EasyJet verso la vendita in pieno agosto, cosa vuole farne il fondo americano Castlelake

La compagnia aerea britannica EasyJet ha accettato in principio l'offerta del fondo statunitense Castlelake, che potrebbe acquistare la società per 5,5 miliardi di sterline: la decisione sarà in pieno agosto

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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EasyJet, compagnia aerea low cost tra le più importanti d’Europa, ha accettato in linea di principio un’offerta da parte del fondo statunitense Castlelake da 5,5 miliardi di sterline per l’intera azienda. L’approvazione di questa manovra da parte degli azionisti dovrebbe arrivare il 3 agosto 2026, anche se l’operatività della compagnia, voli per le vacanze inclusi, non dovrebbe subire modifiche.

Castlelake ha assicurato che il suo obiettivo è continuare a far crescere EasyJet, ma diversi osservatori hanno messo in risalto il fatto che la compagnia è in difficoltà e i suoi asset, tra aerei e slot aeroportuali, sono molto preziosi. L’acquisizione, però, si deve scontrare con le regole europee, che prevedono che nessuna compagnia continentale possa essere controllata da entità straniere.

EasyJet ha accettato l’offerta di Castlelake

Il consiglio di amministrazione di EasyJet ha ritenuto l’offerta di Castlelake, che ha assegnato alle azioni della società un valore di 6,90 sterline l’una, adeguata. Il titolo della compagnia aerea è salito del 10% in Borsa dopo la notizia. I passaggi, prima che questa operazione possa anche solo essere avviata, sono però ancora lunghi.

Il primo sarà il tre agosto, quando l’assemblea degli azionisti dovrà decidere se accettare la proposta di Castlelake. L’offerta è molto allettante. Rispetto alla prima volta che il fondo statunitense aveva manifestato interesse per EasyJet, il 29 maggio scorso, il premio rispetto al valore delle azioni è del 73%.

Cosa vuole Castlelake da EasyJet e le conseguenze sui voli

Anche se gli azionisti approvassero l’offerta, non dovrebbero esserci conseguenze sul funzionamento della compagnia nel breve periodo. Operazioni come questa richiedono mesi per essere portate a termine dopo il voto positivo degli azionisti, quindi Castlelake non prenderà subito il controllo di EasyJet.

Cosa il fondo voglia fare con la compagnia britannica non è però del tutto chiaro. In un comunicato, Castlelake ha dichiarato:

Abbiamo immenso rispetto per EasyJet e i suoi dipendenti, e abbiamo intenzione di supportare la sua crescita futura e la sua trasformazione in una compagnia aerea europea più forte e resiliente a beneficio di tutte le parti interessate, qualora la transazione dovesse concludersi.

Castlelake, però, sta anche approfittando di un momento molto difficile per EasyJet, causato dall’aumento dei prezzi del carburante per aerei e dalla concorrenza di altre compagnie low cost. Diversi analisti hanno notato che il prezzo che il fondo pagherebbe per la compagnia è inferiore al valore di mercato della flotta di 208 Airbus A320 di cui EasyJet dispone.

Aerei moderni, quasi nuovi e di una categoria molto ambita sul mercato, che farebbero comodo alla principale attività che Castlelake controlla: il leasing di aerei. Oltre a questo, EasyJet possiede alcuni slot aeroportuali molto preziosi, come quelli degli aeroporti di Ginevra, di Londra e di Milano. Questo non significa che il fondo stia acquistando la compagnia a prezzo scontato: EasyJet ha anche molte passività, tra debiti e leasing, e il suo patrimonio netto è attorno ai 3 miliardi di sterline.

Il problema delle normative europee

L’acquisizione di EasyJet da parte di Castlelake potrebbe però andare incontro ad alcuni problemi normativi. EasyJet ha sede in Inghilterra ma opera in Ue attraverso EasyJet Europe. La normativa dell’Unione europea vieta che un’entità estera controlli una compagnia aerea continentale.

Per questa ragione, Castlelake avrebbe creato una società apposita per portare a termine l’acquisto di EasyJet, controllata per il 49% dal fondo statunitense e per il 51% da non meglio specificati “investitori europei”. Uno di questi, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, potrebbe essere la compagnia marittima Msc. Una struttura che, però, il CdA di EasyJet ha definito “opaca”.