Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è rimasto fermo a 75 punti base, aprendo l’11 maggio come aveva aperto l’ultima giornata della scorsa settimana. I mercati obbligazionari si stanno dimostrando meno influenzati del previsto dai continui rivolgimenti delle trattative sulla guerra in Medio Oriente, che nella tarda serata di ieri si sono nuovamente arenate, con Trump che ha respinto la proposta iraniana di accordo.
Questa settimana ricominceranno anche le aste tradizionali di Bot e Btp, in un momento in cui i rendimenti sono calati rispetto anche soltanto all’inizio del mese. La soglia del 4% rimane lontana, una buona notizia per il Governo che sta lavorando per portare il deficit sotto il 3% del Pil.
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Spread stabile tra Btp e Bund
Nessuna variazione significativa nello spread tra Btp italiani e Bund tedeschi in apertura dell’11 maggio. Il differenziale è rimasto a 75 punti base, con rendimenti del tutto simili a quelli che si erano formati in apertura di venerdì, l’ultima giornata della scorsa settimana. Le cedole italiane dei titoli benchmark a 10 anni si sono attestate al 3,77%, mentre i Bund hanno mantenuto rendimenti di poco superiori al 3%.
Una stabilità che mostra, paradossalmente, un cambiamento nel comportamento dei mercati obbligazionari nei confronti della guerra in Medio Oriente, l’evento principale che ha influenzato, negli ultimi mesi, spread e rendimenti. Nella serata di ieri domenica 10 maggio, infatti, l’Iran ha risposto alla proposta di accordo avanzata in settimana dagli Stati Uniti.
Il presidente Donald Trump, a seguito di una chiamata con il primo ministro israeliano Netanyahu, ha però subito definito questa proposta “inaccettabile”. La trattativa che sembrava essersi avvicinata molto a un accordo si è quindi improvvisamente arenata. Questo, però, non ha mosso in maniera particolare i rendimenti dei titoli di Stato, che sembrano essersi abituati alla natura instabile di questa trattativa.
Europa ferma ai rendimenti di venerdì
Questa tendenza si nota anche nel comportamento degli altri titoli di Stato dei grandi Paesi europei. Sia la Spagna sia la Francia hanno mantenuto i rendimenti, rispettivamente dei Bonos e degli Oat a 10 anni, stabili nonostante le speranze di una pace a breve termine in Medio Oriente siano state tradite.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,02% | – |
| Btp italiani | 3,77% | 75 |
| Oat francesi | 3,64% | 62 |
| Bonos spagnoli | 3,44% | 42 |
Nonostante la preoccupazione dei governi, soprattutto per i prezzi dei carburanti, per il momento in Europa la crisi non ha ancora costretto a misure drastiche di riduzione dei consumi, che sarebbero quelle con il maggiore impatto sulla crescita. Il prolungarsi della guerra, però, continua a fare paura alle principali economie del continente.
Le prossime aste di Btp e Bot
La poca reattività dei mercati obbligazionari ai mutamenti della guerra in Medio Oriente è in realtà una buona notizia per lo Stato, che si prepara alle prime aste di Btp e Bot di maggio. Questa settimana inizieranno le emissioni, con rendimenti non molto più alti di quelli di inizio anno. Un aiuto per il Governo, che sta tentando di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo entro la fine di questa legislatura.
Le date da segnarsi per le aste dei titoli di Stato italiani sono:
- 12 maggio, asta dei Bot;
- 13 maggio, asta dei Btp a medio-lungo termine;
- 26 maggio, asta dei Btp Short Term;
- 27 maggio, asta dei Bot;
- 28 maggio, asta dei Btp a medio-lungo termine.