Paralimpiadi vs Olimpiadi, perché si sta protestando contro le medaglie degli atleti

Più bassi i premi per gli atleti Paralimpici: Laura Boldrini presenta un'interrogazione al Governo

Non chiamatele competizioni di “serie B”, non lo sono per chi gareggia, non lo sono per chi appassionatamente li segue: l’impegno, la dedizione e la forza degli atleti che hanno partecipato alle Paralimpiadi di quest’anno non sono da meno di quelli che – qualche settimana fa – hanno concluso il proprio percorso alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Di questo ne è convintissima anche la deputata Laura Boldrini che, venuta al corrente dei premi (in denaro) riconosciuti agli atleti Paralimpici, ha presentato un’interrogazione al Governo chiedendo interventi anti discriminatori al riguardo.

Paralimpiadi vs Olimpiadi, protesta contro le medaglie degli atleti

L’interrogazione di Laura Boldrini ha fatto seguito alla denuncia di Assist – Associazione Nazionale Atlete, che ha fatto luce sulla differenza di trattamento delle sportive Paralimpiche rispetto alle colleghe che hanno partecipato alle Olimpiadi.

“Siamo costernate di rilanciare l’informazione su un’ incomprensibile sperequazione: i premi degli atleti e delle atlete Paralimpici sono inferiori, addirittura non arrivano nemmeno alla metà, rispetto a quelli dei medagliati Olimpici”, ha scritto l’associazione sul proprio profilo Facebook. Il post è stato inoltre accompagnato da un’infografica relativa alle cifre riconosciute ai vincitori – rispettivamente di Olimpiadi e Paralimpiadi -per le medaglie d’oro, argento e bronzo, con l’intento appunto di spostare l’attenzione sulle disparità.

  • 180 mila euro per l’oro alle Olimpiadi contro 75 mila euro per l’oro alle Paralimpiadi
  • 90 mila euro per l’argento alle Olimpiadi contro 40 mila euro per l’argento alle Paralimpiadi
  • 60 mila euro per il bronzo alle Olimpiadi contro 25 mila euro per il bronzo alle Paralimpiadi

“Queste sono le cifre che sono state stanziate e, pur volendo far salva la buona fede di tutti, crediamo sia doveroso che lo Stato attraverso la sottosegretaria Vezzali trovi subito i fondi necessari per rimediare a questa discriminazione – ha riportato in commento l’Assist -. Le atlete e gli atleti Paralimpici non sono un mondo a parte, non sono campioni e campionesse di serie B, non sono talenti il cui sudore e la cui fatica vale meno. Anzi, semmai di più. Non conta ora sapere per quale mancanza di sensibilità o di attenzione ci troviamo oggi a dovere denunciare questa situazione: chiediamo i premi vengano subito equiparati, non solo per i valori dello Sport, ma per il doveroso rispetto ai princìpi cardine della nostra Costituzione”.

Paralimpiadi, alla polemica contro i premi risponde Laura Boldrini

All’appello di Assist, come già accennato sopra, ha allora risposto Laura Boldrini che, sui suoi profili social, ha dichiarato:

“Presenterò un’interrogazione al Governo su questa ennesima discriminazione nel mondo dello sport. Come ha denunciato l’associazione Assist, i premi delle atlete e degli atleti Paralimpici sono inferiori, addirittura dimezzati, rispetto a quelli dei colleghi e delle colleghe che hanno gareggiato e vinto in occasione delle Olimpiadi. È mai possibile accettare che esistano campioni e campionesse di serie B? No, non è accettabile, perché è contro la Costituzione e i valori stessi dello sport. Va posto subito rimedio a questa stortura che non ha giustificazione”.

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