Carburanti, da incassi IVA a buoni benzina: Governo fa marcia indietro

Ecco cosa hanno detto la Premier Meloni e il Ministro dell'Economia Giorgetti: benzinai proclamano lo sciopero per fine mese, esecutivo pensa a piano B.

Sale alle stelle la tensione dopo le misure sul caro carburanti con il Governo che apre a destinare il maggior gettito IVA per ridurre i prezzi alla pompa. I gestori, intanto,  bocciano gli interventi dell’esecutivo e scelgono la strada dello scontro, proclamando due giorni di sciopero a fine mese.

Carburanti, tensione alle stelle

Il governo, dunque, da un lato difende le scelte fatte con il decreto sulla trasparenza dei prezzi, ma dall’altro è costretto a correre ai ripari, convocando per oggi, venerdì alle 11:30, un incontro con il settore. Appuntamento su cui si spende in prima persona la stessa premier: “Incontrerò la categoria e dirò loro che non c’è nessuna volontà di fare scaricabarile”, dice intervenendo al Tg1. “Tutti i nostri interventi sono per calmierare l’inflazione“, aggiunge quasi contemporaneamente al Tg5, e sulla benzina assicura: “Quello che che lo Stato incassa in più di Iva verrà utilizzato per abbassare il prezzo”, annuncia Meloni.

IVA, cosa può cambiare

Al momento nel decreto non è previsto alcun intervento, scandiscono fonti dell’esecutivo, dopo le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti su un possibile taglio nel caso di aumento dei prezzi. Ma il CdM interviene “aggiustando” una norma che già esiste e consente di ridurre le accise se il prezzo supera almeno il 2% del valore indicato nel Def: in caso di aumento del prezzo del greggio e quindi dell’Iva in un quadrimestre di riferimento, il maggiore introito incassato in termini di imposta dallo Stato potrà essere utilizzato per finanziare riduzioni del prezzo finale alla pompa.

In Consiglio dei Ministri sono state inoltre approvate alcune modifiche al decreto varato appena due giorni fa sulla trasparenza, garantendo che i buoni benzina saranno esentasse fino a fine anno.

Benzinai, sciopero a fine mese

Come detto, i gestori – sul piede di guerra – hanno annunciato uno sciopero per il 25 e 26 gennaio, con presidio sotto Montecitorio. L’obiettivo è “porre fine a questa ‘ondata di fango’ contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità”, spiegano unitariamente Faib-Confesercenti, Fegica, Figisc-Confcommercio, che accusano il governo di aumentare il prezzo dei carburanti, scaricando “la responsabilità sui gestori”.

Intanto, Ariano Irpino, in provincia di Avellino si candida ad essere la “capitale” dei prezzi più alti di benzina e gasolio praticati in tutta la regione Campania: 2,372 e 2,402 euro è il prezzo “servito” alla pompa.