Visto unico per il Golfo, quando arriva e come funzionerà per i turisti

Il Golfo prepara un visto turistico unico per sei Paesi. Quando potrebbe arrivare, come funzionerà e cosa cambia per i viaggiatori

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Un visto turistico unificato per tutti e sei i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc) è ormai in dirittura d’arrivo. L’annuncio di un’adozione, già entro fine 2026, è arrivato dal segretario generale del Gcc, Jasem Mohamed Albudaiwi, durante il forum “Dialogo su Sicurezza e Storia” a Riyadh.

Si tratta del Gcc Unified Tourist Visa, noto anche come Gcc Grand Tours Visa, un permesso di ingresso unico che consentirà ai turisti stranieri di visitare con una sola domanda Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman, Qatar, Kuwait e Bahrein.

Quando arriverà

Il progetto nasce per incentivare l’arrivo di visitatori internazionali dopo la forte contrazione del turismo legata alla crisi geopolitica regionale. L’obiettivo è trasformare il Golfo in una macro-destinazione turistica integrata, dove tour operator e agenzie possano vendere pacchetti multi-Paese, dai fly&drive alle crociere, riducendo gli ostacoli burocratici.

Con un’unica autorizzazione, i turisti potranno pianificare viaggi che attraversano più Stati membri, semplificando la logistica e rendendo più competitiva l’offerta turistica del Golfo rispetto ad altre grandi destinazioni turistiche internazionali.

Secondo diverse fonti, l’implementazione definitiva del visto unificato potrebbe avvenire in modo graduale. Si ipotizza una fase pilota nel quarto trimestre del 2026, limitata al corridoio aereo tra Dubai e Bahrein, per poi estendere progressivamente il sistema a tutti e sei gli Stati del Golfo nel corso del 2027.

Tutte le tappe

Il via libera politico è arrivato alla fine del 2023, quando i ministri dell’Interno del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc) hanno approvato l’iniziativa. In seguito è stata avviata una fase preparatoria per realizzare la piattaforma comune. Il sistema dovrà integrare i controlli di frontiera, definire procedure di sicurezza condivise e garantire lo scambio dei dati tra i sei Paesi membri.

Nel luglio 2025 il segretario generale del Gcc aveva confermato che le amministrazioni nazionali responsabili dei passaporti stavano lavorando per stabilire le tempistiche precise di lancio del visto unico. Il processo ha poi fatto un ulteriore passo avanti a febbraio 2026, con l’avvio di una sperimentazione concreta: il “Single Entry Point for Air Travel” tra Emirati Arabi Uniti e Bahrein, un primo banco di prova che anticipa il modello di controllo unico previsto per l’intero spazio Gcc.

I numeri del turismo nel Golfo

Il contesto economico spiega l’urgenza di questo strumento. Nel 2025, secondo l’Oman Observer, i Paesi del Golfo hanno registrato:

  • 75,5 milioni di turisti internazionali;
  • 132 miliardi di dollari di introiti (circa 114 miliardi di euro);
  • un contributo del turismo al Pil regionale stimato in 254 miliardi di dollari (circa 218 miliardi di euro).

Cosa cambia per viaggiatori e operatori (e cosa ancora non si sa)

Per alcuni aspetti, il visto unificato funzionerà in modo simile al sistema Schengen europeo: una sola domanda, un’unica autorizzazione valida per più Paesi. Restano tuttavia da definire diversi aspetti, tra cui la data esatta di attivazione, il costo del visto, la durata di validità e le condizioni di ingresso (si ipotizzano soluzioni da 30 a 90 giorni, con opzioni multiple).

Fino all’entrata in vigore ufficiale, i viaggiatori dovranno continuare a seguire le normative nazionali vigenti per ciascun Paese del Golfo.