Stadio Maradona, a Napoli al via i lavori da 250 milioni: chi paga per Euro 2032

Restyling da 250 milioni interamente pubblici: paga la politica e De Laurentiis resta fuori. Come cambierà lo stadio del Napoli e i tempi previsti

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Lo stadio Diego Armando Maradona di Napoli si rifà il look ma De Laurentiis non c’entra nulla. Nessun legame con il sogno del nuovo impianto del presidente azzurro, con il Comune che è il solo “giocatore” in quest’opera massiccia di ristrutturazione dell’impianto di Fuorigrotta.

Un progetto interessante e dal ricco investimento: 250 milioni di euro. L’obiettivo è ben preciso e svelato da tempo: il sindaco Manfredi vuole che la propria città sia tra le sedi italiane di Euro 2032. Un esborso notevole, in previsione però di una manifestazione internazionale che coinvolgerà Italia e Turchia, generando enormi introiti per le città ospitanti.

Chi paga i 250 milioni

Cifra ingente prevista, coperta totalmente da fondi pubblici. La ripartizione è nota e vede il Comune di Napoli addossarsi “soltanto” 50 milioni di euro rispetto al totale. Il resto, che equivale a 200 milioni, sarà responsabilità della Regione Campania.

Nessun coinvolgimento della SSC Napoli e della sua proprietà, dunque. Non è mai stato siglato un accordo tra le parti, né per la cessione né per uno sfruttamento vincolato per 99 anni. Dinanzi a questo blocco, De Laurentiis ha preferito non proseguire le trattative. Ad oggi sogna ancora un impianto totalmente nuovo, anche se una svolta concreta sul fronte della lavorazione sembra distante.

Una corsa contro il tempo: scadenza Uefa

Non si tratterà di un intervento di ristrutturazione “normale”, perché la tabella di marcia è vincolata dall’Uefa. La documentazione completa del progetto dovrà infatti essere consegnata entro la fine di luglio 2026. Ciò non vuol dire, ovviamente, che l’impianto del Napoli dovrà essere pronto per tale data.

Questa scadenza, non negoziabile, è però relativa alla delineazione ben precisa dei lavori. Un dossier completo da presentare per illustrare il nuovo Maradona nel dettaglio per Euro 2032. La posta in palio è altissima per l’intera città che, per quanto oggi non necessiti di ulteriore visibilità internazionale, si avvantaggerà di ricadute economiche notevoli per il territorio

Come cambierà il Maradona

I lavori inizieranno con il terzo anello. Questo farà da test per le soluzioni che verranno poi applicate all’intero impianto. Al netto delle tante segnalazioni foto e video da parte dei tifosi, il Maradona è solido. Ciò per sottolineare quanto il problema non sia di natura strutturale.

I lavori dovranno in realtà risolvere l’annosa questione delle vibrazioni, oltre a rendere accettabili determinate aree e abbellire il resto, garantendo più servizi. Durante gli eventi, sportivi e non, gli edifici circostanti vengono profondamente disturbati da “mini scosse”.

La soluzione individuata prevede l’installazione di 28 pilastri di stabilizzazione. L’aggiunta poi di travi in ferro e appositi smorzatori antivibrazione. La sola stabilizzazione del terzo anello richiederà 18 mesi, circa. Ciò per dare un’idea della durata effettiva dei lavori complessivi.

Il progetto non si limita però alla messa in sicurezza, ovviamente. È prevista una riqualificazione completa, che renderà il Maradona uno stadio moderno e all’altezza degli odierni standard internazionali. Ecco alcuni interventi:

rimozione della pista d’atletica, avvicinando gli spalti al campo e migliorando l’esperienza dei tifosi;

  • costruzione di un nuovo anello;
  • realizzazione di Skybox, Field box e posti Vip nella tribuna centrale;
  • demolizione del primo anello, che sarà sostituito da un’unica grande gradinata più vicina al terreno di gioco.