Sanità e cura, mancano professionisti della salute: introvabile il 60% del personale

L'invecchiamento della popolazione spinge la domanda di assistenza e riabilitazione: gli over 65 sono già il 25,1% e cresceranno fino al 2050

Foto di Federica Petrucci

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Pubblicato:

Trovare professionisti della salute qualificati e in grado di rispondere a una domanda di assistenza in costante crescita diventerà sempre più difficile nel prossimo decennio. Il problema non riguarda soltanto medici e infermieri, ma interessa un ampio numero di figure che operano nella riabilitazione, nella prevenzione, nell’assistenza e nel benessere della persona.

Il risvolto della medaglia, una delle conseguenze meno gravi di questa mancanza, è che – proprio per questo motivo – stanno continuando ad aumentare le opportunità lavorative nel settore sanità e cura.

Perché serviranno sempre più professionisti della salute

La principale causa della crescente domanda di personale sanitario è rappresentata dall’invecchiamento della popolazione italiana. Gli over 65, secondo le ultime stime Istat, rappresentano oggi il 25,1% della popolazione, pari a oltre 14,8 milioni di persone, e il numero è destinato a crescere. Le previsioni, infatti, indicano che entro il 2050 più di un italiano su tre avrà superato i 65 anni.

Questo cambiamento demografico, inevitabilmente, ha una ricaduta sul sistema sanitario e le richieste di cura del Paese. Una popolazione più anziana richiede infatti:

  • maggiore assistenza sanitaria;
  • più percorsi di riabilitazione;
  • servizi domiciliari sempre più diffusi;
  • attività di prevenzione;
  • interventi per mantenere autonomia e qualità della vita.

Da qui, la crescita sempre maggiore di professionisti specializzati. Secondo il sistema informativo Excelsior di Unioncamere, infatti, le professioni della sanità e dei servizi alla persona sono oggi tra quelle con le maggiori difficoltà di reperimento.

Più di sei assunzioni su dieci (oltre il 60%) risultano complicate perché le imprese e le strutture sanitarie faticano a trovare candidati con competenze adeguate. Le ragioni sono diverse e, oltre al numero insufficiente di professionisti qualificati rispetto alla domanda, hanno a che fare anche con:

  • l’evoluzione dei servizi territoriali;
  • la necessità di competenze sempre più specialistiche;
  • il disallineamento tra formazione e richieste del mercato.

E queste criticità riguardano sia il settore pubblico sia quello privato e interessano:

  • ospedali;
  • Rsa e centri riabilitativi;
  • poliambulatori;
  • strutture termali, di medicina sportiva e numerose realtà dedicate al benessere della persona.

Le figure più ricercate

Secondo l’Osservatorio Assolavoro Datalab, in questo settore oltre il 50% della domanda di personale si concentra nelle professioni dedicate alla:

  • riabilitazione;
  • assistenza;
  • prevenzione.

Si tratta di figure che si occupano della gestione di patologie già presenti, ma anche della promozione del benessere e della prevenzione delle limitazioni funzionali che possono compromettere l’autonomia delle persone. Negli ultimi anni è infatti aumentata l’attenzione verso percorsi finalizzati al miglioramento della mobilità, della qualità della vita e del benessere psicofisico.

Per questo motivo crescono le opportunità lavorative anche in contesti diversi dagli ospedali tradizionali, come:

  • centri fisioterapici;
  • strutture riabilitative;
  • poli di medicina dello sport;
  • stabilimenti termali;
  • Spa medicali;
  • centri dedicati alla prevenzione e al recupero motorio.

Da quello che è emerso dal report sul mercato del lavoro elaborato da Cnel, Unioncamere e Istat circa un giovane su due incontra difficoltà legate al mancato allineamento tra le competenze acquisite durante il percorso formativo e quelle richieste dalle imprese. Nel settore sanitario, invece, questo non succede, proprio perché la domanda continua ad aumentare e perché il fabbisogno di personale cresce più rapidamente dell’offerta disponibile.

Questo rende le professioni della salute tra quelle che offrono oggi le prospettive occupazionali più interessanti.