Riscaldamento, posticipate ancora le date di accensione: i consigli per risparmiare

I sindaci di diverse città hanno deciso di posticipare ancora le date di accensione dei termosifoni, anche viste le alte temperature di questi giorni

Accensione del riscaldamento ancora posticipato. Vista la possibilità per i sindaci, a fronte di determinate esigenze, di aumentare o diminuire i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione degli impianti termici, sono diversi i primi cittadini che hanno deciso in questi giorni di rinviare ancora la data di accensione dei termosifoni.

Il regolamento UE approvato dal Consiglio europeo lo scorso 5 agosto prevede la riduzione volontaria della domanda di gas naturale del 15% per questo inverno. Il Piano nazionale italiano di contenimento dei consumi di gas del 6 settembre scorso firmato dall’ormai ex ministro per la Transizione energetica Cingolani, prevede tra le altre cose, per l’abbattimento dei consumi di gas naturale, l’introduzione di limiti di temperatura, di ore giornaliere di accensione e di durata del periodo di riscaldamento.

Il Piano Cingolani prevede in particolare la riduzione di 15 giorni del periodo di accensione degli impianti termici ad uso riscaldamento, di 1 ora della durata giornaliera di accensione e 1 grado in meno (arrivando a 19°C), portando i limiti per la zona climatica E, in cui si trovano gran parte delle grandi città italiane, a un orario massimo di 13 ore giornaliere tra il 22 ottobre e il 7 aprile.

>>> Qui lo speciale QuiFinanza sul Piano Cingolani per risparmiare in inverno <<<

 

Accensione del riscaldamento, nuove date per queste città

A fronte di tutto questo, oltre alle temperature registrate nelle città del Nord Italia in questi giorni, assai superiori ai livelli di media stagionali, e alla consapevolezza che i riscaldamenti nelle case rappresentano un’importante, anche se non la principale, fonte emissiva di inquinanti atmosferici a livello locale, ecco che diversi sindaci sono corsi ai ripari cambiando le date di accensione del riscaldamento.

Sono stati ad esempio posticipati al 29 ottobre a Milano, Torino, Bergamo e Cremona. In Friuli Venezia Giulia Pordenone accenderà a partire dal 28 ottobre. Per Varese si dovrà aspettare il 31 ottobre, mentre in Emilia si arriva al 2 novembre per Bologna e per Imola. Anche in Veneto, a Verona, termosifoni accesi dal 2 novembre.

Qui tutto sul Bonus pellet come alternativa al gas.

Chi può accendere subito il riscaldamento

Le nuove ordinanze non si applicano in casi speciali. I termosifoni si possono comunque accendere prima in:

  • ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili, compresi quelli adibiti a ricovero o cura di minori o anziani, alle strutture protette per l’assistenza e il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali
  • scuole materne e asili nido
  • piscine, saune e assimilabili
  • attività industriali e artigianali e assimilabili, nei casi in cui ostino esigenze tecnologiche o di produzione.

Qui le 6 zone climatiche in cui è divisa l’Italia e tutte le date di accensione dei riscaldamenti, eccetto le città appena viste sopra.

Il vademecum di ENEA per risparmiare fino a 180 euro a famiglia

Intanto da ENEA è arrivato un vademecum con le indicazioni per una corretta impostazione degli impianti di riscaldamento a gas: una guida che gli amministratori di condominio dovranno distribuire ai condomini, che contiene istruzioni operative su accensione e spegnimento degli impianti a inizio e fine stagione di riscaldamento, sulla regolazione della temperatura per settare la temperatura interna delle abitazioni a un massimo di 19°C, salvo eccezioni.

ENEA ha calcolato che queste misure, se attuate dall’80% delle famiglie italiane, possono comportare un risparmio nazionale di 2,7 miliardi di mc di metano e circa 180 euro mediamente in meno all’anno in bolletta per utenza.

Cosa fare dunque per risparmiare? “Rinnovare l’aria che respiriamo permette di eliminare batteri e sostanze inquinanti. Tuttavia, per cambiare l’aria in un’abitazione è sufficiente mantenere aperte le finestre per pochi minuti, più volte al giorno, preferibilmente durante le ore più calde e quando il riscaldamento non è in funzione”, evidenzia Ilaria Bertini, che sottolinea come sia importante anche mantenere il giusto livello di umidità nell’ambiente installando un termo-igrometro.

Al di sotto del 40% di umidità in casa il clima diventa troppo secco e batteri e i virus trovano un ambiente favorevole alla prolificazione, favorendo malattie respiratorie. Al di sopra del 70%, invece, si forma condensa sulle parti fredde dell’edificio, come le pareti perimetrali e le finestre, che può portare alla formazione di muffe e conseguenti allergie”.

Qui le principali alternative al gas per spendere meno.

10 regole per risparmiare subito sul riscaldamento

Ecco quindi le 10 regole d’oro per scaldare al meglio le case, risparmiare in bolletta e salvaguardare l’ambiente abbattendo le emissioni di CO2:

  • eseguire la manutenzione degli impianti: un impianto consuma e inquina meno quando è regolato correttamente, è pulito e senza incrostazioni di calcare. Non solo: per chi non effettua la manutenzione del proprio impianto è prevista una multa a partire da 500 euro
  • controllare la temperatura degli ambienti: bastano 19°C per garantire il comfort necessario in casa. Per ogni grado in meno si risparmia fino al 10% sui consumi di combustibile
  • attenzione alle ore di accensione: le nuove regole riducono di 1 ora i tempi di accensione finora consentiti: è utile controllare in quale delle 6 zone climatiche d’Italia si vive
  • installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone: anche un semplice foglio di carta stagnola contribuisce a ridurre le dispersioni verso l’esterno
  • schermare le finestre durante la notte: persiane e tapparelle o anche tende pesanti riducono le dispersioni di calore verso l’esterno
  • evitare ostacoli davanti ai termosifoni: posizionare tende o mobili davanti ai termosifoni ostacola la diffusione del calore verso l’ambiente ed è fonte di sprechi
  • non lasciare le finestre aperte troppo a lungo: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti, mentre lasciare le finestre aperte troppo a lungo comporta inutili dispersioni di calore
  • fare un check-up alla casa: affidarsi a un tecnico qualificato e far valutare l’efficienza dell’impianto di riscaldamento e lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre è un buon modo per abbattere i consumi fino al 40%
  • installare valvole termostatiche: sono obbligatorie per legge nei condomini e permettono di ridurre i consumi fino al 20%
  • scegliere soluzioni di ultima generazione: sostituire il vecchio impianto con uno a condensazione o con pompa di calore ad alta efficienza e adottare cronotermostati, sensori di presenza e regolatori elettronici a distanza.