La Gallinara non è più italiana: l’isola-tartaruga venduta a un magnate ucraino per 10 mln

L'isolotto a forma di tartaruga nel Mar Ligure sarebbe stato venduto a un facoltoso magnate dalle storiche famiglie liguri e piemontesi che lo possedevano

Avete presente quella meraviglia immersa nel blu del mare che si scorge dalla costa ligure, nella Riviera di Ponente, davanti ad Albenga? Sì, l’isola Gallinara

Ebbene, quel piccolo gioiello a forma di tartaruga, così chiamato, dicono, perché ci scorrazzavano tantissime galline selvatiche, poi diventato rifugio di santi e Papi e poi ancora testimone dell’occupazione nazista con le sue due famose gallerie scavate dai prigionieri di guerra, da oggi cambia proprietà.

La vendita al magnate Boguslayev

L’isola sarebbe stata venduta, dai nove gruppi familiari piemontesi e liguri che l’hanno posseduta in comproprietà per oltre 40 anni, a un magnate ucraino, con residenza nel Principato di Montecarlo ma nazionalità a Grenada, stato insulare delle Piccole Antille. Costo dell’operazione, oltre 10 milioni di euro.

Tale Olexandr Boguslayev, facoltosissimo immobiliarista 42enne, è figlio di Vyacheslav, politico e industriale ucraino di 81 anni a capo della Motor Sich, storica azienda fornitrice dell’aviazione russa e tra i più grandi produttori mondiali di motori per aerei, missili ed elicotteri.

Olexandr, che ha messo le mani su splendide residenze della Costa Azzurra, si sarebbe ora comprato l’isola attraverso una società di Montecarlo che prende proprio il nome di Gallinette. Le famiglie che hanno detenuto la proprietà fino ad ora sono tra le più facoltose di Liguria e Piemonte: tra queste, i Sommariva di Albenga, i Betti di Alassio, gli Stroppiana di Cuneo (i proprietari della Mondo) e i Mogna della Probiotical di Novara.

Perché l’isola Gallinara è così particolare

Alta 87 metri, lunga 470 e larga 450, l’isola della Gallinara è inaccessibile ai turisti e rientra nella Riserva Naturale Regionale all’interno del Santuario dei Cetacei.

L’isola è un sito di interesse comunitario per via del suo straordinario ambiente naturale incontaminato, unito al grande valore storico e culturale: dunque, sull’isola è vietato costruire. Nell’unica villa presente erano state ricavate le proprietà immobiliari dei nuovi proprietari ma Olexandr sicuramente non potrà fare affari. Solo godersi le meraviglie di quel piccolo paradiso.

Il fronte del no

L’operazione non è affatto piaciuta a tutti e “può essere fermata con un intervento tempestivo della Regione. L’ente dia un supporto al Comune di Albenga affinché possa esercitare al più presto e senza tentennamenti il diritto di prelazione. Questa è un’occasione unica” ha tuonato il consigliere provinciale e comunale di Forza Italia Eraldo Ciangherotti. “Un intervento urgente da parte della Regione e del Comune non è solo auspicabile, ma necessario perché l’isola venga tutelata e soprattutto resa fruibile ai turisti”.

Il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis ha spiegato che non sono consentite speculazioni edilizie o di altro genere considerato il suo status naturalistico, “per il resto l’amministrazione comunale è pronta a collaborare per una valorizzazione dell’isola nell’ambito della sua cura e manutenzione, oltre che come attrazione turistico-culturale, seppur con i limiti e le restrizioni del caso”.

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