È morto Harald V di Norvegia, il “re del Fondo sovrano” che taglia le bollette e sostiene il welfare

Il re Harald V di Norvegia è morto a 89 anni; è stato il sovrano che ha visto svilupparsi uno degli asset più importanti della Norvegia: il suo fondo sovrano

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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La Corona di Norvegia ha dato la notizia della morte di re Harald V a 89 anni. Era il regnante più anziano d’Europa ed era salito al trono nel 1991. Durante il suo regno la Norvegia ha affrontato uno dei cambiamenti più importanti della sua storia recente: la scoperta e lo sfruttamento dei pozzi di petrolio del Mare del Nord.

In particolare, re Harald ha assistito alla creazione del Fondo sovrano norvegese, che utilizza i ricavi delle tasse sull’estrazione petrolifera per sostenere il sistema di welfare molto esteso del Paese, per intervenire sulle bollette e per favorire la transizione alla mobilità elettrica.

È morto re Harald V di Norvegia

Re Harald V di Norvegia è deceduto nelle prime ore della mattina del 28 agosto 2026. Gli succederà il figlio Haakon, 53 anni. Harald V regnava dal 1991 ed era il sovrano più anziano d’Europa. Aveva sempre rifiutato di abdicare, citando più volte il giuramento fatto quando era stato incoronato, che lo legava a vita al trono di Norvegia.

Harald, il re del Fondo sovrano

Solo un anno prima dell’ascesa al trono di Harald V, il Parlamento norvegese aveva approvato la legge che istituiva il Fondo sovrano norvegese (Statens pensjonsfond utland, anche noto come Gpfg). Le risorse accumulate in questo fondo hanno permesso alla Norvegia:

  • di sviluppare un welfare senza paragoni;
  • di ridurre i prezzi delle bollette durante le crisi;
  • di finanziare la transizione alla mobilità elettrica.

Durante il suo regno, Harald ha visto crescere il fondo fino agli attuali 1.500 miliardi di dollari in valore.

Come funziona il Fondo sovrano norvegese

Il Fondo sovrano norvegese ha una sola fonte di entrate: le tasse che il Paese impone sulle estrazioni di petrolio e gas nelle sue acque territoriali del Mare del Nord. Da questo deriva l’immensa ricchezza, che però non viene mai intaccata.

Come il Fondo sovrano aiuta a sostenere il welfare

Ogni anno, infatti, il governo della Norvegia è autorizzato a prelevare soltanto il 3% del fondo. Una cifra che equivale al rendimento minimo stimato degli investimenti che il Gpfg ha effettuato negli anni utilizzando le cospicue entrate delle concessioni petrolifere.

Per un Paese come la Norvegia, con un Pil che non arriva a 600 miliardi di dollari e una popolazione di 5,6 milioni di abitanti, si tratta però comunque di una somma enorme. Grazie a queste risorse, lo Stato ha attuato uno dei sistemi di welfare più avanzati al mondo.

Il taglio delle bollette con le risorse del Fondo sovrano in Norvegia

Uno dei pochi interventi che il Fondo esegue fuori da questa regola è quello sulle bollette. Quando il prezzo dell’energia elettrica supera alcune soglie prestabilite, si applica infatti uno sconto direttamente in bolletta pari al 90% del rincaro subito dalle famiglie.

Questo sconto è automatico, gli utenti non devono richiederlo. Lo applicano i fornitori di energia, che vengono poi rimborsati dal Fondo sovrano.

La transizione elettrica norvegese funziona grazie al petrolio

Il Fondo ha anche permesso alla Norvegia di diventare il Paese europeo con il più alto tasso di elettrificazione del parco auto. Circa un auto su tre in circolazione è elettrica e il 97% di quelle vendute sono a batteria.

Un risultato che è stato raggiunto proprio grazie ai contributi del Fondo sovrano al bilancio dello Stato. La Norvegia ha infatti azzerato le tasse sulle auto elettriche, rendendole competitive con quelle a combustione e portando quindi alla loro diffusione attuale.