Dall’inizio del 2026 il costo dell’energia per le famiglie europee continua a risentire degli shock del triennio precedente.
Dopo l’impennata seguita all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, i prezzi di elettricità e gas si sono stabilizzati nel 2023-2024, ma restano più alti rispetto ai livelli pre-crisi.
Indice
Il costo delle bollette in Europa
A certificarlo è l’Household Energy Price Index (Hepi), elaborato da Energie-Control Austria, Mekh e VaasaEtt, che fotografa un’Europa spaccata in due: capitali occidentali e nordiche con tariffe nominali elevate, città dell’Europa centrale e orientale con prezzi apparentemente bassi ma con un impatto molto più pesante sui bilanci familiari se si tiene conto del potere d’acquisto.
Secondo Eurostat, in media nell’Unione europea elettricità, gas e altri combustibili assorbono il 4,6% della spesa complessiva delle famiglie.
La quota cresce sensibilmente per i nuclei a basso reddito, per i quali la bolletta energetica rappresenta una voce particolarmente pesante. È in questo scarto tra prezzo nominale e capacità di spesa reale che si gioca oggi una parte rilevante della frattura energetica europea.
Come cambia la bolletta elettrica
Al 2 gennaio 2026 le tariffe dell’elettricità per le utenze domestiche oscillano tra gli 8,8 centesimi di euro per kWh di Kyiv e i 38,5 centesimi di Berna, a fronte di una media Ue pari a 25,8 c€/kWh. Subito dietro la capitale svizzera si collocano Berlino (38,4), Bruxelles (36,5), Dublino (36,5), Londra (36,4) e Praga (36,4). Le cinque maggiori economie europee presentano tutte prezzi superiori alla media dell’Unione, confermando un pattern strutturale: i grandi mercati maturi pagano l’energia più cara, anche per effetto di oneri di sistema, fiscalità ambientale e costi di rete.
Sul versante opposto, oltre a Kiev emergono Budapest (9,6), Podgorica (11,1) e Belgrado (11,6) come capitali con le tariffe nominali più basse. In generale l’Europa centrale e orientale registra prezzi inferiori alla media Ue, con l’eccezione di Praga, che si colloca stabilmente tra le città più care del continente. La spiegazione di queste differenze non risiede in un solo fattore. Contano :
- il mix energetico (peso del gas naturale, nucleare, rinnovabili);
- le modalità di approvvigionamento dei fornitori;
- le strategie tariffarie;
- i meccanismi di sussidi incrociati;
- il livello di tassazione e dei costi di distribuzione.
Il caso tedesco è emblematico: oneri di rete e componenti fiscali incidono in modo decisivo sulla posizione di Berlino nelle classifiche.
Qui sotto il costo dell’elettricità residenziale, tasse incluse a gennaio 2026 (euro per kWh):
| Posizione | Città | Prezzo elettricità | Prezzo reale (su potere d’acquisto) |
|---|---|---|---|
| 1 | Berna | 38,5 | 23,5 |
| 2 | Berlino | 38,4 | 34,4 |
| 3 | Bruxelles | 36,5 | 32,5 |
| 4 | Dublino | 36,5 | 30,8 |
| 5 | Londra | 36,4 | 29,9 |
| 6 | Praga | 36,4 | 43,5 |
| 7 | Vienna | 32,9 | 28,6 |
| 8 | Roma | 32 | 33,5 |
| 9 | Varsavia | 30,3 | 41,4 |
| 10 | Nicosia | 29,9 | 32,8 |
| 11 | Bucarest | 28,6 | 49 |
| 12 | Vilnius | 28,4 | 36,4 |
| 13 | Parigi | 27,4 | 25,1 |
| 14 | Riga | 26,5 | 34,4 |
| 15 | Copenaghen | 26,3 | 20,1 |
| 16 | Madrid | 26,2 | 29,2 |
| 17 | Media Ue | 25,8 | 28,1 |
| 18 | Lussemburgo | 25,4 | 19,3 |
| 19 | Lisbona | 25,4 | 30,8 |
| 20 | Amsterdam | 24,5 | 20,9 |
| 21 | Atene | 23,8 | 29,3 |
| 22 | Tallinn | 23 | 25,2 |
| 23 | Lubliana | 22,1 | 25,3 |
| 24 | Stoccolma | 21,3 | 17,4 |
| 25 | Helsinki | 20,8 | 17,3 |
| 26 | Bratislava | 20,3 | 25,3 |
| 27 | Zagabria | 17,8 | 24,9 |
| 28 | Sofia | 15 | 24,4 |
| 29 | Oslo | 13,4 | 10,9 |
| 30 | La Valletta | 12,3 | 13,3 |
| 31 | Belgrado | 11,6 | 19 |
| 32 | Podgorica | 11,1 | 19,7 |
| 33 | Budapest | 9,6 | 13,2 |
| 34 | Kiev | 8,8 | nd |
Se i prezzi vengono corretti per gli standard di potere d’acquisto (Pps), la mappa europea dell’elettricità cambia radicalmente. In termini di Pps, le tariffe vanno da 10,9 a Oslo fino a 49 a Bucarest. Il ricalcolo produce spostamenti clamorosi: Berna scende dal primo posto come città più cara in euro al 22º in PPS; Lussemburgo passa dal 17º al 26º; Bucarest balza dall’11º posto nominale al primo in Pps; Riga sale dal 14º al quinto.
