Il mercato immobiliare italiano ha chiuso il 2025 con segnali positivi su più fronti. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, le compravendite hanno registrato una crescita significativa, accompagnata da un aumento dei prezzi e dei canoni di locazione. Nel corso dell’anno sono state concluse oltre 766mila transazioni, con un incremento del 6,4% rispetto al 2024. La crescita ha interessato sia i capoluoghi sia i comuni non capoluogo, con questi ultimi che hanno mostrato un aumento leggermente più marcato. Anche i prezzi hanno seguito un trend positivo. Nelle grandi città, nella seconda parte del 2025, i valori sono cresciuti del 2,6%, segnando il dato più alto dal periodo successivo alla pandemia.
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La carenza di offerta spinge i valori
Uno dei fattori principali che sostiene il mercato è la limitata disponibilità di immobili. L’offerta abitativa resta infatti contenuta, soprattutto per le abitazioni in buono stato. Questa situazione contribuisce a mantenere elevata la pressione sui prezzi, in presenza di una domanda ancora sostenuta. Il fenomeno riguarda in particolare le grandi città e le aree metropolitane, dove l’interesse per l’acquisto resta elevato. Un altro elemento che incide è il ritorno sul mercato di immobili precedentemente destinati agli affitti brevi, che stanno tornando nel circuito residenziale tradizionale, aumentando parzialmente l’offerta disponibile.
Dal punto di vista della domanda, il trilocale si conferma la tipologia più ricercata, concentrando oltre il 40% delle richieste nelle grandi città. Seguono bilocali e immobili con quattro locali. La domanda si concentra inoltre nelle fasce di prezzo più basse, segnale di una maggiore attenzione alla sostenibilità economica dell’acquisto. Dal punto di vista anagrafico, cresce la presenza di acquirenti giovani tra i 18 e i 34 anni, insieme a una fascia più matura tra i 55 e i 64 anni. L’età media degli acquirenti si attesta intorno ai 43 anni.
I tempi medi di vendita restano relativamente stabili. Nelle grandi città sono necessari circa 108 giorni per concludere una trattativa, un dato in linea con l’anno precedente. Permane uno spazio di negoziazione tra domanda e offerta. Lo sconto medio applicato sul prezzo richiesto si aggira intorno al 7,7%, con valori leggermente più alti per gli immobili usati che necessitano di interventi di ristrutturazione.
Investimento immobiliare e rendimenti
Sul fronte degli investimenti, il mercato continua a offrire opportunità, anche se la quota di acquisti a scopo di investimento è in lieve calo rispetto all’anno precedente. I rendimenti da locazione restano comunque interessanti. Per un bilocale si registra un rendimento medio annuo lordo intorno al 5,7%, un dato che mantiene il mattone competitivo rispetto ad altre forme di investimento. La domanda di affitti rimane elevata, mentre l’offerta non riesce ancora a soddisfare completamente le richieste, contribuendo a sostenere i canoni, che continuano a crescere anche se a ritmi più contenuti rispetto al passato.
Le previsioni per il 2026
Le prospettive per il 2026 restano positive. Secondo le stime, le compravendite potrebbero attestarsi tra 780mila e 790mila unità, con un ulteriore aumento dei prezzi compreso tra l’1% e il 3%. Anche i canoni di locazione sono attesi in crescita, con incrementi tra il 3% e il 5%, sostenuti da una domanda ancora elevata. Restano alcune variabili legate al contesto economico e geopolitico, che potrebbero influenzare la fiducia degli acquirenti e l’andamento generale del settore. In questo scenario, il mercato immobiliare italiano mostra segnali di consolidamento, con dinamiche che continuano a rendere il mattone un’opzione rilevante nel panorama degli investimenti.