In Italia, quasi 6 bottiglie di vino su 10 sono custodite nelle cantine del Nord. Il 58,6% delle giacenze di vino si concentra infatti in quest’area, con il Veneto che si posiziona al primo posto rispetto a tutte le altre regioni. È quanto emerge dal report n. 1/2026 di Cantina Italia, pubblicato a gennaio 2026 dal Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Sovranità alimentare, sulla base dei dati contenuti nei registri telematici del vino aggiornati al 31 dicembre 2025
I dati del documento, a oggi, sono un punto di riferimento importante per analizzare lo stato di salute produttivo ed economico del settore.
Indice
Giacenze di vino in Italia, coosa dicono i numeri
Negli stabilimenti enologici italiani, alla fine dell’anno, risultano presenti 59,5 milioni di ettolitri di vino, cui si aggiungono 7,7 milioni di ettolitri di mosti e 2,8 milioni di ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione. Un volume complessivo importante, che racconta la forza strutturale della filiera ma anche la complessità della sua gestione.
Rispetto al 31 dicembre 2024, le giacenze risultano in aumento per tutte le principali categorie:
- +4,4% per i vini;
- +16,8% per i mosti;
- +32,3% per i vini nuovi ancora in fermentazione.
Il confronto con il mese precedente, novembre 2025, segnala invece una crescita dei vini in cantina (+11,6%), accompagnata da un forte ridimensionamento dei mosti (-20,2%) e soprattutto dei Vnaif (-70,1%), segno che gran parte del prodotto ha completato il processo di vinificazione entrando nella categoria “vino”.
Le regioni con più vino e le differenze tra Nord e Sud
Il Nord Italia non è solo l’area che detiene la quota maggiore di vino in giacenza, ma è anche quella che concentra le denominazioni più forti dal punto di vista commerciale e dell’export.
Il Veneto, da solo, ospita il 27,3% del vino nazionale presente in cantina. Un dato che vale più di un quarto dell’intero stock italiano e che trova spiegazione soprattutto nel peso di due province chiave: Treviso, con il 12,2% delle giacenze nazionali, e Verona, con il 9,0%.
Tuttavia, se il Nord eccelle nella concentrazione delle scorte di vino finito, il Sud emerge, anche se non nettamente, quando si analizzano i mosti e i vini ancora in fermentazione.
Dei 7,7 milioni di ettolitri di mosti presenti in Italia, il 49,3% è detenuto nelle regioni meridionali, contro il 41,4% del Nord.
In tre sole regioni, ovvero Puglia, Emilia Romagna e Piemonte, si concentrano il 78,6% dei mosti, con la Puglia che da sola arriva al 47,3%. Il Mezzogiorno è quindi come un grande serbatoio produttivo della viticoltura italiana, orientato alla fase primaria e alla fornitura di prodotto sfuso o semilavorato.
Anche per i vini nuovi ancora in fermentazione il Sud guida la classifica, con il 41,9% delle giacenze, seguito dal Nord (26,0%), dal Centro (22,6%) e dalle Isole (9,5%).
È un’ulteriore conferma di come le diverse fasi del ciclo produttivo siano distribuite in modo non uniforme sul territorio nazionale, con implicazioni rilevanti in termini di valore aggiunto, occupazione e potere contrattuale lungo la catena.
La maggior parte dei vini in Italia sono DOP
Un altro elemento che emerge dal report riguarda la tipologia dei vini detenuti. Il 54,2% delle giacenze è rappresentato da vini a denominazione di origine protetta (DOP), a testimonianza del peso crescente, e ormai strutturale, delle produzioni di qualità certificata. All’interno di questo segmento prevalgono i vini bianchi, che costituiscono il 51,1% dei DOP in giacenza, riflettendo il successo commerciale di molte denominazioni settentrionali e nord-orientali.
I vini a indicazione geografica protetta (IGP) rappresentano invece il 26,4% del totale e sono in prevalenza rossi (52,9%), mentre i vini varietali si fermano a una quota marginale dell’1,6%. Il restante 17,9% è composto da altri vini, categoria eterogenea che include produzioni senza specifica indicazione geografica.