Sono più di 1,5 milioni le assunzioni programmate dalle imprese tra settembre e novembre 2026. A confermarlo è il bollettino del sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro, che tuttavia segnala un calo degli ingressi rispetto all’anno scorso.
Inoltre, nonostante il numero di posizioni aperte, in Italia domanda e offerta di lavoro fanno ancora fatica a incontrarsi. In diversi settori, infatti, le aziende non riescono a trovare personale per quasi la metà dei profili ricercati.
Indice
Le assunzioni programmate
Come emerso dal report:
- a settembre 2026 gli ingressi programmati sono circa 15mila in meno rispetto allo stesso mese del 2024, pari a una diminuzione del 2,6%;
- nel trimestre settembre-novembre 2026 la flessione è di circa 30mila unità, pari all’1,9%.
Mostrano prospettive positive soprattutto le imprese con meno di 10 dipendenti:
- a settembre 2026 prevedono circa 5mila ingressi in più rispetto allo stesso mese del 2024, con una crescita del 3%;
- nel trimestre settembre novembre 2026 l’aumento arriva a circa 27mila assunzioni, pari al 5,7%.
La contrazione maggiore interessa le imprese di medie dimensioni, tra 50 e 250 dipendenti, con una riduzione dell’8,6% a settembre e del 7,7% nel trimestre.
Per chi cerca lavoro, quindi, i dati suggeriscono di concentrare la ricerca sulle realtà più piccole.
I settori con più posizioni aperte
Tra i settori dove sono previste più assunzioni entro novembre 2026:
- al primo posto c’è l’industria (manifattura e costruzioni), con 404mila ingressi programmati. Il manifatturiero, in particolare, concentra una maggiore domanda (+251mila nel trimestre) rispetto alle costruzioni (+154mila nel trimestre), ma tra i comparti con la maggiore richiesta di personale spicca la meccatronica, con 57mila contratti programmati nel trimestre;
- al secondo posto si colloca invece il turismo, con 255mila ingressi programmati;
- al terzo quello dei servizi, con 210mila ingressi programmati;
A seguire, tra i settori con maggiore richiesta di lavoro nel trimestre settembre-novembre 2026, il report individua:
- il commercio, con 207mila ingressi programmati.
- l’agricoltura, con le imprese agricole che hanno in programma 114mila assunzioni. A ricercare più personale sono soprattutto le aziende impegnate nelle coltivazioni ad albero (+47mila nel trimestre), seguono le imprese delle coltivazioni di campo(+33mila nel periodo settembre-novembre).
Le figure professionali più ricercate
Una delle problematiche che continua emergere dalle analisi Excelsior è quella del mismatch tra domanda e offerta, cioè la difficoltà delle imprese a trovare candidati con le caratteristiche richieste.
A settembre, per esempio, sono circa 259mila le posizioni considerate difficili da coprire, pari al 45,6% del totale. Tra le cause indicate dalle aziende:
- la mancanza di candidati riguarda il 29,2% delle assunzioni;
- una preparazione ritenuta inadeguata riguarda invece il 12,9% dei casi.
Tra le professioni più difficili da trovare – che così rientrano automaticamente nella categoria dei lavori più richiesti – ci sono:
- operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni, per i quali la difficoltà di reperimento arriva al 79,8%;
- fonditori, saldatori e montatori di carpenteria metallica, al 74,5%;
- fabbri, ferrai e costruttori di utensili, al 73%;
- meccanici, montatori e riparatori, al 66,5%;
- tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi, al 64,8%;
- tecnici in campo ingegneristico, al 62,6%;
- operatori della cura estetica, con una percentuale del 58,2%.
Le difficoltà maggiori interessano le industrie metallurgiche e metallifere, dove il 67% dei profili ricercati risulta difficile da reperire. Seguono le costruzioni, con il 63,5%, e il settore tessile, dell’abbigliamento e delle calzature, con il 56,4%.
Nord vs Sud, dove la domanda di lavoro cresce
Dal punto di vista geografico, nel trimestre settembre-novembre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, le imprese:
- al Sud e nelle Isole sono le uniche a registrare aspettative positive, con 16mila assunzioni in più;
- al Nord Ovest, invece, le previsioni riportano 37mila ingressi in meno;
- al Centro la riduzione è di circa 5mila assunzioni;
- al Nord Est la flessione è di 4mila.
Le competenze tecniche e specialistiche continuano a rappresentare uno dei principali punti di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Allo stesso tempo, le opportunità restano numerose nei servizi, nel turismo, nel commercio e nell’agricoltura.