Benzina, Italia tra le più care d’Europa: la classifica

Gli ultimi dati del Global Petrol Prices mostrano un rincaro del prezzo dei carburanti in tutta l’area Euro: causa principale l’elevato costo dell’oro nero

Per comprendere a pieno la complicata situazione dei prezzi del carburante che sta mettendo a dura prova famiglie e imprese bisogna tornare indietro nel tempo ad aprile 2020, all’inizio della crisi pandemica che ha paralizzato il mondo.

La quotazione del petrolio era precipitata a quota 21 dollari al barile, mentre solo due mesi prima lo stesso indice si attestava a 55 dollari. La causa era chiaramente collegata allo stop subito da cittadini e aziende di tutto il mondo, costretti a fermare le proprie attività, generando così una netta contrazione della domanda.

Per fermare la valanga l’Opec Plus (ossia l’Opec allargata alla Russia e ad altri Paesi produttori) decise di tagliare del 10 per cento la produzione, vale a dire circa 9 milioni di barili in meno ogni giorno. E così, nel giro di poche settimane, la quotazione del greggio tornò a salire, fermandosi su livelli più vicini ad uno scenario di normalità (45 dollari al barile).

Si arriva così ad agosto 2020, quando l’Arabia Saudita e gli altri soci produttori hanno ricominciato ad aumentare gradualmente la loro attività, tornando a sfornare circa 400mila barili in più al giorno per tutti i mesi conclusivi dell’anno. Un trend che non si è più invertito, confermandosi anche nel primo trimestre del 2021.

Il rialzo di fine 2021 e lo choc di inizio anno

Parallelamente però ha ripreso a marciare anche la domanda di carburante in tutto il mondo, spinta dall’illusoria percezione di aver sconfitto il virus e dal conseguente allentamento delle restrizioni nelle aree del globo più industrializzate (Stati Uniti, Europa, Cina e sud-est asiatico). Così è tornato a salire anche il prezzo del petrolio, che lo scorso marzo aveva già raggiunto la quota di 70 dollari al barile, per poi toccare l’apice lo scorso luglio (77 dollari al barile).

Ma il vero choc è stato ad inizio ottobre, quando l’Opec ha deciso di non alzare più il ritmo degli aumenti produttivi. La domanda mondiale però non ha fermato il proprio incremento, facendo schizzare la quotazione del greggio in modo repentino e violento fino agli attuali 86 dollari al barile (dato al 31 ottobre). Da qui i prezzi folli dei carburanti (qui il quadro di tutti i livelli massimi toccati nell’ultimo periodo).

L’Italia e il resto d’Europa: la graduatoria completa

Un tema particolarmente sentito in Italia. Il nostro paese infatti – con 646 auto ogni mille abitanti – si attesta al secondo posto in Europa per numero di vetture pro-capite. Nell’area Euro registra un dato superiore al nostro solo il Lussemburgo con 694 automobili ogni mille cittadini, mentre Germania (580), Spagna (536) e Francia (510) sono sotto.

Appare dunque evidente quanto l’attuale caro dei prezzi dei combustibili stia pesando in maniera determinante sulle tasche degli italiani in questa seconda parte di 2021. La benzina si attesta ad un prezzo medio di 1,741 euro al litro, mentre anche il Diesel veleggia stabilmente ad una quota raggiunta poche altre volte negli ultimi tempi (1,599 euro/litro). Dati che ci collocano come il sesto Paese in Europa per prezzo medio dei carburanti, preceduti solamente dai Paesi Bassi, dagli scandinavi e dalla Grecia (qui tutti i numeri su quanto incidono le accise sul prezzo al dettaglio).

Questa la classifica completa

  • Paesi Bassi 1,937 euro
  • Danimarca 1,810 euro
  • Finlandia 1,777 euro
  • Svezia 1,770 euro
  • Grecia 1,753 euro
  • Italia 1,741 euro
  • Portogallo 1,724 euro
  • Germania 1,663 euro
  • Francia 1,644 euro
  • Belgio 1,640 euro
  • Irlanda 1,594 euro
  • Estonia 1,563 euro
  • Slovacchia 1,488 euro
  • Spagna 1,486 euro
  • Lettonia 1,480 euro
  • Lussemburgo 1,477 euro
  • Croazia 1,440 euro
  • Ceca 1,410 euro
  • Lituania 1,399 euro
  • Austria 1,398 euro
  • Ungheria 1,360 euro
  • Malta 1,340 euro
  • Slovenia 1,340 euro
  • Cipro 1,334 euro
  • Polonia 1,283 euro
  • Romania 1,276 euro
  • Bulgaria 1,174 euro

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