C’è un cartello stradale che sta causando multe salate in Europa: occhio al rombo su sfondo blu

Il segnale delle HOV Lane per veicoli "ad alta occupabilità" arriva direttamente da Stati Uniti e Canada ed è già costato sanzioni a diversi automobilisti in Francia e Spagna. Arriverà anche in Italia?

Foto di Maurizio Perriello

Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

Pubblicato:

Chiedi all'AI

Negli ultimi mesi in diversi Paesi d’Europa si è assistito all’aumento delle multe comminate agli automobilisti che non hanno rispettato un nuovo cartello stradale poco noto alle nostre latitudini. Si tratta di un rombo dai contorni bianchi su sfondo blu, molto diffuso in Stati Uniti e Canada e ora installato su sempre più strade extraurbane del Vecchio Continente.

Il segnale è “comparso” in diverse zone dell’Europa centro-meridionale e si riferisce alle cosiddette HOV Lane (acronimo di High Occupancy Vehicle), ossia le corsie riservate ai veicoli “ad alta occupazione” che trasportano più passeggeri e impattano maggiormente sull’inquinamento.

Cosa indica il nuovo cartello stradale con un rombo bianco e in quali Paesi si usa

Tra i veicoli “ad alta occupazione” contemplati dai vari codici della strada nazionali sono inclusi taxi e mezzi di trasporto pubblico (bus e navette), ma anche auto private che trasportano a bordo almeno due persone. In molti casi il segnale è infatti accompagnato da indicazioni come “2+” o “3+”, che indicano il numero minimo di passeggeri che devono trovarsi a bordo del veicolo per poter utilizzare la corsia.

La presenza del cosiddetto “cartello diamante”, con riferimento alla forma del rombo, è stata segnalata in Francia, Spagna e Germania. Le strade di accesso a Nîmes e, da marzo 2025, la tangenziale di Parigi, ad esempio, prevedono una corsia HOV. In terra iberica, i cartelli sono comparsi lungo l’autostrada Madrid-Valencia e le strade extraurbane che collegano Siviglia, Malaga e Granada.

In Italia non è stata ancora riscontrata alcuna diffusione né è stato aggiornato il nostro Codice della Strada recependo la nuova segnaletica. Tuttavia non è escluso che il “rombo” HOV possa essere presto installato sulle nostre strade. I singoli governi, assieme all’Unione Europea, stanno effettuando una revisione delle norme di circolazione stradale in tutti gli Stati membri.

L’obiettivo è migliorare la sicurezza stradale, ridurre la congestione del traffico e promuovere la transizione verso un trasporto più sostenibile attraverso l’uso condiviso dello stesso mezzo. Uno dei primi passi sarà quindi unificare la segnaletica stradale comunitaria, incluso il simbolo di corsia riservata ai veicoli ad alta occupazione.

Chi può usare le corsie col rombo bianco su sfondo blu

Le corsie contrassegnate dal “rombo diamante” non sono dunque aperte a tutti i veicoli. Possono utilizzarle soltanto alcune categorie specifiche, tra cui:

  • auto con almeno due o tre persone a bordo;
  • taxi e mezzi di trasporto pubblico;
  • veicoli elettrici o a basse emissioni (con restrizioni variabili da Paese a Paese);
  • mezzi che trasportano persone con mobilità ridotta.

In alcuni casi le limitazioni valgono solo in determinate fasce orarie. Se il segnale è indicato su pannelli luminosi, la corsia diventa riservata solo quando il simbolo è acceso o quando sono attive le fasce orarie indicate.

Cosa rischia chi non rispetta le HOV Lane

Per riconoscere i trasgressori, sulle strade francesi – che fungono un po’ da apripista per i nuovi segnali HOV – sono state installate telecamere e sensori ad alta tecnologia. Oltralpe l’utilizzo delle corsie speciali è ad esempio consentito a veicoli come taxi e mezzi elettrici con bollino “Cero”, mentre in Spagna sono stati introdotti vincoli ai veicoli elettrici e ibridi.

Chi occupa questa parte di carreggiata segnalata dal “rombo” e non rispetta i requisiti di circolazione può rischiare multe anche molto salate. In Spagna le sanzioni arrivano anche a 200 euro, mentre in Francia si attestano intorno ai 150 euro.