Eclissi solare del 12 agosto, quali sono gli occhiali giusti e quanto costano: tutti i rischi

Sono solo 25 i produttori mondiali di lenti adatte a guardare direttamente il Sole durante un'eclissi. La cosa più importante, però, è non affidarsi a filtri di fortuna.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Tra i tanti appuntamenti astronomici che popolano il calendario, ce n’è uno talmente sensazionale da attirare l’attenzione anche dei meno appassionati. Un evento raro che premia la curiosità scientifica, ma che richiede adeguate garanzie per la salute della vista. Oltre agli aspetti spettacolari dell’osservazione dell’eclissi solare, l’evento porta con sé dubbi ricorrenti sui metodi di fruizione sicura. La risposta del mondo scientifico è chiaramente orientata alla prevenzione.

Oftalmologi e società scientifiche ricordano l’importanza di utilizzare filtri solari certificati Iso 12312-2. Lungi dall’essere una semplice precauzione accessoria, l’uso corretto di visori omologati è il pilastro fondamentale e scientificamente validato per la prevenzione di danni retinici durante la visione del fenomeno.

Cosa succede se si guarda direttamente l’eclissi

Estendere l’attenzione alla scelta dei dispositivi di protezione non è un vezzo formale, ma una buona pratica che si fonda sulla reale fisica della radiazione:

  • i raggi visibili ad alta intensità, durante un’eclissi parziale possono ingannare il riflesso pupillare a causa del ridotto contrasto di luminosità ambientale;
  • i raggi UV e infrarossi che mantengono inalterata la propria carica di energia persino quando il disco solare appare quasi del tutto coperto.

Nonostante le radiazioni invisibili non causino una sensazione immediata di dolore a livello oculare, così come sembrano innocue per la pelle in inverno, sono in grado di penetrare in profondità esattamente come la luce visibile, causando sollecitazioni termiche e fotochimiche al tessuto retinico. Una sollecitazione progressiva che altera i meccanismi biologici della visione. Per questo serve una protezione specifica e certificata sulle aree visive durante l’intera fase di osservazione.

Chi produce gli occhiali per l’eclissi

Secondo i dati forniti dalla American Astronomical Society, il settore industriale che gravita attorno agli eventi astronomici si concentra su circa 25 produttori verificati a livello globale. I dati sulla produzione e distribuzione evidenziano un mercato in cui le certificazioni di laboratorio e la conformità agli standard internazionali giocano un ruolo più importante di quel che si potrebbe immaginare.

Luogo di produzione Produttori
Stati Uniti American Paper Optics, Rainbow Symphony, Thousand Oaks
Cina Cangnan County Qiwei Craft, Hangzhou Retsing, Jaxy Optical
Europa Celestech (Spagna), Baader Planetarium (Germania), Absolute Eclipse (Lituania)
Italia Eclissami, Auriga (brand DiProgress Edu)

La domanda di filtri ad alta sicurezza rappresenta ormai la totalità della richiesta per i dispositivi omologati Iso 12312-2, che stanno spingendo le aziende verso volumi produttivi imponenti. Gli occhialini in cartoncino fustellato continuano a registrare una presenza capillare grazie alla loro praticità ed economicità su larga scala.

Quanto costano gli occhiali da Sole per le eclissi

I modelli più economici sono gli occhialini usa e getta con montatura in cartoncino e filtro in polimero nero. Venduti all’ingrosso da colossi come la cinese Cangnan County Qiwei Craft o la spagnola Celestech, hanno costi di produzione industriali di pochi centesimi e arrivano al pubblico a un prezzo compreso tra 1,50 e 3,00 euro al pezzo.

All’estremità opposta, ci sono i visori rigidi e i filtri astronomici professionali. Marchi storici del settore come la tedesca Baader Planetarium o la statunitense Thousand Oaks Optical propongono montature in plastica ad alta densità, lenti rigide trattate o filtri in vetro per telescopi e ottiche di precisione che variano dai 15 fino a oltre 50 euro.

La differenza di prezzo non risiede nel livello di protezione oculare bensì sulla durata nel tempo, sulla qualità della montatura e sulla trasparenza ottica del filtro, che sui modelli meno economici riduce le distorsioni visive e consente un’osservazione più nitida del disco solare.

Come proteggere la vista: le cose da sapere sui filtri di fortuna

Correva l’anno 1999 l’ultima volta che si verificò un evento astronomico di questa portata. All’epoca non era così impopolare vedere persone fermarsi a osservare l’eclissi attraverso pezzi di lastre mediche. I report e le indicazioni di ambito, però, ci dicono che non rientrano nei metodi appropriati per proteggere la vista nel momento dell’osservazione diretta dei raggi solari. Pur riducendo l’abbagliamento visibile, non garantiscono l’abbattimento della radiazione ultravioletta.

Le lenti da sole tradizionali, anche se sovrapposte o molto scure, non possiedono la densità ottica necessaria per il fissaggio diretto del Sole. I vetri affumicati, i CD o le pellicole fotografiche presentano difformità nell’attenuazione della luce e non schermano lo spettro invisibile. Infine, mezzi come binocoli, telescopi o fotocamere sono i più sconsigliati di tutti. Essendo privi di filtri solari frontali, concentrano la radiazione solare e moltiplicano l’intensità del fascio luminoso diretto all’occhio.