Pensioni, l’acconto Irpef di novembre può essere ridotto o annullato: come fare

A novembre i pensionati, ma anche i lavoratori dipendenti, possono chiedere di non pagare l'acconto Irpef, ma solo a determinate condizioni: come fare

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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A novembre i pensionati e i lavoratori dipendenti devono versare la seconda rata dell’acconto Irpef. Si tratta di fatto di tasse pagate in anticipo rispetto al prossimo anno. Esiste però un modo per non pagare queste tasse, ma bisogna prendersi la responsabilità di un eventuale errore.

Se si è sicuri che il prossimo anno si dovranno pagare meno tassi rispetto a quante pagate in quello corrente, si può chiedere direttamente all’Inps per i pensionati, o al proprio datore di lavoro nel caso dei lavoratori, di non pagare l’acconto. Se si sbaglia, però, le tasse non versate arriveranno nel conguaglio dell’anno successivo.

L’acconto Irpef nelle pensioni di novembre

Ogni anno, i contribuenti pagano due tipi di imposte diversi attraverso il modello 730:

  • l’Irpef dell’anno precedente, quindi nel 2026 quelle del 2025;
  • un acconto sull’Irpef dell’anno corrente, quindi un anticipo sulle tasse da pagare con la prossima dichiarazione dei redditi.

Questo acconto, la cui seconda rata arriva a novembre, è calcolato però sui dati che l’Agenzia delle Entrate ha a disposizione, quindi su quelli del 2025 nel caso del 2026. Può però succedere che un contribuente sappia per certo che, il prossimo anno, dovrà pagare molte meno tasse.

Quando si può chiedere la riduzione o l’annullamento dell’acconto

A differenza dell’Agenzia delle Entrate, infatti, il singolo contribuente a novembre sa già come è andato il 2026. Può quindi già sapere:

  • di aver effettuato spese detraibili molto alte, come quelle per la ristrutturazione di una casa;
  • di aver perso una parte significativa del proprio reddito, e quindi di dover pagare meno Irpef.

In questi casi, l’acconto sarebbe inutile. Si stanno pagando in anticipo tasse che si sa per certo che non saranno dovute. Anche se questo accadesse, va specificato, l’Agenzia delle Entrate compenserebbe con un conguaglio le tasse pagate in eccesso. Esiste però un modo per evitare questa transazione inutile: chiedere di ridurre o annullare l’acconto di novembre.

Come fare domanda all’Inps

Per i pensionati, la richiesta va inoltrata all’Inps, che si occupa di pagare le pensioni e quindi che trattiene l’Irpef dal lordo dell’assegno. Come per molte altre domande di questo tipo, il modo migliore per inoltrarla è attraverso il portale dell’Istituto di previdenza. Bisogna:

  • accedere al portale Inps tramite Spid, Cie o Cns;
  • andare nella sezione “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”.

Anche i dipendenti possono fare una domanda simile, ma la richiesta va inoltrata direttamente al proprio datore di lavoro.

Cosa succede se si sbagliano i calcoli sull’acconto

Questa domanda si basa comunque su una stima. È possibile che si sbaglino i calcoli e che le spese detraibili siano meno di quanto previsto. Oppure è possibile che il reddito che si pensava perso venga improvvisamente sostituito da un altro negli ultimi mesi del 2026.

In questi casi, il contribuente finirebbe quindi per non pagare imposte che in realtà erano dovute. Quando questo accade, l’Agenzia delle Entrate compensa l’errore nel conguaglio del 2027. Il rischio, quindi, è di dover pagare quanto non versato nel 2026 e, poche settimane dopo, anche la seconda rata dell’acconto del 2027.