Doppio richiamo alimentare, formaggio e pesto a rischio: i pericoli per la salute

Intere forme di formaggio Formae Val di Fiemme e un lotto di pesto rosso De Cecco sono stati richiamati dai supermercati per sospetta contaminazione batterica l'uno e per un'allergene non dichiarato l'altro

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il ministero della Salute ha comunicato due richiami alimentari a poca distanza l’uno dall’altro. Il primo riguarda alcune forme di Formae Val di Fiemme, un formaggio di latte crudo, che sarebbe risultato contaminato dall’escherichia coli, un batterio pericoloso per l’uomo. Per questo motivo sarebbe stato tolto dal commercio in via precauzionale.

L’altro richiamo è invece più anomalo. Non per il prodotto richiamato, un lotto di pesto rosso De Cecco, né per il motivo, sulle etichette non era evidenziata la presenza di un allergene, le noci, ma perché non era destinato al mercato italiano. Si tratta infatti di un lotto che dovrebbe essere esportato in Brasile e nei Paesi Bassi.

Il richiamo del formaggio Formae Val di Fiemme

Il formaggio Formae Val di Fiemme è stato prodotto dal Caseificio Sociale Val di Fiemme Cavalese S.c.a. che si trova a Ville di Fiemme, in provincia di Trento. Il ministero ha rilevato, in un controllo a campione da parte del servizio veterinario, la presenza di escherichia coli all’interno di alcune forme del formaggio stagionato.

Il lotto in questione è il 26053. Altri dati utili per riconoscere le singole fette di formaggio contaminate sono:

  • il marchio di identificazione dello stabilimento, UE IT 4211;
  • la via dove si trova la sede dello stabilimento, Via Nazionale 8, 38099 Ville di Fiemme (TN).

I distributori del formaggio sono tenuti al richiamo immediato, al ritiro di eventuali parti del lotto ancora in giacenza e ad avvisare il caseificio, in modo che il lotto sia tracciabile.

I rischi dell’escherichia coli

L’escherichia coli è un batterio molto comune, che fa parte della flora intestinale di moltissimi mammiferi, tra cui l’uomo. Vive normalmente all’interno del corpo umano e aiuta nella digestione dei cibi. Nonostante ciò, ci sono situazioni in cui può diventare responsabile di malattie anche pericolose.

Quella più comune è la produzione di tossina LT, uno scarto delle attività del batterio, che se si accumula in quantità eccessive nel corpo umano può causare gravi forme di dissenteria e disidratazione. L’escherichia coli è inoltre molto resistente agli antibiotici. Se infetta il sangue, causando una sepsi, può diventare molto pericoloso.

Il richiamo del pesto rosso De Cecco

Nei giorni scorsi il ministero ha emesso anche un altro richiamo, quello del lotto 07225288 del pesto rosso a marchio De Cecco. In questo caso non c’è nessuna contaminazione batterica, ma sull’etichetta non sono indicate le noci, presenti nel prodotto, come allergeni. La data di produzione è il 15 ottobre 2025, con il termine di scadenza a maggio 2027.

Si tratta però di un caso particolare, perché il pesto non è destinato al mercato italiano. Questo lotto, infatti, presentava etichette modificate, destinate a Brasile e Paesi Bassi. Sarebbero dovute quindi intervenire le autorità di quei Paesi, visto che il ministero della Sanità italiano non ha alcuna autorità di richiamare il prodotto fuori dai confini nazionali. È però possibile che si sia voluta evitare una diffusione dei prodotti non propriamente etichettati tramite il mercato secondario online.