Un’indagine della Procura di Prato ha sventato un’organizzazione criminale che produceva monete da 2 euro false in Italia, talmente perfette da riuscire a superare persino alcuni dei controlli antifrode più avanzati. L’organizzazione operava con una precisa gerarchia interna: falsari specializzati nella produzione, corrieri incaricati del trasporto, intermediari per la logistica e distributori che avevano il compito di immettere le monete nel circuito economico.
Il sistema era studiato nei minimi dettagli per rendere difficile individuare la provenienza del denaro contraffatto e per diffondere rapidamente migliaia di esemplari sul mercato europeo.
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Monete false da due euro praticamente identiche alle originali
Le monete da 2 euro sequestrate riproducevano fedelmente il conio originale, il diametro, il peso e perfino le caratteristiche magnetiche che normalmente consentono ai sistemi automatici di riconoscere il denaro autentico. Secondo gli investigatori, i falsari erano riusciti a replicare integralmente gli elementi di sicurezza presenti nelle monete genuine, rendendo estremamente difficile distinguerle a occhio nudo.
Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato riproduzioni di numerose monete commemorative da 2 euro. Tra queste figurano esemplari dedicati al centenario dell’Aeronautica Militare italiana, alla Coppa del Mondo di rugby disputata in Francia e diverse emissioni speciali provenienti da Germania, Lussemburgo, Belgio, Slovenia e Grecia.
La scelta di riprodurre anche monete commemorative potrebbe essere stata dettata dal fatto che questi esemplari circolano normalmente insieme alle monete ordinarie, riducendo la probabilità che qualcuno ne controlli attentamente i dettagli.
Come venivano distribuite le monete false
L’organizzazione aveva sviluppato una rete logistica internazionale. I materiali necessari alla produzione, come il nichel e altri metalli, venivano realizzati in Cina e spediti in Europa attraverso container destinati a hub logistici situati tra Belgio e Germania.
Successivamente, parte dei macchinari veniva assemblata in Toscana, anche grazie a comunicazioni intercettate dagli investigatori attraverso il social network cinese WeChat. Una volta prodotte, le monete venivano distribuite in:
- Italia;
- Germania;
- Belgio;
- Spagna e altri Paesi europei.
Le indagini hanno inoltre evidenziato collegamenti con la Croazia, dove sarebbero stati riciclati i proventi dell’attività criminale, mentre alcuni componenti dell’organizzazione avrebbero pianificato una fuga verso la Serbia.
I cambiamonete delle sale slot nel mirino
Uno dei canali privilegiati per l’immissione delle monete contraffatte era rappresentato dai cambiamonete presenti nelle sale slot e nelle sale bingo. Proprio l’elevato numero di transazioni e la rapidità delle operazioni avrebbero favorito la circolazione delle monete false senza destare particolari sospetti.
Una volta entrate nel circuito economico, le monete potevano poi essere utilizzate normalmente nei negozi, nei distributori automatici e nei pagamenti quotidiani, contribuendo a diffondere ulteriormente la contraffazione.
Come riconoscere una moneta falsa
Sebbene le ultime contraffazioni siano particolarmente sofisticate, esistono comunque alcuni elementi che possono aiutare a individuare una moneta sospetta.
Il primo controllo riguarda la qualità delle incisioni, le monete autentiche presentano dettagli molto nitidi e precisi, mentre quelle false possono mostrare bordi meno definiti o piccoli difetti di lavorazione. Anche il bordo laterale merita attenzione, con eventuali scritte poco leggibili o incisioni irregolari che possono rappresentare un campanello d’allarme.
È utile verificare, inoltre, il peso e lo spessore della moneta. Ddifferenze anche minime rispetto agli standard ufficiali possono indicare una contraffazione. Infine, il comportamento nei distributori automatici può offrire un’indicazione: una moneta frequentemente rifiutata dai sistemi di pagamento potrebbe non essere autentica, anche se nel caso delle ultime produzioni clandestine molti dispositivi sembrerebbero comunque accettarle.
Cosa fare se si riceve una moneta sospetta
Chi ritiene di essere entrato in possesso di una moneta falsa non dovrebbe tentare di spenderla. Metterla nuovamente in circolazione potrebbe infatti comportare conseguenze anche sotto il profilo giuridico, soprattutto se si è consapevoli della sua natura contraffatta.
La scelta più corretta consiste nel consegnarla alle autorità competenti, come le forze dell’ordine o gli uffici preposti, affinché possa essere sottoposta agli accertamenti necessari.
Segnalare tempestivamente eventuali casi sospetti contribuisce inoltre a contrastare il fenomeno e ad aiutare le indagini contro le organizzazioni criminali che operano nel settore della falsificazione monetaria.