Come richiedere la disoccupazione per lavoratori stagionali

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L’indennita di disoccupazione dedicata ai lavoratori stagionali, conosciuta anche come NASpI stagionale, è stata introdotta dal D.Lgs. 22/2015, universalmente noto come Jobs Act, al fine di risolvere l’effettiva penalizzazione provocata dall’introduzione della NASpI nei confronti di questa particolare categoria di lavoratori. Coloro che possono beneficiare della NASpI sono infatti tutti quei lavoratori che nei 4 anni precedenti il licenziamento possono dichiarare almeno 13 settimane di contributi versati e, nell’anno precedente la disoccupazione, almeno 30 giorni di lavoro effettivo.

Se prima della NASpI un lavoratore stagionale poteva contare su 6 mesi di indennità di disoccupazione, detta mini-ASpI, a fronte di 6 mesi di lavoro, con l’introduzione della cosiddetta Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego il periodo di indennità si riduce a soli 3 mesi, in quanto per legge la NASpI viene invece erogata per un numero di settimane pari alle settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni.

Questa forte penalizzazione è stata finalmente risolta grazie alla circolare INPS n.224/2016 nonché dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza. Vediamo ora nello specifico tutto quello che c’è da sapere sulla nuova NASpI stagionali, a chi spetta, quali requisiti sono necessari per averne diritto, quanto dura, a quanto ammonta e come si calcola.

Disoccupazione stagionale: come funziona

A partire dal 1° maggio 2015, successivamente al Jobs Act, fu introdotta una deroga nel calcolo della durata NASpI stagionale, limitata esclusivamente ai settori turismo e stabilimenti, al fine di poter tenere conto degli stessi contributi figurativi calcolati nella NASpI ordinaria calcolata sugli ultimi 4 anni. Il D.Lgs. n.185/2016 ha infine stabilito che, se anche aggiungendo al calcolo i contributi figurativi versati nei 4 anni precedenti la durata della NASpI dovesse risultare inferiore ai 6 mesi, la sua durata è arbitrariamente prorogata di 1 mese.

Anche in questo caso però, è stato stabilito che la durata della NASpI stagionale per il momento non può superare il limite massimo di 4 mesi. Per tutti gli altri aspetti, la NASpI stagionale funziona esattamente come quella ordinaria. Il suo importo varia dunque in base alle retribuzioni percepite nei 4 anni precedenti la disoccupazione divisa per il numero di settimane di contribuzione. Il valore ottenuto va moltiplicato per 4,33. Facciamo un esempio in cui la retribuzione nei 4 anni sia pari a 30.000 e le settimane per le quali sono stati versati i contributi siano 160. La retribuzione media mensile sarà dunque pari a 811,80€, ovvero 30.000 diviso 160 (187,50) per 4,33.

A questo punto non si fa altro che applicare la stessa regola valida per la NASpI ordinaria. Se dunque la retribuzione mensile è inferiore, come in questo esempio, a 1.227,55€, l’importo spettante della NASpI sarà pari al 75% della NASpI stessa, ovvero 608,91€. Se al contrario fosse stata superiore, per esempio 1.820€, al 75% della NASpI ordinaria andrebbe sommato il 25% della differenza tra la retribuzione mensile e l’importo NASpI, per un totale di 1.068,77€. Anche nel caso della NASpI stagionale, l’importo massimo non potrà comunque superare, nel 2020, i 1.335,40€ al mese e sarà comunque soggetto a una riduzione del 3% a partire dal quarto mese di erogazione.

Chi ha diritto alla disoccupazione stagionale?

La NASpI stagionali, ovvero l’indennità di disoccupazione stagionale è rivolta innanzitutto ai lavoratori dei seguenti settori del turismo e degli stabilimenti termali:

  • CSC 70501. Alberghi (ATECO 55.10.00), Villaggi turistici (ATECO 55.20.10), Ostelli della gioventù (ATECO 55.20.20), Rifugi di montagna (ATECO 55.20.30), Colonie marine e montane (ATECO 55.20.40), Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence (ATECO 55.20.51), Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte (ATECO 55.30.00);
  • CSC 70502. Ristorazione con somministrazione (ATECO 56.10.11), Ristorazione ambulante (ATECO 56.10.42), Ristorazione su treni e navi (ATECO 56.10.50), Bar e altri esercizi simili senza cucina (ATECO 56.30.00);
  • CSC 70503. Gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali (ATECO 93.29.20);
  • CSC 70504. Gelaterie e pasticcerie (ATECO 56.10.30), Gelaterie e pasticcerie ambulanti (ATECO 56.10.41);
  • CSC 70401. Attività delle agenzie di viaggio (ATECO 79.11.00), Attività dei tour operator (ATECO 79.12.00), Attività delle guide e degli accompagnatori turistici (ATECO 79.90.20), Attività delle guide alpine (ATECO 93.19.92);
  • CSC 70705. Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto (ATECO 56.10.20);
  • CSC 11807 e CSC 70708. Stabilimenti termali (ATECO 96.04.20).

Durata della NASpI stagionale

Come nel caso della NASpI ordinaria, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori stagionali è erogata mensilmente per un numero di settimane pari alla metà di quelle contributive nei 4 anni precedenti il licenziamento, e comunque sempre per un massimo di 24 mesi. Come misura straordinaria dovuta all’emergenza sanitaria COVID-19, se la NASpI stagionale risultava in scadenza tra maggio e la fine del mese di giugno, i lavoratori hanno usufruito in maniera automatica di una proroga di 2 mesi, a patto di non aver usufruito di altre indennità sempre previste per il coronavirus.

Come si presenta la domanda di disoccupazione stagionale

Anche le modalità di presentazione della domanda di disoccupazione stagionale sono identiche a quelle previste per la NASpI ordinaria. La domanda può essere dunque presentata, pena la decadenza del diritto, entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro. Sempre per ragioni dovute all’emergenza COVID-19 fino alla fine del 2020 i termini di decadenza sono stati estesi fino a un massimo di 128 giorni. La domanda di disoccupazione stagionale va inoltrata in forma telematica dalla sezione Prestazioni e servizi, alla voce NASpI: indennità mensile di disoccupazione, sul sito dell’INPS, all’interno della propria area riservata MyINPS. In alternativa è possibile contattare telefonicamente lo stesso INPS oppure rivolgendosi a CAF, patronati e intermediari abilitati.

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