É morta Emma Bonino, una delle figure più note della politica italiana. Tra le protagoniste degli ultimi 50 anni, storica leader del Partito Radicale e fondatrice di +Europa. È stata data notizia quest’oggi, venerdì 11 settembre. La politica aveva 78 anni e, al termine di una lunga malattia, è stata ricoverata d’urgenza a Roma, dov’è deceduta pochi giorni dopo.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, ha trascorso però le fasi più importanti della sua vita lavorativa nella Capitale. Ha di fatto attraversato da protagonista alcune stagioni fondamentali per le grandi conquiste civili. Accanto alle battaglie per i diritti, però, hanno trovato spazio anche altri temi, come il commercio internazionale, la tutela dei consumatori e, in generale, ha sempre avuto una visione liberale dell’economia.
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Chi era Emma Bonino
Per decenni Emma Bonino è stata il volto del Partito Radicale. Più di recente, invece, ha creato il movimento europeista +Europa. L’ingresso in politica è avvenuto in giovanissima età, venendo eletta alla Camera dei Deputati nel 1976 a soli 28 anni.
Tutto ciò dopo essersi imposta come attivista nelle campagne per i diritti civili. Da lì una carriera lunghissima, divisa tra Parlamento italiano ed europeo. Di fatto una delle poche politiche nostrane in grado di muoversi con la stessa disinvoltura tra Roma e Bruxelles.
Battaglie per i diritti
Il nome di Bonino è legato soprattutto alle grandi battaglie degli anni Settanta. Fu infatti tra le protagoniste delle campagne per il divorzio e per l’aborto, arrivando a fondare nel 1973 il Cisa, il Centro di informazione sulla sterilizzazione e l’aborto.
Nel tempo ha poi ampliato il proprio impegno a temi di caratura internazionale:
- disarmo nucleare;
- giustizia contro i crimini di guerra.
Ministra e commissaria: il fronte economico
Di certo meno raccontata è la porzione del suo curriculum dai forti risvolti economici. Nella seconda metà degli anni Novanta fu commissaria europea, con deleghe che spaziavano dagli aiuti umanitari alla tutela dei consumatori, fino alla pesca.
Dal 2006 al 2008, nel secondo governo Prodi, ricoprì l’incarico di ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee, occupandosi quindi di export, dazi e apertura dei mercati. Infine, tra il 2013 e il 2014, fu ministra degli Esteri, alla guida della Farnesina, con la responsabilità anche della proiezione economica e commerciale dell’Italia nel mondo.
L’Europa ideale di Emma Bonino
Sul piano delle idee economiche, Bonino ha rappresentato una linea nettamente liberale ed europeista, spesso minoritaria nel dibattito italiano. Convinta sostenitrice del libero mercato, della concorrenza e delle liberalizzazioni, ha fatto dell’integrazione europea e della difesa dell’euro una bandiera, contrapponendosi con forza alle spinte protezioniste e sovraniste.
Non ha mai considerato l’Europa come un vincolo, bensì un progetto ancora da completare. La sua idea era quella degli Stati Uniti d’Europa. Non soltanto un mercato comune unito a una moneta condivisa, dunque, ma una vera unione politica, con un approccio agli esteri identitario e una fiscalità comune in grado di dare al continente un peso reale nel mondo.
Di fatto si può parlare di un’Europa federale, con Stati nazionale che cedono la sovranità in cambio di una forza collettiva ben superiore. Per il presente e per il futuro, Bonino avrebbe voluto un’Italia pienamente dentro questo disegno, protagonista e non spettatrice. Convinta che le sfide di oggi, dalla competizione economica globale alla sicurezza, si possano affrontare solo con “più Europa”, mai con meno. È l’eredità, prima di tutto ideale, che lascia al dibattito pubblico.