Pensione: requisiti e opzioni per andarci nel 2021

Pensione di vecchiaia e pensione anticipata il prossimo anno in base alle opzioni previste dalla normativa vigente.

Governo e parti sociali proseguono nel confronto che dovrà portare ad una riforma organica del sistema previdenziale dopo la chiusura della parentesi Quota 100 a fine 2021. Nel ventaglio di opzioni rientra ora anche quella della “doppia flessibilità in uscita”. Le due uscite flessibili al vaglio delle parti riguarderebbero l’ipotesi di una quota 98 agevolata per chi svolge lavori gravosi e usuranti e una seconda possibile uscita a quota 101, con età minima fissata a 64 anni.

Nel frattempo, per i lavoratori che accederanno al trattamento pensionistico nel 2021, ecco le opzioni e i requisiti – relativi alla legge vigente – per la pensione di vecchiaia e per la pensione anticipata.

L’assegno si abbassa
Intanto il primo punto fermo è che l’assegno 2021 scenderà leggermente rispetto a quello del 2020 in virtù del decreto 1° giugno 2020 di revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo. Coefficienti che passano:

  • da 4,20% in corrispondenza dei 57 anni a 4,186% (-0,33% circa);
  • da 6,513% in corrispondenza dei 71 anni al 6,466% (-0,7216% circa).

Pensione di vecchiaia 2021
Nel 2021 si potrà accedere alla pensione di vecchiaia con:

  • 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi per la generalità dei lavoratori;
  • 66 anni e 7 mesi di età per gli addetti alle mansioni gravose;
  • 5 anni di contributi a patto di aver compiuto i 71 anni di età per chi rientra interamente nel regime contributivo.

Come requisito ulteriore per accedere alla pensione di vecchiaia, a chi rientra nel sistema misto, viene richiesto di aver maturato alla data di richiesta del pensionamento un assegno previdenziale pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale.

Pensione anticipata 2021
L’opzione è vincolata non all’età anagrafica quanto agli anni contributivi. In dettaglio, per la pensione anticipata nel 2021 sono richiesti:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

L’adeguamento degli anni contributivi alle speranze di vita è stato bloccato dal decreto 4/2019, che però ha introdotto una finestra mobile di tre mesi per poter effettivamente andare in pensione anticipata.

Pensione anticipata contributiva 2021
Chi rientra nel sistema interamente contributivo ha un’opzione di pensione anticipata in più e può ritirarsi dal lavoro con 64 anni di età e 20 anni di contributi, a patto di aver maturato un assegno previdenziale di importo pari o superiore a 2,8 volte l’assegno sociale. Rientrano nel sistema contributivo i lavoratori appartenenti ad una delle seguenti categorie:

  • privi di anzianità contributiva al 1° gennaio 1996;
  • con anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, purché abbiano anche 15 anni di contribuzione versata, di cui 5 successivi al 1995.

Pensione anticipata precoci 2021
Ai cosiddetti lavoratori precoci viene concessa un’ulteriore opzione: la pensione anticipata con soli 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età anagrafica (Quota 41). Requisito valido sia per uomini che per donne, che si aggiunge a quello di rientrare in una delle seguenti categorie tutelate.

  • dipendenti in stato di disoccupazione, a causa di un licenziamento individuale o collettivo, per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano terminato da almeno 3 mesi, la fruizione della NASPI o altra indennità spettante;
  • caregiver, ovvero lavoratori dipendenti ed autonomi che al momento della domanda, assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 194;
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori che svolgono attività usuranti o particolarmente gravose. Le mansioni faticose che permettono questo specifico pre-pensionamento devono essere state svolte per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa e sono specificate dalla legge 67/2011.

L’assegno viene calcolato con il sistema misto e la decorrenza del trattamento scatta trascorsi tre mesi (finestra mobile).

Pensione anticipata usuranti 2021
Per gli impiegati in lavori usuranti elencati nel decreto legislativo n. 67/2011 svolti per almeno la metà della vita lavorativa, o per almeno sette anni negli ultimi dieci, è prevista la possibilità di andare in pensione anticipata con la cosiddetta quota 97,6 che prevede:

  • almeno 61 anni 7 mesi di età;
  • almeno 35 anni di contributi.

Quota 100 nel 2021
Quota 100 resterà in vigore per almeno un altro anno. Un’opzione che consente di andare in pensione qualora la somma tra età anagrafica e contributi sia pari a 100, a patto però di essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • età anagrafica pari almeno a 62 anni;
  • anzianità contributiva pari almeno a 38 anni.

Prevista sempre una finestra mobile di tre mesi per l’accesso effettivo alla pensione.

Ape Sociale e Opzione Donna
Proroga pressoché certa al 2021 per due misure pensionistiche che riguardano particolari categorie di lavoratori: Ape sociale e Opzione Donna. Si pensa inoltre di allargare la platea dell’APe Sociale a lavoratori che ora sono esclusi, come i disoccupati che non hanno diritto alla NASpI e i lavoratori fragili rispetto al rischio Covid.
L’Ape Sociale è riservato, fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia, a specifiche categorie di lavoratori caratterizzati da condizioni di disagio, a patto che:

  • manchino solo 3 anni e 7 mesi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia;
  • si abbiano almeno 63 anni di età;
  • si siano maturati almeno 30/36 anni di contributi a seconda dei casi, con un bonus di un anno per ciascun figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

L’Opzione Donna permette alle lavoratrici di ritirarsi con 58 anni di età (59 se autonome) e 35 di contributi a patto di accettare un assegno previdenziale calcolato con il solo criterio contributivo. La finestra mobile in questo caso è di 12 mesi (18 per le autonome).

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