Nella classifica dei migliori formaggi al mondo ci sono 4 italiani

L'Italia domina la Top 10 dei migliori formaggi al mondo con 4 eccellenze nella classifica di TasteAtlas. Ecco chi sono i premiati

Foto di Federica Petrucci

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Pubblicato:

Ben 4 dei primi 10 migliori formaggi al mondo sono italiani. A dirlo è TasteAtlas, piattaforma internazionale specializzata nella cucina tradizionale e nei prodotti tipici, che ogni anno raccoglie valutazioni, recensioni e punteggi da parte di esperti e consumatori di tutto il mondo e stila la classifica dei “top 100 cheeses in the world”.

Quali sono i migliori formaggi al mondo: 4 italiani nella top ten

Nella top ten dei migliori formaggi al mondo convivono tradizioni molto diverse: Grecia, Italia, Portogallo e Francia si alternano in una graduatoria che premia soprattutto i prodotti legati a territori ben definiti, a metodi produttivi consolidati e a materie prime fortemente caratterizzate.

Al primo posto si trova la Graviera Naxou, formaggio greco prodotto nell’isola di Naxos, seguito al secondo posto dal Parmigiano Reggiano, che rappresenta il primo ingresso italiano nella classifica. Al terzo posto l’Azeitão, un formaggio portoghese a pasta semidura prodotto con latte di pecora crudo. Più avanti, al quarto posto, si posiziona la mozzarella di Bufala campana, seguita dal graviera Kritis (formaggio greco) e dal queijo Serra da Estrela (anche questo prodotot in Portogallo).

Al settimo posto, ancora, un altro italiano, il Pecorino sardo, che precede la Kefalograviera greca, la burrata e il Saint-Félicien, un formaggio francese a pasta molle originario della regione del Rodano-Alpi( che chiude la classifica dei top 10 tra i 100 migliori formaggi al mondo).

Ecco la classifica e i punteggi ottenuti da ogni formaggio:

Posizione Formaggio Paese Punteggio
1 Graviera Naxou Grecia 4,6
2 Parmigiano Reggiano Italia 4,6
3 Queijo de Azeitão Portogallo 4,6
4 Mozzarella di Bufala campana Italia 4,5
5 Graviera Kritis Grecia 4,5
6 Queijo Serra da Estrela Portogallo 4,5
7 Pecorino sardo Italia 4,5
8 Kefalograviera Grecia 4,5
9 Burrata Italia 4,4
10 Saint-Félicien Francia 4,4

Il Made in Italy premiato

Il dato più interessante, guardando alla classifica TasteAtlas, è che i 4 formaggi italiani presenti nella top ten appartengono a tipologie molto diverse: stagionato duro, fresco a pasta filata, pecorino e ripieno cremoso. Questo dimostra che la forza dell’Italia non sta in un solo modello produttivo, ma nella varietà delle sue filiere.

Questa pluralità è un vantaggio competitivo enorme e conferma l’interesse sempre maggiore e più attento all’origine dei prodotti, alla sostenibilità delle filiere e alla qualità delle materie prime. Il sistema agroalimentare italiano, con le sue denominazioni e grazie alla qualità, continua a essere uno dei più solidi e riconosciuti a livello internazionale.

Come vengono scelti i migliori formaggi al mondo

I “migliori” nella classifica di TasteAtlas non vengono scelti da una giuria ristretta, né da un singolo critico gastronomico. Il metodo è ibrido e si basa su valutazioni aggregate e filtrate da un database che raccogliere centinaia di migliaia di valutazioni provenienti da utenti di tutto il mondo. TasteAtlas non classifica “marchi” o singoli caseifici, ma tipologie di prodotto tradizionale.

Non si tratta però di una piattaforma aperta e  non tutte le recensioni vengono conteggiate. Infatti vengono escluse le valutazioni anomale o sospette e il sistema privilegia i voti provenienti da utenti con storico affidabile. Vengono escluse le valutazioni che sono auto-promozioni locali (ad esempio voti eccessivamente alti provenienti quasi esclusivamente dal Paese d’origine), campagne coordinate e giudizi non coerenti con la tipologia del prodotto.

Il ranking finale deriva dal punteggio medio ottenuto e un numero minimo di valutazioni valide. Un prodotto con poche recensioni, anche se molto alte, non riesce a scalare la classifica. Serve una base di giudizi sufficientemente ampia, condizione che favorisce i formaggi realmente conosciuti e diffusi a livello internazionale.