Il messaggio è chiaro: nelle capitali dell’Europa orientale il prezzo basso dell’energia nasconde un onere reale molto più gravoso per le famiglie, perché i redditi medi sono inferiori. Al contrario, molte città dell’Europa occidentale e settentrionale, pur risultando care in termini nominali, diventano relativamente più accessibili quando il costo viene rapportato al potere d’acquisto. La dimensione sociale della transizione energetica emerge qui con forza: senza correttivi redistributivi, i rincari colpiscono in modo sproporzionato i Paesi e i gruppi sociali più fragili.
Il prezzo del gas
Sul fronte del gas, nel gennaio 2026 le tariffe domestiche variano da 1,6 c€/kWh a Kyiv a 35 c€/kWh a Stoccolma. All’interno dell’Ue, il prezzo praticato nella capitale svedese è oltre 13 volte superiore a quello di Budapest (2,6 c€/kWh). Amsterdam segue a distanza con 17,4 c€/kWh: a Stoccolma il gas costa il doppio rispetto alla seconda classificata.
Il rapporto Hepi collega questo divario alla struttura peculiare del mercato svedese del gas: l’intero Paese conta circa 77.000 clienti domestici, di cui 50.000 collegati alla rete isolata di Stoccolma. Un mercato di nicchia, con scarsa concorrenza e costi infrastrutturali elevati, che si traduce in tariffe fuori scala.
Tra le altre capitali più care figurano Berna (15,8), Lisbona (13,8), Roma (13,6), Parigi (12,8), Vienna (12,7), Dublino (11,7) e Praga (10,7), tutte sopra la media Ue di 10,6 c€/kWh. Le differenze di prezzo dipendono da un insieme di fattori strutturali e congiunturali: strategie di approvvigionamento, condizioni meteo-climatiche, livelli di stoccaggio, interconnessioni di mercato, sussidi incrociati e composizione delle tariffe.
Qui sotto il costo del gas, tasse incluse a gennaio 2026:
| Posizione | Città | Prezzo gas | Prezzo reale (su potere d’acquisto) |
|---|---|---|---|
| 1 | Stoccolma | 35 | 28,5 |
| 2 | Amsterdam | 17,4 | 14,9 |
| 3 | Berna | 15,8 | 9,7 |
| 4 | Lisbona | 13,8 | 16,7 |
| 5 | Roma | 13,6 | 14,2 |
| 6 | Parigi | 12,8 | 11,8 |
| 7 | Vienna | 12,7 | 11 |
| 8 | Dublino | 11,7 | 9,8 |
| 9 | Praga | 10,7 | 12,7 |
| 10 | Media Ue | 10,6 | 11,2 |
| 11 | Lubliana | 10,4 | 12 |
| 12 | Berlino | 9,7 | 8,6 |
| 13 | Madrid | 9,3 | 10,4 |
| 14 | Lussemburgo | 8,9 | 6,7 |
| 15 | Varsavia | 8,3 | 11,4 |
| 16 | Sofia | 8,3 | 13,4 |
| 17 | Bratislava | 8,3 | 10,3 |
| 18 | Vilnius | 8,2 | 11,5 |
| 19 | Riga | 8 | 10,3 |
| 20 | Bruxelles | 7,8 | 6,9 |
| 21 | Londra | 7,7 | 6,3 |
| 22 | Tallinn | 7,6 | 8,3 |
| 23 | Atene | 7 | 8,6 |
| 24 | Bucarest | 5,6 | 9,6 |
| 25 | Zagabria | 5,4 | 7,6 |
| 26 | Belgrado | 4,6 | 7,5 |
| 27 | Budapest | 2,6 | 3,6 |
| 28 | Kiev | 1,6 | nd |
Anche per il gas l’aggiustamento in Pps modifica le gerarchie, pur lasciando Stoccolma al primo posto come città più cara in termini relativi: i valori vanno da 3,6 a Budapest a 28,5 a Stoccolma. Le divergenze tra classifica nominale e in Pps sono marcate: Berna scende dal terzo al sesto posto, Lussemburgo dal 13º al 24º, Berlino dall’11º al 18º. Al contrario, Sofia sale dal 15º al quinto posto, Vilnius dal 17º all’11º e Bucarest dal 23º al 17º.
Il dato di fondo resta coerente con quanto osservato per l’elettricità: le capitali con prezzi nominali bassi risultano spesso tra le più care quando si tiene conto dei livelli di reddito. Le città occidentali e nordiche, pur con tariffe elevate, appaiono relativamente più sostenibili per le famiglie in termini di capacità di spesa. Budapest e Stoccolma rappresentano due eccezioni speculari: la prima resta tra le più economiche anche in Pps, la seconda rimane stabilmente la più onerosa.