Nel 2025 è salito l’importo dei mutui richiesti dalle famiglie italiane per acquistare casa. Secondo Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, l’importo medio è arrivato a 127.998 euro, con un aumento del 2,6% rispetto al 2024.
Dopo anni di sostanziale stabilità, il valore medio dei mutui ha quindi imboccato una fase di crescita a partire dal 2022. Tra il 2015 e il 2021, infatti, gli importi si erano mantenuti in una fascia compresa tra 111.000 e 115.000 euro. Il cambio di passo è arrivato negli ultimi anni, con una progressione costante che ha portato al dato attuale.
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Il mercato dei mutui in Italia
Questo incremento riflette una trasformazione più ampia del mercato immobiliare e del credito, dove le famiglie si orientano verso immobili con prezzi più elevati.
Uno degli indicatori più significativi riguarda la distribuzione delle fasce di finanziamento. I mutui compresi tra 150.000 e 250.000 euro sono passati dal 14% al 17,5% del totale.
Si tratta di un segnale diretto dell’aumento dei prezzi delle abitazioni, che spinge verso richieste di finanziamento più consistenti. Parallelamente, le famiglie cercano soluzioni per mantenere sostenibile la rata mensile.
Di seguito, l’andamento dell’importo medio dei mutui erogati in Italia nell’arco di un decennio (eonte Kìron Partner SpA, Gruppo Tecnocasa):
- 2015 – 111.300 euro;
- 2016 – 115.100 euro;
- 2017 – 112.500 euro;
- 2018 – 115.100 euro;
- 2019 – 111.700 euro;
- 2020 – 113.500 euro;
- 2021 – 115.930 euro;
- 2022 – 122.835 euro;
- 2023 – 114.368 euro;
- 2024 – 124.763 euro;
- 2025 – 127.998 euro.
Durata dei finanziamenti in lieve aumento
Per compensare l’aumento degli importi, si registra un leggero allungamento dei piani di rimborso. Nel 2025 la durata media dei mutui si attesta a 26,8 anni, in crescita rispetto ai 26,7 anni del 2024.
Efficienza energetica e valore degli immobili
Un altro elemento sempre più rilevante è la classe energetica degli immobili: le abitazioni in classe A possono avere valori anche fino al 50% superiori rispetto a quelle meno efficienti. Questo fattore incide direttamente sull’importo richiesto per il mutuo, contribuendo all’aumento del ticket medio.
Come cambia il mercato dei mutui
Tirando le somme, le famiglie tornano a investire nell’acquisto della casa ma lo fanno in uno scenario caratterizzato da prezzi più alti. L’analisi riportata si basa su 183.971 operazioni concluse tra il 2015 e il 2025 dalla rete Kìron.
I mutui in Italia nel 2026
Di seguito una panoramica preliminare del mercato dei mutui nel 2026.
Nel primo trimestre dell’anno, secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, l’acquisto della prima casa si conferma la principale motivazione per la richiesta di finanziamenti, rappresentando il 71,8% del totale. A dominare è il tasso fisso, scelto dal 91% dei richiedenti, segno di una forte avversione all’incertezza.
La Bce ha avvertito che le tensioni correlate alla guerra in Medio Oriente potrebbero alimentare l’inflazione e frenare la crescita. Questo si potrebbe tradurre in condizioni più rigide per i nuovi mutui.
In Italia l’impatto è visibile ma meno brusco rispetto ad altri contesti: i tassi sui nuovi mutui sono saliti, le rate si sono appesantite e il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto.
Secondo uno studio della Fabi, a inizio 2026 il tasso medio sui mutui nel Paese si attesta al 3,55%, sopra la media europea del 3,23% e distante da Paesi come Spagna (2,49%) e Francia (3,06%). Il divario si traduce in rate mensili più alte e in un costo complessivo dei finanziamenti più oneroso per le famiglie italiane.