La mancata qualificazione alla prossima Champions League è una battuta d’arresto importante per la Juventus, non solo dal punto di vista sportivo ma anche economico. Dopo una stagione conclusa al di sotto delle aspettative, il club bianconero è chiamato a gestire un nuovo scenario caratterizzato da minori ricavi europei, vincoli imposti dal Fair Play Finanziario e un percorso di risanamento che dovrà portare al pareggio di bilancio entro il 2027/2028. Nonostante il mancato accesso alla massima competizione continentale, la dirigenza continua però a sostenere che gli obiettivi finanziari fissati nel piano industriale restano invariati.
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Nessun aumento di capitale necessario
A fare il punto sulla situazione è stato l’amministratore delegato Damien Comolli, che ha escluso la necessità di nuovi interventi finanziari da parte della proprietà. “Non c’è nessuna necessità di un aumento di capitale”, ha spiegato il dirigente bianconero. Secondo Comolli, la Juventus punta ad avvicinarsi al pareggio di bilancio già nell’esercizio 2026/27, per poi raggiungere il break-even nella stagione successiva.
Una posizione che conferma la linea della proprietà guidata da John Elkann, intenzionata a proseguire nel percorso di sostenibilità economica senza ricorrere a nuove ricapitalizzazioni. L’esercizio in corso dovrebbe chiudersi con una perdita non troppo distante dai 58,1 milioni di euro registrati nel 2024/2025, con variazioni contenute nell’ordine di alcune decine di milioni.
Quanto pesa l’assenza della Juventus dalla Champions League
Il principale problema riguarda naturalmente i ricavi europei. La partecipazione all’Europa League consentirà alla Juventus di recuperare soltanto una parte degli introiti normalmente garantiti dalla Champions League. Secondo le stime, il differenziale immediato tra le due competizioni supera i 28 milioni di euro soltanto considerando i bonus di partecipazione. La Champions garantisce infatti circa 42,6 milioni di euro come premio d’ingresso, mentre l’Europa League si ferma a circa 14,4 milioni.
La distanza aumenta ulteriormente se si considerano i premi legati ai risultati. Nella scorsa stagione la Juventus ha raccolto circa 64 milioni di euro dalla Champions League, cifra che sarebbe salita a 75 milioni con il raggiungimento degli ottavi di finale. Anche una vittoria in una gara della fase iniziale vale molto di più nella competizione principale rispetto all’Europa League. A questi importi si aggiungono gli incassi da stadio, generalmente più elevati quando a Torino arrivano le grandi squadre europee. Nel complesso, la differenza economica tra una stagione in Champions League e una in Europa League può oscillare tra 40 e 60 milioni di euro.
Fair Play Finanziario, la Juventus attende la decisione UEFA
Oltre alla mancata qualificazione in Champions, la Juventus è impegnata nel confronto con la UEFA per definire il nuovo Settlement Agreement legato al rispetto delle regole del Fair Play Finanziario. Comolli ha confermato che il dialogo con la federazione europea è ancora in corso e che una decisione dovrebbe arrivare entro la fine di giugno. L’accordo dovrebbe prevedere una sanzione economica immediata e una seconda sanzione condizionata che scatterebbe soltanto in caso di mancato rispetto degli impegni assunti negli anni successivi.
Accanto agli aspetti economici potrebbero esserci anche limitazioni sul mercato. Le regole UEFA potrebbero infatti imporre alla Juventus di mantenere un equilibrio rigoroso tra costi in uscita e costi in entrata, limitando la possibilità di sostituire giocatori ceduti con calciatori più costosi.
Il confronto interno e la necessità di ridurre i costi
Dopo il deludente finale di stagione, all’interno del club si sono intensificati confronti e riflessioni sul futuro. La dirigenza ha ribadito alla squadra la necessità di chiudere il campionato nel migliore dei modi, ma nel frattempo sono già partite le valutazioni sulla prossima stagione. Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità finanziaria sarà necessario intervenire sui costi della rosa.
Uno dei principali fattori di alleggerimento potrebbe arrivare dalla situazione di Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo rappresenta infatti una delle voci più pesanti del bilancio juventino, con un impatto superiore ai 40 milioni di euro annui tra ammortamento e stipendio. Anche in caso di rinnovo contrattuale, la Juventus potrebbe beneficiare di una riduzione significativa del costo complessivo del giocatore.
Senza la vetrina della principale competizione europea, diventa più complicato attrarre giocatori di alto livello e convincere alcuni dei migliori elementi della rosa a restare. Nelle ultime settimane sono tornati al centro delle valutazioni diversi nomi importanti. Profili come Bremer, Cambiaso e Yildiz continuano ad attirare l’interesse dei principali club europei e la Juventus dovrà valutare attentamente ogni proposta, soprattutto in caso di offerte particolarmente elevate.