Benzina e diesel, calano i prezzi: quando scenderanno sotto i 2 euro al litro

Mentre il Governo lavora a un decreto "taglia-prezzi", le compagnie abbassano i costi al distributore. Cosa succederà?

Una riduzione tra i 10 e i 15 centesimi di euro del prezzo al litro di benzina e gasolio: è l’ipotesi che tiene banco nel Governo per far fronte al rincaro dei carburanti che sta mettendo in ginocchio imprese e famiglie. L’obiettivo primario è quello di scendere sotto la soglia dei 2 euro al litro al distributore.

L’amministrazione Draghi è al lavoro per varare, probabilmente già entro venerdì stasera, un decreto “taglia-prezzi” per calmierare ancora i costi di tutta l’energia, compresi gas e luce. Intanto alcune compagnie stanno già abbassando, seppur di poco, i prezzi alla pompa.

Il prezzo della benzina: quanto e quando pagheremo di meno?

Sul fronte distributori, l’Italia intende seguire la strada già intrapresa da Germania e Francia. Venerdì il Consiglio dei ministri valuterà l’applicabilità di una serie di misure contro il caro bollette e per tagliare i costi dei carburanti, aumentati ulteriormente con l’invasione russa dell’Ucraina (qui avevamo spiegato quali sarebbero motivi dietro al rincaro dei prezzi del carburante).

Se tutto andrà come deve e lo sconto immediato alla pompa andrà in porto, a inizio settimana prossima la benzina dovrebbe tornare sugli 1,9 euro al litro in modalità self.

A completare il quadro ci sono le pressioni delle associazioni dei consumatori, secondo cui un azzeramento dell’Iva abbatterebbe il prezzo della benzina “a 1,8 euro al litro”. Altroconsumo propone inoltre “di rendere le accise decrescenti al crescere del costo industriale”. E infine invita ad attingere “alle risorse aggiuntive scaturite dall’extra-gettito Iva scaturito dai rincari degli ultimi mesi”.

Sconto di 15 centesimi: verso un risparmio di 11 euro al mese?

Secondo le stime di Facile.it, se il governo ridurrà le accise di 15 centesimi di euro al litro, il risparmio medio per gli automobilisti italiani sarà di 11 euro al mese.

La spesa media mensile per fare rifornimento oggi è arrivata, rispettivamente, a 167 euro per la benzina e 160 euro per il diesel. Con l’intervento ipotizzato dal Governo la spesa mensile scenderebbe a 156 euro al mese per fare il pieno ad un’auto a benzina e a 149 euro per una a diesel.

Il taglio delle accise riuscirebbe solo parzialmente a contrastare gli aumenti record delle ultime settimane. Con i prezzi calmierati, in un mese un automobilista spenderebbe, in benzina, circa 36 euro in più (+30%) rispetto allo scorso anno e 44 euro in più (+42%) se si tratta di diesel.

Per non perderti le ultime notizie e ricevere i nostri migliori contenuti,
iscriviti gratuitamente al canale Telegram di QuiFinanza: basta cliccare qui
.

Alcuni benzinai abbassano i prezzi: è l’inizio di una lunga discesa?

In attesa del decreto, molti distributori in Italia hanno deciso di abbassare i prezzi di benzina e diesel alla pompa. Si tratta tuttavia di uno sconto minimo, che non riesce ancora ad abbattere la pesante soglia dei 2 euro al litro. L’iniziativa è stata resa possibile grazie a quello che sembra un lungo e graduale calo dei prezzi di petrolio e carburanti, con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo che continuano a “ballare” e a chiudere in discesa o, al massimo, “in saliscendi” (ieri in discesa la benzina, in salita il diesel).

In questo quadro, Eni taglia ad esempio il prezzo di benzina e gasolio per il terzo giorno di seguito: l’ultimo sconto sulla Super Senza Piombo è stato di 3 centesimi, il precedente di 5. IP scende invece di 8 centesimi sia sul gasolio che sulla verde, mentre Q8 e Tamoil calano di 5 centesimi.

Governo e accise, come si finanzia lo sconto al distributore

Secondo i dati ufficiali del Mite, Iva e accise pesano per il 51,4% sulla benzina e per il 46,7% sul gasolio. Se non ci fosse alcuna imposta, la benzina scenderebbe da 2,185 euro al litro a 1,062 euro e il gasolio da 2,155 euro al litro a 1,149 euro, con un risparmio, rispettivamente, di 1,123 e di 1,006 euro.

Al di là delle singole iniziative delle compagnie private, come farà però il Governo a sostenere il taglio dei costi di benzina e gasolio? Attraverso un meccanismo fiscale di “auto-finanziamento”, che sfrutterà il maggior gettito Iva generato negli ultimi mesi dai rincari del petrolio.

In altre parole l’aumento dei prezzi del carburante produce un aumento di gettito, che può essere utilizzato per ridurre le accise e quindi il prezzo finale dei carburanti alla pompa (qui abbiamo spiegato il meccanismo dell’accisa mobile proposta dal ministro Cingolani).