Il verdetto è arrivato e ha fatto il giro del mondo. Differente però il discorso per la partita legale in toto, che è molto aperta. Il Manchester City è stato riconosciuto colpevole di 114 delle 115 violazioni delle regole finanziarie contestate dalla Premier League, è vero, ma gli effetti concreti non saranno così immediati.
Considerando ricorsi e appelli, la vicenda di cui tutti hanno discusso qualche giorno fa rischia di trascinarsi fino al 2027. Oltre un anno dopo la sentenza potremmo avere l’ultima parola su questo caso spinoso. Denaro, regole di bilancio e sport si intrecciano e tutti sono in attesa di scoprire l’esito. Ecco cosa sappiamo al momento.
Il verdetto: Manchester City colpevole
La decisione è stata presa e riguarda una delle inchieste sportive più importanti degli ultimi anni. Il Manchester City è risultato colpevole di 114 accuse relative alle regole finanziarie del massimo campionato inglese.
L’indagine ha riguardato nove stagioni, dal 2009 al 2018. Un lunghissimo percorso che ha richiesto 4 anni, seguiti poi da un procedimento formale avviato a febbraio 2023. Un caso che tocca da vicino il tema della sostenibilità economica del calcio e potrebbe cambiare letteralmente le regole del gioco.
Perché le sanzioni slittano
Le possibilità per il City sul fronte sanzioni sono molteplici. Un ampio ventaglio che può andare dalle multe economiche alle penalizzazioni di punti in classifica. Lo scenario più estremo è però un altro: l’esclusione dalla Premier League o la retrocessione.
Molto dipenderà di certo dalla gravità attribuita alle violazioni e all’esito del ricorso. Una storia che avrà di certo un peso notevole. Punti mancanti potrebbero portare a minori obiettivi e un calo degli introiti. C’è da considerare, poi, il danno d’immagine, che potrebbe riflettersi anche sull’interesse degli sponsor.
Detta così, sembra tutto ormai definito, e lo è (quasi). Il verdetto però non chiude la vicenda. Il City ha 14 giorni per presentare ricorso, con l’udienza d’appello che dovrà poi concludersi entro 12 settimane. La decisione pubblicata, poi, entro 30 giorni.
Un bel po’ di passaggi, che spingeranno gli effetti definitivi verso il 2027, oltre un anno dopo la sentenza. Le sanzioni potrebbero dunque non avere un impatto nella stagione in corso, lasciando la classifica del campionato sospesa in un limbo.
Il club ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso, come prevedibile, ribadendo la propria innocenza. Il presidente Khaldoon Al Mubarak e l’amministratore delegato Ferran Soriano hanno più volte difeso la posizione della società.
I più attenti, però, ricorderanno il caso Uefa del 2020, ma stavolta il discorso è diverso. Non ci sarà spazio per il Tas, il tribunale sportivo internazionale. A ciò si aggiunge il fatto che altri club potrebbero valutare azioni legali autonomi, richiedendo risarcimenti legati a ricavi e opportunità perse. È evidente che gli strascichi saranno molto lunghi e se ne parlerà ancora per tanto tempo.