Malattia Inps, certificato del medico diventa retroattivo: cosa cambia per i lavoratori

La circolare n. 92 di INps riconosce la tutela previdenziale per malattia anche a partire dalle 24 ore precedenti. La novità

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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In caso di malattia, il certificato medico diventa retroattivo. C’è un’importante novità per i lavoratori e le lavoratrici in Italia: l’Inps ha modificato il sistema per la certificazione di malattia. Se in precedenza era possibile retrodatare la malattia solo in caso di visita del medico a domicilio, ora è possibile vedersi riconoscere il certificato anche in caso di visita ambulatoriale.

La novità è contenuta nella circolare n. 92 del 4 settembre, che annuncia il cambiamento nella data di inizio della prognosi riportata nel certificato di malattia. Viene precisato che il primo giorno dell’evento solitamente viene computato dalla data di rilascio della certificazione medica. Ora però il certificato può contenere campi come “dichiara di essere ammalato dal”, indicando il giorno immediatamente precedente alla visita, che sia domiciliare o in ambulatorio.

Malattia, l’Inps cambia la regola per il conteggio dei giorni

Fino a questo momento, il riconoscimento della prestazione previdenziale per malattia erogata dall’Inps veniva garantito in presenza di certificato di malattia e corrisposto a decorrere dal quarto giorno della stessa.

Il conto dei giorni inizia dalla chiamata del medico curante che risulta sul certificato oppure dalla data di effettuazione della prima visita medica. Questo in virtù della delibera del consiglio di amministrazione dell’INAM del 10 aprile 1963.

Ci sono stati degli aggiornamenti, ma fino ad oggi la regola è rimasta invariata. Ora l’Inps cambia e riconosce ai fini della tutela previdenziale anche il giorno immediatamente precedente a quello del rilascio del certificato medico.

Cosa cambia per i lavoratori

La circolare Inps sottolinea un cambiamento fondamentale, ovvero che la prestazione previdenziale della malattia viene erogata sulla base di quanto trascritto sul certificato medico. Se su questo viene riconosciuto che la malattia è iniziata il giorno precedente a quello della visita domiciliare o in ambulatorio, allora viene conteggiato un giorno in più.

Sul certificato deve però essere valorizzato il campo:

  • “dichiara di essere ammalato dal…” con indicazione del giorno precedente alla visita;
  • “visita domiciliare” o ambulatoriale.

Le nuove regole

Emergono quindi delle nuove regole da rispettare per il riconoscimento della malattia. L’Inps infatti ricorda che il riconoscimento della tutela previdenziale della malattia dal giorno immediatamente precedente alla data di rilascio del certificato medico viene meno se la data indicata è anteriore di oltre un giorno.

Attenzione anche al rilascio del certificato medico con alle spalle un giorno festivo infrasettimanale o prefestivo di sabato o di domenica. Infatti, in questo caso il lavoratore è tenuto a ricorrere al servizio di continuità assistenziale.

Perché Inps cambia le regole

La decisione arriva per far fronte alla necessità di non penalizzare il lavoratore nei casi in cui la visita medica non venga effettuata nel giorno della chiamata al medico curante. Lo spiega proprio l’Inps nella sua circolare, sottolineando un cambiamento del panorama della medicina generale.

Si certifica così una riduzione dei medici di medicina generale sul territorio al netto di aumenti dei controlli, che potrebbero quindi avere difficoltà nell’effettuare la visita medica domiciliare richiesta dal paziente entro le ore 12:00 del giorno immediatamente successivo.

Anche per questo viene riconosciuto il giorno immediatamente precedente, pure in caso di certificato medico rilasciato in seguito a visita effettuata presso l’ambulatorio del medico curante.