Accise carburanti: scontro Meloni-benzinai, sciopero pompe in arrivo

Prezzo benzina, Meloni difende la scelta sulle accise, l'opposizione attacca e i benzinai respoingono le accuse invocando lo sciopero di due giorni per la fine del mese.

Non si fermano le polemiche in scia alle misure adottate martedì dall’esecutivo sul caro benzina: tolta dal tavolo la proroga del taglio delle accise, è stato avviato un percorso di maggior trasparenza e più controlli. Mossa che non è piaciuta ai gestori delle stazioni di servizio che aderiscono a Faib-Confesercenti, Fegica e Figisc-Confcommercio che hanno chiesto un incontro al governo per fare il punto sulle misure ipotizzando anche uno sciopero dei benzinai per fine mese, non c’è alcuna indicazione sulle date (secondo indiscrezioni, il 25 e 26) nè – al momento – sono state prese decisioni ufficiali.

Tensione politica

Tesissimo anche il clima tra maggioranza e opposizione. Ieri, infatti, è stato bocciato alla Camera un ordine del giorno presentato dal Pd al decreto legge aiuti quater sulla riduzione delle accise sui carburanti. “Sulle accise sui carburanti “la Presidente Meloni ha fatto una inversione a ‘U’ drammatica per le famiglie, particolarmente per quelle meno abbienti che dovranno affrontare il peso dell’inflazione. Quando era all’opposizione faceva video per dire che bisognava abolire le accise. Ora che legittimamente è al governo ha tolto lo sconto”, affonda Serracchiani

Intanto, il M5S, in occasione del question time previsto per domani al Senato, ha depositato un’interrogazione per il Ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, per “sollecitare il Governo sull’urgenza di adottare misure immediate e risolutive per mitigare gli effetti dell’inflazione sulle famiglie e sulle imprese e quindi sollecitarlo sulla necessità di ripristinare lo sconto sulle accise, nonchè di aumentare la tassazione sugli extraprofitti delle imprese energetiche e sulle transazioni finanziarie altamente speculative”.

Meloni difende il governo

Accuse che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispedisce al mittente. “L’opposizione fa notare che nel programma di FdI c’era, tra i punti, una voce sulla sterilizzazione delle entrate dello Stato su energia e carburanti, con un’automatica “riduzione di Iva e accise”. Significa che se hai maggiori entrare dall’aumento dei prezzi del carburante le utilizzi per abbassare le tasse. Ma noi non avevamo maggiori entrate, ovviamente. Quindi si tratta di un impegno molto diverso dal “taglieremo le accise”. Obiettivo che continuiamo a condividere e sul quale lavoreremo, ma impegno che nell’attuale contesto non potevamo prenderci”.

Quel video del 2019

“Gira da più parti un video del 2019 in cui io, facendo benzina con la mia auto, parlavo della necessità di tagliare le accise”, ha poi continuato la Meloni, aggiungendo: “Si è detto ‘la Meloni è incoerente, vi ha detto cose in campagna elettorale poi al governo non le ha fatte’. Ora non è un caso che quel video sia del 2019 e non dell’ultima campagna elettorale. Da allora parecchie cose sono cambiate.

Nelle ore successive, però, spunta ovunque sul web il programma elettorale di Fratelli d’Italia, che al punto 17 metteva nero su bianco la riduzione di Iva e accise. “Era il 2022, non il 2019”, attaccano Giuseppe Conte e Alessandra Todde, presidente e vicepresidente del M5S, seguiti da Mariastella Gelmini, portavoce di Azione, che torna a chiedere “di ripristinare” lo sconto di Draghi.