Dalla serie A alla gioia di fare (e trasmettere) Arte

La storia, bella e intensa, di Fabio Valente. Una storia di cambiamenti, di grandi occasioni e di una profonda passione

27 settembre 1981, Stadio San Paolo di Napoli, i tuoi 15 minuti in serie A con la maglia del Milan, a 17 anni. Cosa ricordi di quel giorno?
Ricordo come se fosse ora quando il mister Radice si voltò verso la panchina e mi invitò a scaldarmi per entrare in campo. Un sogno diventava realtà: 75mila spettatori, una bolgia incredibile, un’emozione indescrivibile. Un quarto d’ora di gioia pura, un quarto d’ora di celebrità, un quarto d’ora indimenticabile.

Poi qualcosa è cambiato. Più nella testa o nelle gambe?
Direi in entrambe. Prima nella gambe a causa di un grave infortunio poi nella testa perché non sono riuscito a riprendere la forma e la determinazione psicologica che mi avevano sostenuto sino a quel momento.

Oggi “vivi di arte”. Un bel salto…
La pittura mi ha accompagnato fin da piccolo. Da qualche anno ho cominciato a fare sul serio. Non saprei dire se è un bel salto, sicuramente quello che esce nelle mie tele viene anche dalle emozioni e dalle esperienze che ho vissuto nella vita. Il calcio in primis.

Tra il calcio e la pittura, una lunga esperienza manageriale
Sì, vero. Forse proprio in Matrix (Fabio è stato direttore commerciale dal 2002 al 2004, ndr) ho avuto l’esperienza migliore. Ero stato assunto in un momento molto delicato per l’azienda. Dopo due anni arrivammo al break even grazie a un gruppo di persone meravigliose. Posso dire che anche nella carriera manageriale il calcio ha avuto il suo ruolo. Ho sempre cercato il “gioco di squadra” e ancora oggi ho rapporti stupendi con molte persone che hanno lavorato con me.

Com’è il mondo del lavoro in azienda visto da fuori?
Oggi farei fatica a rientrare in quel mondo. Dopo una certa età capiamo quanto siano importanti la qualità della vita e il tempo libero. Non lavoro meno di prima, ho più o meno le stesse problematiche, ma riesco a gestire meglio il tempo a disposizione per viverlo soprattutto con le persone che amo.

Stress, pressioni, eccessiva competizione. Cosa ti dice tutto questo?
Credo sia fondamentale saper gestire lo stress e mantenere un buon equilibrio nei momenti difficili ma anche e soprattutto nelle situazioni in cui si ottengono risultati soddisfacenti. Il cambiamento è oggi una costante, tutto è veloce e le cose possono cambiare di colpo. Proprio per questo cerco di mantenere viva la curiosità per le novità e la passione per ciò che faccio.

Per te oggi la pittura è…
Prima parlavi di stress e competizione. Anche nell’arte esiste. È un mondo ancorato a vecchi canoni e non è facile emergere. Anche in questo settore credo ci sia necessità di innovazione. Anche in ambito artistico ho unito le mie esperienze di manager e consulente di web marketing per creare un prodotto innovativo che ho lanciato sul mercato a novembre di quest’anno insieme e due amici. Un fotografo, Fabio Reflex Rizzo, e una storica dell’arte, Nadia Dalpiaz. Il modello vuole portare nelle case della gente opere di qualità di artisti contemporanei a prezzi sostenibili. Soprattutto per i giovani che amano le belle opere ma che hanno poco budget. Fotografiamo dettagli di opere di artisti selezionati e le stampiamo su materiali come il plexiglass, alluminio e il forex. Ne escono opere uniche ed esclusive di elevato livello estetico e che grazie alla scalabilità del progetto hanno costi che partono dai 60 euro. Molti artisti sono rimasti entusiasti dell’idea e con loro e quelli che stanno entrando, stiamo creando un gruppo che ha voglia di innovare e far conoscere le proprie opere. Sono molto orgoglioso di questa iniziativa perché ci permette, grazie al web, di far conoscere gli artisti e i loro progetti a un numero sempre più crescente di persone.

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