SpaceX, fondo norvegese investe 1,2 miliardi: ora è azionista dell’azienda di Elon Musk

Il fondo norvegese Nbim partecipa a SpaceX con un'esposizione miliardaria: prima le frizioni con Elon Musk e poi il maxi-investimento

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Il più grande fondo sovrano al mondo entra nel capitale di SpaceX con una partecipazione da oltre 1,2 miliardi di dollari.

Il Nbim (Norges Bank Investment Management), che gestisce il fondo sovrano norvegese, ha rivelato di detenere lo 0,05% della società di Elon Musk. La posizione fino a questo momento non era mai stata resa pubblica.

Il fondo norvegese entra in SpaceX

La notizia arriva insieme ai risultati record registrati dal fondo nei primi sei mesi del 2026: il Nbim ha infatti chiuso il semestre con un rendimento del 9,4% e un profitto di 1.750 miliardi di corone norvegesi, pari a circa 184,9 miliardi di dollari. Alla fine di giugno, l’azionario rappresentava il 72,1% dell’intero portafoglio. Ma il fondo norvegese è già presente nell’altra grande società quotata di Elon Musk, Tesla, per circa l’1%.

La partecipazione comunicata dal Norges Bank Investment Management vale oltre 1,2 miliardi di dollari.

La quota è relativamente piccola rispetto alle dimensioni complessive del portafoglio del fondo, ma enorme considerando la dimensione di SpaceX.

Il Nbim è il gestore del più grande fondo sovrano del mondo e a giugno aveva raggiunto un valore di 22.683 miliardi di corone norvegesi, circa 2.300 miliardi di dollari. La partecipazione in Tesla, invece, secondo i dati comunicati vale circa 15,7 miliardi di dollari.

Semestre record per il fondo sovrano norvegese

Dei risultati record si è già detto. Il percorso dei mercati non è stato però lineare: nel primo trimestre le partecipazioni azionarie del fondo erano scese del 2,6%. Nel secondo trimestre è arrivato invece un forte recupero, con un rialzo del 15,98%, sostenuto soprattutto dal rally delle società legate ai semiconduttori.

Il Ceo Nicolai Tangen ha sintetizzato così il principale fattore alla base della performance: “Chip, chip, chip, chip”.

Tra le società che hanno contribuito maggiormente figurano Samsung, SK Hynix, Tsmc, Asml, Intel e Nvidia. E proprio Nvidia rappresenta una delle partecipazioni più pesanti del fondo: l’Nbim possiede l’1,3% della società, una quota che vale 61,8 miliardi di dollari.

Nbim e SpaceX

A rendere interessante l’investimento è il rapporto tra il fondo norvegese ed Elon Musk: Nbim aveva votato contro il maxi-compenso da 56 miliardi di dollari destinato a Musk in Tesla nel 2024. Successivamente il fondo ha respinto anche il suo nuovo pacchetto retributivo da migliaia di miliardi di dollari durante l’assemblea degli azionisti del 2025. La posizione del fondo era legata ai rischi di diluizione e alla dipendenza dell’azienda da una singola persona chiave.

La contrapposizione era diventata ancora più evidente dopo un messaggio inviato da Musk e successivamente reso pubblico grazie alla legge norvegese sulla libertà d’informazione.

La frase attribuita a Musk era: “Quando ti chiedo un favore, cosa che faccio molto raramente, e tu rifiuti, allora non dovresti chiedere tu un favore a me fino a quando non avrai fatto qualcosa di più che niente per rimediare. Gli amici si giudicano dai fatti”.

Nonostante le passate scintille, oggi il fondo norvegese si ritrova azionista sia di Tesla sia di SpaceX.

SpaceX in Borsa

La partecipazione norvegese arriva inoltre in un momento di forte volatilità per SpaceX: l’azione aveva debuttato a 150 dollari, contro un prezzo di offerta di 135 dollari. Successivamente aveva raggiunto un massimo vicino ai 225 dollari, prima di scendere sotto quota 107 dollari alla fine di luglio. Oggi SpaceX viaggia attorno ai 140 dollari ad azione.