Cassa integrazione per i lavoratori in zona rossa e arancione: come funziona

Se si è impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro a causa di ordinanze amministrative per l'emergenza Covid, è possibile accedere alle tutele dei lavoratori dell'Inps come la Cigo, la Cigd, l'Aso e la Cisoa

Con il decreto legge 104 del 14 agosto 2020, che prevede particolari tutele per i lavoratori che non possono raggiungere il luogo di lavoro a causa di ordinanze amministrative delle autorità pubbliche, come quelle che hanno istituito la zona rossa e la zona arancione in molte regioni d’Italia. Per questo l’Inps ha fatto sapere con il messaggio numero 304 del 25 gennaio 2021 quali sono le circostanze e il periodo di riferimento per il sostegno al reddito per chi si trova in permanenza domiciliare.

Chi può accedere alla cassa integrazione per i lavoratori in zona rossa e arancione

Possono richiedere il trattamento di integrazione salariale a causa dell’emergenza sanitaria esclusivamente i datori di lavoro che operano in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, che abbiano sospeso la propria attività a causa dell’impossibilità di raggiungere la sede produttiva da parte dei dipendenti.

Gli imprenditori possono presentare la domanda di accesso ai trattamenti di Cassa integrazione ordinaria (Cigo), di Cassa integrazione in deroga (Cigd), di Assegno ordinario (Aso) e di Cassa integrazione per gli operai agricoli (Cisoa) con la specifica causale “Covid-19 – Obbligo permanenza domiciliare” per periodi che decorrono dal 23 febbraio 2020 e arrivano al 30 aprile 2020.

Possono accedere a queste misure esclusivamente i lavoratori che non hanno ricevuto altre tutele e bonus previsti dal Governo per l’emergenza sanitaria ed emanati dall’Inps. Per l’anno 2020 i trattamenti sono concessi nel limite massimo di spesa di 59,3 milioni di euro.

Come fare domanda per la cassa integrazione per i lavoratori in zona rossa e arancione

Le domande devono essere effettuate entro il 25 febbraio 2021 e devono essere corredate da una autocertificazione in formato .pdf nella quale il datore di lavoro dichiara che il destinatario del trattamento non ha potuto prestare attività lavorativa a causa dei provvedimenti di restrizione e ne dichiara i dati anagrafici.

In caso il datore di lavoro indichi la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps, devono essere inviati all’istituto anche gli estremi bancari. Per i datori di lavoro che accedono alla Cassa integrazione in deroga e alla Cassa integrazione per gli operai agricoli è previsto esclusivamente il pagamento diretto.

Per richiedere le nuove procedure di gestione delle prestazioni Cigo, Aso, Cigd e Cisoa per l’emergenza Covid sono stati creati nuovi codici evento.

  • Per la Cigo, che ha un Fondo ad hoc diretto, il codice evento è 62.
  • Per le prestazione del Fis e di altri Fondi di solidarietà il codice evento è 35.
  • Per la Cigd il codice evento è 33197.
  • Per la Cisoa il codice evento è 14.

I datori di lavoro che fanno domanda per gli interventi di integrazione salariale non sono tenuti al versamento del contributo addizionale, ma dovranno versare comunque le quote di Tfr maturate dal lavoratore nel periodo del trattamento. Se le prestazioni vengono anticipate dall’azienda, queste possono essere  recuperate tramite il sistema del conguaglio dei contributi, rilevati ai conti di nuova istituzione elencati nella circolare Inps.

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