AppIO, da febbraio 2021 accesso ai servizi pubblici con smartphone obbligatorio

L’app IO dei servizi pubblici è un unico canale attraverso cui tutti gli enti, locali e nazionali (Comuni, Regioni, agenzie centrali) offrono i propri servizi al cittadino

L’app IO dei servizi pubblici è un unico canale attraverso cui tutti gli enti, locali e nazionali (Comuni, Regioni, agenzie centrali) offrono i propri servizi al cittadino, in modo semplice e personalizzato, direttamente su smartphone (qui trovate la guida veloce di QuiFinanza).

Le tappe di IO

L’obiettivo è contribuire a semplificare i rapporti tra cittadini e Pubblica amministrazione. IO ha preso il via nella primavera 2019 in versione closed-beta, con oltre un migliaio di cittadini in diversi territori: solo un numero limitato di persone, invitate dai 6 enti che per primi hanno aderito al progetto (ACI, Comuni di Milano, Torino, Palermo, Ripalta Cremasca e Valsamoggia), avevano potuto installare e testare IO sul proprio smartphone.

L’obiettivo della prima fase era stato raccogliere i feedback dei beta tester durante l’utilizzo dell’app con un primo set di funzionalità e servizi reali, così da risolvere eventuali bug, ottimizzare l’uso dell’applicazione e rendere IO sempre più “a misura di cittadino” in vista del primo “rilascio” pubblico.

Nella primavera 2020, IO è entrata finalmente nella seconda fase della sperimentazione, con la pubblicazione della prima versione open beta dell’app sugli store online. Si tratta di un passo fondamentale verso l’adozione su vasta scala di un’app che rivoluzionerà completamente il nostro modo di rapportarci con la Pubblica Amministrazione.

App IO, cosa cambia con il Decreto semplificazione

Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale, ha stabilito che l’app IO sarà il canale per accedere da smartphone a tutti i servizi pubblici resi in digitale.

E, novità importantissima, il decreto introduce per i vari rami della Pubblica amministrazione l’obbligo di rendere fruibili i propri servizi in rete tramite l’applicazione IO. Le strutture pubbliche sono tenute ad avviare progetti di trasformazione digitale entro il 28 febbraio 2021.

L’applicazione IO, attraverso un apposito servizio, consentirà ai cittadini di effettuare autocertificazioni o di presentare istanze e dichiarazioni utilizzando il proprio telefono cellulare. Con IO si potranno effettuare i pagamenti alla Pubblica Amministrazione attraverso la piattaforma PagoPa, integrata nell’app.

Fino ad oggi, i cittadini che per evitare le file agli sportelli decidevano di utilizzare i servizi online, dovevano districarsi tra le diverse piattaforme digitali dei vari enti.

Con IO, le amministrazioni mettono finalmente a disposizione degli utenti, tramite un’unica app, i servizi resi in digitale. In questo modo consentono di gestire operazioni o effettuare pratiche in modo rapido, puntuale e sicuro, comodamente dal proprio smartphone.

Per cosa si può usare IO

Ricordiamo che l’appIO i cittadini possono accedere alle funzioni comuni dei servizi pubblici di tutti gli enti di loro interesse (nazionali e locali) integrati sull’app. In concreto, si può:

  • ricevere messaggi e comunicazioni da un ente, con la possibilità di archiviarle
  • ricordare e gestire le proprie scadenze verso la Pubblica Amministrazione, come carta d’identità, permessi ZTL, bandi per iscrizione agli asili nido, ecc., aggiungendo i promemoria nel proprio calendario personale con un clic
  • ricevere avvisi di pagamento, con la possibilità di pagare servizi e tributi, come il bollo auto, la TARI, la mensa scolastica, le multe, ecc., comodamente dall’app in pochi secondi, direttamente dal messaggio o tramite scansione QR dell’avviso cartaceo, portando sempre con sé lo storico delle operazioni e le ricevute di pagamento
  • prossimamente, ottenere certificati, notifiche e atti pubblici, da conservare nel proprio smartphone
  • prossimamente, avere sempre a disposizione i propri documenti personali in formato digitale, come codice fiscale, patente, tessera sanitaria.

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