Spread Btp-Bund a 80 punti, rendimento decennale sotto il 4%: come muoversi

Apre in calo a 80,1 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi contro gli 80,4 punti della chiusura precedente

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Apertura in lieve flessione per lo spread tra Btp e Bund nella seduta di mercoledì 26 agosto 2026. A inizio giornata il differenziale di rendimento tra il Btp decennale di riferimento e il corrispondente Bund tedesco si è attestato a 80 punti base, uno in meno rispetto alla chiusura di ieri. In calo anche il rendimento del Btp decennale, sceso sotto la soglia psicologica del 4%, con un primo scambio al 3,99%, contro il 4,01% della chiusura precedente.

Il calo dello spread e del rendimento arriva dopo una settimana di tensioni sui mercati obbligazionari europei, con vendite generalizzate che avevano spinto i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona verso i massimi recenti.

Cosa significa uno spread a 80 punti base

Lo spread Btp-Bund misura la distanza tra il rendimento richiesto dal mercato per acquistare un titolo di Stato italiano a 10 anni e quello richiesto per il corrispondente titolo tedesco. Con uno spread di 80 punti base, la differenza è pari a 0,80 punti percentuali. In altre parole, se il Bund decennale rende circa il 3,19–3,20%, il mercato chiede al Btp italiano un rendimento superiore di circa 0,80 punti percentuali.

Questo dato non rappresenta direttamente quanto guadagnerà il risparmiatore acquistando un Btp. Lo spread è infatti soprattutto un indicatore della diversa percezione del rischio associato ai due emittenti e delle condizioni del mercato obbligazionario. Per il piccolo investitore, quando valuta un nuovo acquisto, sono quindi più importanti il rendimento del singolo Btp, il prezzo al quale il titolo viene acquistato e la sua scadenza.

Chi ha acquistato Btp nei mesi o negli anni scorsi non dovrebbe reagire alle piccole oscillazioni giornaliere dello spread. Il solo movimento dello spread, infatti, non rappresenta di per sé un motivo sufficiente per vendere titoli già in portafoglio.

Per chi ha liquidità sul conto e vuole comprare Btp oggi, un rendimento lordo intorno al 4% su base annua per un orizzonte di dieci anni rappresenta un livello interessante rispetto all’inflazione attesa e ai rendimenti offerti dai normali conti correnti. Nella seduta di ieri, martedì 25 agosto, lo spread aveva chiuso a 81 punti e il Btp decennale al 4,01%.

Italia, Francia e Spagna: chi paga di più sui mercati

Anche gli altri grandi Paesi dell’Eurozona restano sotto osservazione, con dinamiche differenti tra i vari mercati. Questo il quadro di riferimento con gli altri grandi emittenti dell’area euro (dati di apertura del 26 agosto):

  • Btp italiano 10 anni – rendimento circa 3,99–4,00%, spread 80 punti;
  • Oat francese 10 anni – rendimento intorno al 4,04–4,10%, spread 84–87 punti;
  • Bonos spagnolo 10 anni – rendimento intorno al 3,71%, spread 45 punti;
  • Bund tedesco 10 anni – rendimento intorno al 3,19–3,20%.

I mercati riconoscono oggi ai titoli italiani una stabilità relativa superiore a quella dell’emittente transalpino. La Spagna resta tuttavia il Paese più avvantaggiato del Sud Europa, con uno spread a 45 punti e un tasso al 3,71%.

Asta dei Btp Short Term, le caratteristiche

Intanto oggi sarà effettuata l’asta di un BTP Short Term con le seguenti caratteristiche:

  • codice ISIN: da attribuire;
  • data di emissione: 28 agosto 2026;
  • data di scadenza: 30 ottobre 2028;
  • cedola annuale: 3%;
  • importo minimo offerto: 2,3 miliardi di euro;
  • importo massimo offerto: 3 miliardi di euro;
  • provvigione di collocamento: 0,075%;
  • % Importo asta supplementare: 30%;

L’asta si svolgerà con il meccanismo dell’asta marginale. Il Tesoro stabilirà in modo discrezionale sia il prezzo di aggiudicazione sia la quantità effettivamente emessa, all’interno degli intervalli di emissione già indicati.

La sottoscrizione minima è fissata a 1.000 euro. Se le richieste al prezzo marginale supereranno la quantità disponibile, le offerte a quel prezzo verranno ripartite in proporzione (pro-quota), applicando gli opportuni arrotondamenti.