Affitti brevi 2024, la Toscana prima in Italia per giro d’affari

La classifica 2024 delle Regioni italiane che più guadagnano dagli affitti brevi, prima la Toscana con un fatturato di 1,3 miliardi di euro.

Foto di Riccardo Castrichini

Riccardo Castrichini

Giornalista

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing e ha un Master in Radio, Tv e Web Content. Ha collaborato con molte redazioni e radio.

Mentre in Italia continua la discussione sugli affitti brevi, spinta principalmente da chi è attivo nel settore dell’accoglienza turistica più tradizionale, i dati 2024 sul fenomeno delle locazioni di breve periodo mostrano un giro d’affari molto alto che elegge la Toscana come la Regione regina. In quest’area del Paese sono infatti disponibili ben 180mila sistemazioni in affitto breve, per un fatturato totale che supera gli 1,3 miliardi di euro.

Affitti brevi, la Toscana è prima in Italia

Così come riportato nell’analisi di Isnart condotta sulla piattaforma Airbnb, la Toscana è la Regione italiana che meglio ha saputo sfruttare le opportunità offerte dagli affitti brevi. Il suo giro d’affari totale è pari a 1,3 miliardi di euro (17 per cento sul totale nazionale), un dato più alto anche rispetto a quello del Lazio e della Lombardia. Altissimo, in Toscana, è anche il numero di alloggi disponibili per affitti brevi a scopo turistico, circa 180mila, ovvero un settimo del totale nazionale che è di 760mila. Il numero di alloggi disponibili, inoltre, è cresciuto nel 2023 del 9,2 per cento rispetto all’anno precedente. Infine, per quanto riguarda i giorni complessivi prenotati, la Toscana ha recuperato con fatica le perdite avute a causa del covid: nel 2023 ammontano a 8,6 milioni, di poco sotto al dato del 2019 (8,7 milioni). Nel 2022 questo dato era ancora a -11,3 per cento.

La classifica italiana degli affitti brevi

Sotto la Toscana troviamo in graduatoria altre Regioni italiane che ben stanno sfruttando le opportunità offerte dagli affitti brevi. Sul podio, rispettivamente in seconda e terza posizione, troviamo la Sicilia con 90mila soluzioni disponibili (12 per cento del dato nazionale) e la Lombardia con 78mila unità (10 per cento del dato nazionale).

Entrando più nel dettaglio dei singoli dati, in Sicilia si registrano 5,7 milioni di notti totali prenotate e un giro d’affari di 630 milioni di euro (8 per cento sul totale nazionale). Tali valori mostrano una crescita importante per la Regione che, rispetto al periodo per covid, ha aumentato di circa un milione il numero di notti totali. In Lombardia, invece, il fatturato totale degli affitti brevi è pari a 900 milioni di euro (8 per cento sul totale nazionale), con un numero di giorni prenotati di circa 6,5 milioni (+20,3 per cento rispetto al 2019).

Fuori dal podio troviamo:

  • la Puglia con 69mila unità disponibili (9 per cento del totale);
  • la Sardegna con 66mila alloggi;
  • il Lazio con 62mila unità abitative collocate maggiormente nell’area di Roma;
  • la Campania con 51mila alloggi (7 per cento del totale nazionale);
  • il Veneto con 45mila unità (6 per cento del totale);
  • la Liguria con 36mila alloggi (5 per cento del totale).

Affitti brevi in Italia, la classifica per fatturato

La suddetta classifica varia se si guarda al fatturato derivante dal giro d’affari degli affitti brevi. La Toscana resta in vetta con 1,3 miliardi di euro, seguita dal Lazio, che con solo l’8 per cento di alloggi su scala nazionale genera il 14 per cento del fatturato totale, e dalla Lombardia con circa 1 miliardo di introiti. Subito dopo troviamo la Campania con 740 milioni euro, la Sicilia e il Veneto con 630 milioni, la Puglia con 450 milioni euro, la Sardegna con 410 milioni di euro e la Liguria 377 milioni di euro.