Concorso INPS da 1.024 funzionari, in arrivo il bando: cambiano lauree e prova

La Pubblica Amministrazione apre a profili umanistici, psicologici e della comunicazione. Prova scritta a doppia sezione con un nuovo metodo

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Emanuela Galbusera

Giornalista di attualità economica

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La Pubblica Amministrazione apre le porte a competenze trasversali e profili provenienti da percorsi di studio non tradizionalmente associati ai concorsi pubblici. È questa una delle principali novità del nuovo concorso Inps per 1.024 funzionari, il cui bando è atteso sul portale inPA entro la fine di giugno 2026.

L’iniziativa, approvata con la Deliberazione n. 100 del 10 giugno 2026, prevede l’assunzione a tempo indeterminato di personale nell’Area dei funzionari, famiglia professionale “funzionario progettazione, erogazione e controllo dei servizi”. Un reclutamento che punta a rafforzare l’organico dell’Istituto e che introduce importanti cambiamenti sia nei requisiti di accesso sia nelle modalità di selezione.

Quali lauree saranno ammesse

Per partecipare sarà necessario possedere una laurea magistrale, una laurea specialistica oppure un diploma di laurea del vecchio ordinamento. L’aspetto più innovativo riguarda però l’ampliamento delle classi di laurea considerate idonee. Oltre ai tradizionali percorsi di area economica, giuridica, statistica e sociologica, il concorso include profili umanistici, psicologici, della comunicazione, pedagogici, linguistici e di scienze della formazione.

Una scelta che riflette l’evoluzione delle competenze richieste dalla Pubblica Amministrazione, sempre più orientata alla gestione dei servizi, alla comunicazione con i cittadini e all’innovazione organizzativa.

I titoli conseguiti all’estero consentono la partecipazione con riserva. L’istanza di riconoscimento deve essere presentata prima della stipula del contratto ed entro 15 giorni dalla pubblicazione della graduatoria finale al Ministero dell’Università e della Ricerca oppure al Ministero dell’Istruzione e del Merito, secondo la competenza sul titolo posseduto.

Come cambia la prova scritta

Novità anche sul fronte delle selezioni. Il concorso prevede una prova scritta articolata in due sezioni distinte. La prima misura la comprensione di brani tecnico-giuridici, la seconda valuta la risposta a scenari operativi. Si tratta di una modalità che punta a verificare non solo la preparazione teorica, ma anche le competenze trasversali e decisionali dei candidati.

Per superare la prova sarà necessario ottenere almeno 21/30 in entrambe le sezioni. Il mancato raggiungimento della soglia minima in anche una sola delle due sezioni comporta il non superamento dell’intera prova, indipendentemente dal punteggio ottenuto nell’altra sezione.

Nel caso in cui le domande di partecipazione superassero quota 4.000, è inoltre prevista una prova preselettiva composta da 60 quesiti a risposta multipla.

Le domande su inPA

Il bando ufficiale è atteso sul portale inPA entro la fine di giugno 2026. Le domande si presenteranno su inPA seguendo le modalità e le scadenze che saranno indicate nel documento e sarà necessario autenticarsi con SPID, CIE o CNS.

Il candidato deve avere un indirizzo PEC personale o un domicilio digitale intestato, da indicare nella domanda per ricevere le comunicazioni relative alla procedura. Eventuali variazioni successive dell’indirizzo devono essere comunicate all’Inps tramite PEC.

La Pubblica amministrazione conquista i giovani

Per Simone Bresciani, CEO e co-fondatore di TeachCorner, il concorso conferma il cambiamento in corso nella Pubblica amministrazione, sempre più orientata a reclutare profili qualificati e con competenze trasversali. L’estensione delle lauree ammesse, che include anche percorsi umanistici e sociali, rifletterebbe infatti le nuove esigenze organizzative degli enti pubblici e contribuirebbe a rendere la PA una scelta professionale sempre più attrattiva per i giovani laureati.