che si era formato a causa delle basse temperature? In questi momenti tutti noi abbiamo pensato: “Se avessi avuto il box auto!”. Bene, in questo articolo parliamo di questo sogno, il box auto appunto, e delle detrazioni fiscali ad esso collegate.

Perché è bene ricordare che il legislatore, con la lettera d), comma 1), dell’art. 16-bis Tuir consente la detrazione per le spese “[…] relative alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune […]”, ammettendo la detrazione anche per le spese sostenute per l’acquisto di un box già realizzato, con il limite in tal caso della detraibilità dei soli costi comprovati dalla certificazione che il costruttore deve rilasciare.

Prima di addentrarci nei requisiti necessari per poter beneficiare della detrazione, ricordiamo che la Legge di stabilità per il 2017 (ora detta “Legge di Bilancio”) ha confermato i limiti previsti dalla Legge di Stabilità per il 2016; pertanto per le spese relative agli interventi indicati dall’art. 16-bis del Tuir, è prevista una detrazione fiscale fino ad un ammontare complessivo di spesa di € 96.000 per unità immobiliare, da applicare con la percentuale del 50% fino alla data del 31 dicembre 2017.

Affrontiamo ora i vari aspetti della detrazione, partendo dai soggetti che possono beneficiarne. La norma prevede che possano beneficiare della detrazione coloro ai quali sia rimasta a carico l’effettiva spesa e che possiedano o detengano, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi. Ebbene, possiamo far rientrare in tale definizione il proprietario, il comodatario (a condizione che il contratto sia stato regolarmente registrato), il locatario e tutti i soggetti individuati nella circolare n. 57/E/1998 e circolare n. 121/E/1998.

Requisito indispensabile affinché la detrazione possa operare è quello della pertinenzialità del box all’abitazione; tale pertinenzialità deve risultare in maniera chiara e precisa. Sul tema è importante segnalare che la circolare n. 43/E/2016 ammette il beneficio anche per i pagamenti effettuati con bonifico dall’acquirente prima ancora dell’atto notarile e in assenza di un preliminare d’acquisto registrato che indichi il vincolo pertinenziale; tuttavia, tale vincolo dovrà risultare costituito e riportato nel contratto prima della presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale il contribuente si avvale della detrazione. Pertanto sarà importante che tutta la documentazione sia presente alla data di presentazione della dichiarazione al fine dell’apposizione del visto di conformità.

Quali sono le casistiche per le quali tale detrazione è ammessa? La norma sopra citata afferma che la detrazione è ammessa per:

  1. la realizzazione
  2. l’acquisto di box già costruiti.

La prima ipotesi (realizzazione/costruzione del box auto) rappresenta l’unica eccezione per la quale è possibile usufruire della detrazione 50% per una nuova costruzione e non solo per interventi di recupero su un immobile esistente; in tal caso la detrazione si applicherà solo sulle spese di costruzione.
È il caso di ricordare che in tale casistica ricade anche la cd. realizzazione in “economia”, ossia quando è direttamente il proprietario a costruire il nuovo box o posto auto pertinenziale alla propria abitazione (circolare 24/E/2004); in tal caso la detrazione spetta ugualmente e si applica su tutte le spese sostenute e documentabili per la costruzione (a titolo di esempio si elencano le spese di esecuzione dei lavori, di progettazione, degli oneri di urbanizzazione).

La seconda modalità applicativa della detrazione è rappresentata dall’acquisto del box già finito in tutti i suoi elementi, pertanto idoneo fin da subito all’utilizzo. In tal caso la detrazione si applicherà non sul totale della fattura che l’impresa costruttrice rilascerà, bensì solamente sull’importo che tale impresa dovrà attestare in merito alle spese di realizzazione.

Infine, tale detrazione spetta anche nell’ipotesi in cui il box acquistato oppure costruito sia pertinenza della seconda abitazione, nonché nell’ipotesi di acquisto di più box asserviti a un solo immobile.

Una novità importante è quella relativa alle modalità di pagamento: il legislatore subordina la detrazione al pagamento delle spese mediante il bonifico specifico per le detrazioni fiscali.

Con la circolare n. 43/E sopra indicata, l’Agenzia spiega che per poter usufruire della detrazione non è necessario il bonifico bancario/postale e, anche nel caso in cui la ripetizione del pagamento non sia più possibile, la detrazione verrà riconosciuta purché “risulti comunque soddisfatta la finalità della norma agevolativa, tesa alla corretta tassazione del reddito derivante dalla esecuzione delle opere di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica”.

Tuttavia, tale apertura non è incondizionata: il pagamento deve risultare dall’attestato dell’atto notorio e il venditore deve presentare una “dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati inclusi nella contabilità dell’impresa ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del reddito del percipiente”.

La stessa circolare precisa che “[…]la detrazione spetti anche nella ipotesi in cui il bonifico bancario utilizzato per effettuare il pagamento dei lavori di ristrutturazione e di riqualificazione energetica sia stato compilato in modo tale da non consentire alle banche e a Poste italiane di adempiere correttamente all’obbligo di ritenuta previsto dall’art. 25 sopra richiamato. In tal caso è necessario che il beneficiario dell’accredito attesti nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella contabilità dell’impresa ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del suo reddito”.

Per vedersi applicata la detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, il contribuente dovrà presentare tale ulteriore documentazione specifica al professionista o al Caf al fine dell’apposizione del visto di conformità.

Marco Beacco – Centro Studi CGN

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