I sondaggi politici mostrano un lieve arretramento fra i tre più grandi partiti italiani. Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni perde il -0,2% andando al 27,7%.
Il Partito Democratico di Elly Schlein perde il -0,3% calando al 21,8%. E il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte lascia per strada il -0,1% andando al 13,2%.
Indice
Ultimissimi sondaggi politici, chi è in vantaggio
I dati riportati in basso mostrano le ultime rilevazioni dei sondaggi elettorali. Si evidenzia chi ottiene consenso e chi lo perde nel confronto tra i partiti guidati dai leader italiani secondo l’ultima rilevazione Swg per il Tg di La7 del 22 giugno 2026.
Cioè: Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati), eccetera.
Di seguito si mostrano le intenzioni di voto al 22 giugno, con variazione rispetto all’15 giugno:
- Fratelli d’Italia – 27,7% (-0,2%);
- Partito Democratico – 21,8% (-0,3%);
- Movimento 5 Stelle – 13,2% (-0,1%);
- Forza Italia – 7,4% (+0,2%);
- Alleanza Verdi e Sinistra – 6,6% (+0,1%);
- Lega – 5,4% (+0,1%);
- Futuro Nazionale – 5,3% (=);
- Azione – 3,7% (+0,2%);
- Italia Viva – 2,5% (+0,1%);
- +Europa – 1,6% (=);
- Noi Moderati – 1% (-0,1%);
- Ora! – 1% (=);
- altre liste – 2,8% (=).
Non si esprime il 27% degli intervistati (=).
Nota metodologica
Sondaggio realizzato fra popolazione italiana maggiorenne con metodo di campionamento stratificato per zona di residenza e quote per età e genere e ponderato successivamente per le variabili di età, genere, zona di residenza, studio e voto alle ultime elezioni europee; consistenza numerica campione intervistati 1.200 intervistati e 4.320 non rispondenti; campione rappresentativo dell’universo di riferimento per genere, età, zona, partito votato alle ultime elezioni europee. margine di errore +/- 2,8%; sondaggio realizzato con tecnica di rilevazione online CAWI, telefonica CATI e CAMI.
Lo stato della politica italiana
Dopo movimenti più violenti nei giorni scorsi, i partiti politici sembrano attraversati da scosse di assestamento o da sostanziale stabilità. Il movimento più forte questa settimana riguarda il PD, che perde il -0,3% andando al 21,8%.
Per il resto, la Lega riesce a tornare davanti a FN, anche se di poco: Salvini è al 5,4% e Vannacci al 5,3%.
Calenda si pone ampiamente sopra la soglia di sbarramento che è fissata al 3%: Azione oggi vale il 3,7%.
Anche Renzi riduce la distanza dallo sbarramento (2,5%): se IV riuscisse a superare la soglia fatidica potrebbe correre da solo.
Le coalizioni politiche oggi
Qui lo stato delle possibili coalizioni politiche a destra:
- centrodestra senza Vannacci – 41,5%;
- centrodestra con Vannacci – 46,8%.
Qui lo stato delle possibili coalizioni politiche a sinistra:
- campo largo senza Renzi e Magi – 41,6%;
- campo largo con Renzi e Magi – 45,7%.
Come si nota, la formazione base del campo largo (cioè quella immortalata nella famosa foto che mostrava Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni sorridenti a tavola) ottiene oggi il 41,6% delle intenzioni di voto, un decimale sopra la coalizione conservatrice emersa vincitrice dalle elezioni politiche 2022.
Sulla carta, i conservatori potrebbero arrivare a quota 46,8% includendo Roberto Vannacci (FN). Cosa non semplice: per trovare la quadra, la candidata premier Giorgia Meloni dovrebbe riuscire a individuare una sintesi fra la visione di estrema destra dell’ex generale e le istanze moderate di Antonio Tajani (FI) e Maurizio Lupi (NM).
I partiti, intanto, continuano a lavorare sulle alchimie in vista delle elezioni politiche 2027.
Ipotesi elezioni anticipate
Secondo alcune indiscrezioni di stampa, la premier Meloni starebbe accarezzando l’idea di portare il Paese a elezioni anticipate ad aprile 2027, cioè circa un semestre prima della naturale scadenza della legislatura. Il motivo: per arginare la lenta e costante crisi di consenso, la premier punterebbe a votare il prima possibile. La Lega, però, non ci sta: il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha fatto sapere che la prossima grande riforma in cantiere è quella dell’autonomia differenziata, vecchio cavallo di battaglia del Carroccio. I tempi delle elezioni anticipate, dunque, sarebbero incompatibili con quelli di tale riforma.