I tentativi di frode creditizia e bancaria si evolvono in continuazione, raffinandosi fino a sfruttare leve psicologiche precise per spingere gli utenti all’imprudenza. Si è segnalata una nuova ondata di smishing che utilizza abusivamente il nome di UniCredit per intimorire eventuali correntisti.
Si tratta di una tecnica consolidata ma particolarmente insidiosa, pensata per far leva sulla paura di un addebito non autorizzato di importo elevato.
Indice
Come funziona la truffa dell’Sms UniCredit
La dinamica del raggiro si sviluppa attraverso un semplice messaggio di testo ricevuto sul proprio smartphone. Il testo imita le comunicazioni ufficiali degli istituti di credito e segnala una presunta autorizzazione di pagamento sospetta, solitamente per cifre superiori ai mille euro.
Il messaggio tipo inviato dai truffatori ha questo aspetto:

L’obiettivo dei criminali è creare uno stato d’ansia immediato nella vittima. Vedendo una cifra consistente, e non tonda, che rischia di uscire dal proprio conto, qualsiasi persona si sente spinta ad agire d’impulso e a seguire le istruzioni del messaggio senza verificare attentamente la fonte.
La trappola risiede nel numero di rete fissa indicato nel messaggio. Chiamando quel contatto, il cittadino non si troverà a parlare con la banca o con Poste Italiane, ma con un finto operatore del servizio clienti, pronto a richiedere i codici personali di accesso o le credenziali dell’home banking con la scusa di bloccare la transazione.
Perché i criminali prendono di mira i correntisti
Le credenziali d’accesso ai portali bancari rappresentano uno dei bersagli più ambiti per i truffatori informatici. Ottenere le chiavi d’ingresso al conto online consente ai malintenzionati di:
- eseguire bonifici dispositivi verso conti esteri o carte ricaricabili;
- autorizzare pagamenti e acquisti digitali non azionabili dalla vittima;
- sottrarre dati personali e finanziari per compiere ulteriori frodi
L’uso di un numero con prefisso urbano, come uno 02 di Milano, serve proprio a trasmettere un’illusoria sensazione di istituzionalità, aumentando le probabilità che l’utente caschi nel tranello.
Come riconoscere il falso messaggio di blocco
Identificare questo tipo di attacco è possibile prestando attenzione ad alcuni dettagli fondamentali:
- il messaggio arriva da un normale numero di cellulare e non dal canale verificato dell’istituto;
- per quanto la sintassi del messaggio sembri corretta, i truffatori usano l’apostrofo al posto dell’accento;
- le banche non inseriscono recapiti telefonici generici nei messaggi per richiedere verifiche immediate;
- la comunicazione punta unicamente a generare il timore di una perdita economica immediata;
- nessun operatore bancario reale chiederà mai al telefono la password d’accesso o i codici generati dalle app.
Cosa fare in caso di ricezione o contatto
Se si riceve un messaggio di questo tipo, la regola fondamentale è non chiamare mai il numero indicato nel testo e non fornire alcun dato sensibile.
Nel caso in cui si sia già presa la linea con il finto operatore o siano stati condivisi codici personali, occorre agire senza perdere tempo:
- contattare immediatamente la propria banca attraverso i numeri verdi ufficiali riportati sul sito dell’istituto o sul retro della carta di debito;
- richiedere il blocco cautelativo delle credenziali di home banking e delle carte associate;
- verificare gli ultimi movimenti effettuati sul conto corrente;
- sporgere formale denuncia presso le autorità di Polizia Postale.