Maxi multa a “Lo Zoo di 105”: cosa ha fatto la radio

La trasmissione radiofonica "Lo Zoo di 105" è stata multata dall'Agcom, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per le troppe parolacce pronunciate durante le dirette: l'importo della sanzione

‘Lo Zoo di 105’ è uno dei programmi radiofonici più ascoltati da diversi anni: nel 2019 è stato addirittura in vetta a questa speciale classifica, davanti a ‘Tutto esaurito’ e ‘Deejay chiama Italia’. Nella fascia oraria dalle 14 alle 16 aveva toccato punte di share notevoli, sfiorando il 15% (e dando circa 5 punti percentuali ai format ‘inseguitori’). Il target è sicuramente giovane rispetto ad altre radio (Addio alla radio FM sugli smartphone: da quando non si potrà più ascoltare, e i “trucchi” per evitarlo), ma negli anni non sono mai mancate le critiche per un linguaggio ritenuto spesso scurrile. Mercoledì 27 ottobre l’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha deciso di multare il programma.

Radio, “Lo Zoo di 105” multato dall’Agcom: l’ammontare della sanzione

Nata nel 1999, la trasmissione si articola tra siparietti recitati e scherzi telefonici ed è condotta (dalla prima puntata) da Marco Mazzoli, nato a Milano il 20 ottobre 1972 ma naturalizzato statunitense (trascorreva l’infanzia a Los Angeles, il padre ha lavorato come direttore artistico per la Walt Disney). A lui e a tutto il cast è stato spesso rimproverato l’uso delle parolacce. E proprio questo è il motivo della sanzione presentata al programma dall’Agcom, la cui Commissione servizi e prodotti (Csp) ha comminato una multa di 125 mila euro (delibera n. 183/21/CSP) nei confronti della società Radio Studio 105 S.p.a. “per la diffusione di due puntate in fascia diurna del programma ‘Lo Zoo di 105′”.

Nelle due puntate al centro della questione, l’Agcom (Dazn, l’ordine dell’Agcom: migliorare il servizio e l’assistenza clienti) ha accertato la violazione dell’articolo 34, comma 2, del Tusmar (ossia il Testo unico della radiotelevisione) che vieta di trasmettere “programmi che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori e film vietati ai minori di anni 14”. All’interno delle due puntate sanzionate, andate in onda alla fine del 2020, “sono state pronunciate, in maniera continuativa e morbosa, allusioni sessuali, messaggi di intolleranza e sono state utilizzate espressioni volgari e denigratorie rivolte in particolar modo contro donne e omosessuali“. Secondo l’Agcom la ‘difesa’ della radio, consistente nel sottolineare che la trasmissione segua un registro umoristico, rappresenta un’aggravante.

Non è la prima volta che l’Agcom si scontra con Radio 105: in passato, infatti, l’Autorità aveva diffidato l’emittente per aver diffuso espressioni dal contenuto fortemente denigratorio in violazione del regolamento di contrasto all’hatespeech (Delibera n. 157/19/CONS). Era il 2010, la trasmissione era stata multata e sospesa, sempre a causa del turpiloquio: allora il conduttore, Marco Mazzoli, si era detto sconvolto e incredulo perché lo stile era sempre stato lo stesso sin dal 1999, senza che il Garante fosse mai intervenuto.

“Lo Zoo di 105”, i numeri sui social: quanto lo ascoltano

I dati ufficiali più recenti, relativi agli ascolti dei vari programmi radiofonici, si riferiscono al 2019. In quell’anno, al netto di un calo negli ascolti a Radio 105, ‘Lo Zoo’ si è piazzato al primo posto nella classifica dei format più seguiti, con oltre 1 milione (1.052.000) di contatti medi. Al secondo posto ‘Tutto esaurito’ (sempre di Radio 105, con 998 mila ascoltatori), al terzo ‘Deejay chiama Italia (Radio Deejay, 980 mila ascoltatori). La pagina Facebook ufficiale dello ‘Zoo’ è ancora più seguita, visto che i fan sono oltre 2 milioni 750 mila. Numeri decisamente più bassi su Instagram (375 mila follower) e Twitter (poco più di 7 mila, ma il canale è muto dal 2017).

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