Il rendimento dei nuovi BOT torna vicino al 3%. Nell’asta del 9 settembre il Tesoro ha collocato il nuovo titolo a 12 mesi con scadenza il 14 settembre 2027 a un rendimento lordo del 2,967%, in aumento rispetto al 2,768% riconosciuto nell’asta di agosto.
Il prezzo di aggiudicazione è stato fissato a 97,08 euro ogni 100 euro di valore nominale. Sono stati collocati tutti i 7,5 miliardi di euro offerti, mentre la domanda degli operatori ha superato l’importo disponibile.
Insieme al nuovo titolo annuale è stato riaperto anche il BOT con scadenza il 14 gennaio 2027 e vita residua di quattro mesi. In questo caso il rendimento lordo è risultato pari al 2,60%.
Quanto rendono i nuovi BOT a 12 mesi
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I BOT, Buoni ordinari del Tesoro, sono titoli senza cedola. Il guadagno deriva dalla differenza tra il prezzo pagato al momento dell’acquisto e il valore nominale rimborsato alla scadenza.
Nel caso del nuovo BOT annuale, identificato dal codice Isin IT0005730681, chi ha sottoscritto un lotto nominale da 1.000 euro paga il titolo 970,80 euro, prima di imposte e commissioni. Alla scadenza, se conserva il BOT fino al rimborso, riceverà 1.000 euro.
La differenza lorda è, quindi, pari a 29,20 euro. Su questo guadagno si applica la tassazione agevolata del 12,5% riservata ai titoli di Stato italiani, corrispondente a 3,65 euro.
Il risultato è il seguente:
| Valore nominale | Costo del titolo | Guadagno lordo | Imposta 12,5% | Guadagno netto prima delle commissioni |
|---|---|---|---|---|
| 1.000 euro | 970,80 euro | 29,20 euro | 3,65 euro | 25,55 euro |
| 5.000 euro | 4.854 euro | 146 euro | 18,25 euro | 127,75 euro |
| 10.000 euro | 9.708 euro | 292 euro | 36,50 euro | 255,50 euro |
Le cifre si riferiscono al valore nominale sottoscritto e non tengono ancora conto delle commissioni applicate dall’intermediario.
Il guadagno netto su 1.000 euro
Per un BOT con durata annuale la commissione richiesta dalla banca in sede d’asta non può superare lo 0,15% del valore nominale. Sul lotto minimo da 1.000 euro il costo massimo è, quindi, pari a 1,50 euro.
Considerando anche questa voce, il guadagno effettivo scende da 25,55 a circa 24,05 euro netti.
| Valore nominale | Guadagno netto prima delle commissioni | Commissione massima | Guadagno netto finale |
|---|---|---|---|
| 1.000 euro | 25,55 euro | 1,50 euro | 24,05 euro |
| 5.000 euro | 127,75 euro | 7,50 euro | 120,25 euro |
| 10.000 euro | 255,50 euro | 15 euro | 240,50 euro |
L’esborso complessivo per acquistare 1.000 euro nominali, comprendendo imposta e commissione massima, è di circa 975,95 euro. Il risparmiatore riceverà 1.000 euro alla scadenza, realizzando, quindi, un guadagno monetario di circa 24 euro.
La commissione effettivamente richiesta può essere inferiore e dipende dalle condizioni applicate dalla propria banca.
Perché il rendimento è salito
Il nuovo rendimento del 2,967% supera di quasi 0,20 punti percentuali quello dell’asta precedente. L’aumento riflette il rialzo registrato nelle ultime settimane dai rendimenti obbligazionari e la maggiore prudenza degli investitori sulle future decisioni delle banche centrali.
Il prezzo dei titoli obbligazionari e il loro rendimento si muovono normalmente in direzioni opposte: quando il prezzo scende, il rendimento per chi acquista aumenta.
La scadenza breve limita l’esposizione alle oscillazioni dei tassi rispetto ai titoli di durata più lunga. Il BOT resta, comunque, parte del debito pubblico e rientra nella più ampia categoria dei titoli di Stato emessi dal ministero dell’Economia per finanziare il fabbisogno pubblico.
Si possono ancora comprare i nuovi BOT?
La prenotazione per partecipare direttamente all’asta si è conclusa l’8 settembre. Chi non ha presentato la richiesta alla propria banca non può, quindi, ottenere il titolo alle condizioni esatte definite nell’asta.
Dopo il regolamento del 14 settembre, il BOT potrà essere acquistato e venduto sul mercato secondario attraverso banche e piattaforme abilitate. In questo caso, però, il prezzo sarà quello presente sul mercato al momento dell’ordine e il rendimento potrebbe essere superiore o inferiore al 2,967%.
Vendere prima della scadenza espone, inoltre, al rischio di ricevere un prezzo diverso da quello pagato. Il rimborso del valore nominale di 1.000 euro è previsto per chi mantiene il titolo fino al 14 settembre 2027.
BOT o conto deposito: cosa valutare
Il rendimento del BOT va confrontato con quello netto dei conti deposito e delle altre soluzioni a breve termine. I titoli di Stato godono di una tassazione del 12,5%, mentre sugli interessi dei conti deposito si applica generalmente un’imposta del 26%.
Il BOT presenta però costi di acquisto e possibili oscillazioni di prezzo se viene venduto prima della scadenza. Occorre considerare anche l’inflazione: se l’aumento dei prezzi supera il rendimento netto, il valore reale del capitale continua a diminuire.
Il nuovo BOT può quindi risultare interessante per chi vuole impiegare una somma per un anno, conosce già la data in cui potrebbe averne bisogno e intende conservare il titolo fino alla scadenza. Il guadagno rimane contenuto: su 1.000 euro nominali si parla di circa 24 euro netti, non di quasi 30 euro come potrebbe suggerire il solo rendimento lordo.